Apiro, ballerine e calici Felici.

di Ramona RagainiRamona e Felici

Pronti per il primo viaggio?
Allora tutti in vespa e si parte…direzione Apiro!

Per chi è marchigiano come me dire Apiro è dire Andrea Felici.
Come primo “viaggio nel bicchiere” ho deciso di portarvi in questo piccolo comune ai piedi del Monte San Vicino perchè , per me, un vino, prima di essere espressione di un vitigno deve essere “ambasciatore di un territorio” .
Amo molto il Verdicchio nelle sue mille sfaccettature e realtà ma qui ad Apiro tira fuori delle caratteristiche uniche ed inimitabili.

Ed è qui che 35 anni fa nacque Leopardo Felici, oggi al comando dell’azienda di famiglia: marchigiano doc, ragazzo determinato ed appassionato, dedito al suo lavoro ma soprattutto amate del suo territorio.
Leo non inizia subito dalla vigna ma ,consigliato dal padre, muove i suoi primi passi nel mondo della ristorazione.
Proprio così…se voleva fare vino doveva prima imparare a conoscerlo!
Me lo immagino allora lasciare il suo amato borgo per volare prima alla corte di Gordon Ramsay e poi all’enoteca Pinchiorri.

Famiglia felici

Con queste esperienze Leo non solo impara a conoscere il vino ma , quando torna a casa nel 2006, sa esattamente ciò che vuole: sta per nascere un grandissimo Verdicchio!
Si perchè Leo non si piega alle mode del momento che chiedevano vitigni internazionali e barrique ma punta tutto sul suo vitigno…e per fortuna!!!

Quello che regala il suo Verdicchio è qualcosa di veramente emozionante:  in qualsiasi parte del mondo tu sia, metti in bocca il suo vino , chiudi gli occhi e… vedi Apiro, vedi il suo vigneto maniacalmente ordinato, vedi il suo laghetto artificiale che crea un microclima ideale per la vigna ma soprattutto vedi una Famiglia che mette il cuore in quello che fa.

In questo territorio eccezionale , tra il Verdicchio di Jesi e quello di Matelica, la vigna riesce ad esprimersi al massimo : montagna, bosco, lago e clima regalano al Verdicchio di Felici struttura, eleganza, mineralità e una quasi “immortalità” (quasi solo perchè non credo all’immortalità).
I suoi vini ,anche in annate difficili come la 2012 , ad esempio, regalano sempre grande armonia e non sono mai banali.

Apiro Felici

Due le etichette prodotte:
l “Andrea Felici” Verdicchio dei Castelli di Jesi classico superiore che è una cuvèe dei vari vitigni;
il “Cantico della figura” che è ,invece , un cru del vigneto più vecchio dell’azienda.

Tutto questo o forse tanto altro è Leo Felici. Si perché , da buon marchigiano, non sta mai fermo e , diventato da poco papà ha impiantato un nuovo vigneto (partendo da vecchie vigne), che ha dedicato alla figlia Matilde, e quindi che la storia continui!!!

Ora veniamo all’abbinamento vino-accessorio.
La prima volta che andai da Leo era una giornata uggiosa e da brava fashion-victim quale sono mi sono presentata con un paio di ballerine nere di camoscio…non il massimo per la vigna!!!

Quindi il Verdicchio di Leo non poteva che essere abbinato ad una comodissima ballerina nera: indispensabile in ogni armadio la prima, come in ogni frigo il secondo!

Adatta per un pranzo di lavoro come per una cena romantica…insomma con una ballerina non si sbaglia mai, proprio come per il vino di Leo: adatto in qualsiasi situazione!

Kate in ballerine

Viva il Verdicchio…viva Apiro…viva Leo e….Viva le ballerine!!!!!!

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