Le melanzane in potacchio.

di Dorina PalombiMelanzane in potacchio Non è semplice vivere in esilio. Penso a Romeo, privato della presenza dell’amata. Penso a Napoleone, lontano dalla terra per cui viveva un amore viscerale.

In teoria, in esilio, non ci sono veramente.
Io sono nata a Pavia e così i miei genitori. E poi la Liguria, il mio mare dell’adolescenza, che definisco la mia terra adottiva.
Ma il mio sangue è altro. E il mio sangue (almeno per metà) è marchigiano.

Mio nonno è nato a Monte San Martino nel 1931 e, vestito da giovane carabiniere, è arrivato prima a Vidigulfo, poi a Pavia. Perché si fugge, dalle Marche. Ma poi si torna. Pare. Perchè manca sempre qualcosa.
Orgoglioso come solo un capricorno sa essere, dopo aver conosciuto mia nonna, ha deciso di abbandonare l’arma e lavorare sodo per costruire la sua famiglia e il suo futuro. Un uomo pratico, concreto, diffidente verso i sentimentalismi che nel mese di vacanza tornava nella sua terra.

E capitava ci andassi con lui, insieme a mia nonna e mio fratello. Verso quel mare basso, che non era la mia Liguria. Ma quel cibo buono, e quella gente sincera e cordiale. Era presto per me; non riuscivo a capire che quelle strade, quel mare, quella parlata, erano parte del mio essere. Io ero quei sapori, quei colori, quei profumi.

Ora che prendo treni, che riconosco i paesaggi e attendo con animo ansioso che le pianure si ammorbidiscano e diventino colline, che arrivi Pesaro e poi il Conero, comprendo ciò che sono e che profumo ha metà del mio sangue.

E quindi, quando non sono lì, le Marche mi mancano. Tanto da togliermi il fiato e da farmi venire gli occhi lucidi ogni volta che il cartello Emilia Romagna si sbarra e inizia quello delle Marche; tanto da commuovermi quando sento la gente raccontare di esperienze marchigiane.. E tanto da essere felice che tra poco le melanzane tornino al loro turgore e profumo per poterle preparare in potacchio, una delle ricette più semplici ma dannatamente marchigiane.

E’ come urlarla, la propria regionalità. E’ quel profumo di coccio, rosmarino, aglio e vino bianco. E’ l’attesa paziente, il fuoco lento e la magia.. è la tranquillità marchigiana.

MELANZANE IN POTACCHIO
4 melanzane
2 spicchi di aglio
olio extra vergine d’oliva
3 rametti di rosmarino
1/2 bicchiere di vino bianco secco
200 gr di polpa di pomodoro (facoltativa)
prezzemolo tritato (facoltativo)

Taglia le melanzane a fettine di circa 3 millimetri e poi a listarelle sottili (o a cubetti se preferite). L’importante è che abbiano tutte la stessa misura per una cottura ottimale. In una pentola metti olio, aglio e rosmarino. Fai soffriggere le melanzane per qualche minuto e poi sfumale con vino bianco. Sala e pepa e falle cuocere coperte e a fuoco lento per circa 15 minuti. Controlla che si siano ammorbidite, aggiungi il pomodoro e lasciale cuocere ancora qualche minuto. Se serve regola di sale. Aggiungi il prezzemolo sminuzzato al coltello e servi.

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