Di cibo, d’amore e di sensi..

di Alessandra Petterini

Lunedì sera dopo cena apro Facebook e leggo il titolo di un articolo del Sole24ore: Il Cibo come l’eros, piacere puro. Un’intervista allo Chef Uliassi.
Mi logora la voglia di premere l’indice e proseguire nella lettura, anche se i piatti della cena nel lavandino attendono di essere riposti in lavastoviglie…ma come si fa a non prendersi quei 5 minuti per affondare gli occhi in quelle parole????

Pensate alle parole dolci che si scambiano due amanti o allo scrocchiare di una patatina fritta; immaginate gli stimoli visivi che interagiscono direttamente con il cervello e che ti fanno sentire eccitato se guardi una bella donna o ti fanno venire l’acquolina in bocca se, passando davanti alla vetrina di una pasticceria, vedi un bella torta

Ho sempre pensato che cibo ed eros fossero più che strettamente collegati: nati insieme!
Non importa se si ha una cucina moderna o più retrò, se fuori dalla finestra c’è il sole o si sta per scatenare una tempesta, se per mangiare abbiamo apparecchiato con posate .d’argento a lume di candela o se abbiamo deciso di utilizzare il metodo più antico, arcaico e preistorico: le mani!!!

Quello che trasmettiamo nel piatto è Noi Stessi: la nostra energia, la nostra voglia di vivere, la nostra passione, che entra nel commensale anche fisicamente.Tutto può essere afrodisiaco anche senza utilizzare ingredienti famosi per tale nomea.

Perché cucinare è un gesto erotico, di amore: manipolare gli ingredienti, saperli utilizzare, dargli calore in cottura, assaggiarli e poi adagiarli nel piatto. Quel piatto che va a solleticare tutti i nostri sensi: l’olfatto, la vista, il gusto, l’udito e il tatto. Proprio quello che succede in un’incontro tra due amanti.

Quando entriamo in una cucina la cosa che più ci colpisce è l’aroma….quell’insieme di magici profumi ai quali non possiamo sottrarre il nostro olfatto.
Proprio come quando incontriamo per strada qualcuno che ci ammalia esattamente per quel profumo che ci fa girare inconsapevolmente di scatto ad osservarlo.

Non conosco nulla che vellichi così voluttuosamente
lo stomaco e la testa
quanto i vapori di quei piatti saporiti
che vanno ad accarezzare la mente
preparandola alla lussuria. (De Sade)

Così oggi la ricetta che mi viene in mente di proporvi è una zuppa di patate.
Perché?
Perché prepararla ed assaggiarla mi ha riportato a quella sensuale frase di De Sade.
Perché anche se non è una mia ricetta ma di Chef Mauro Uliassi, io ho cercato di rifarla a modo mio e quando, dopo il suo benestare, l’ho proposta ad una cena a Rapallo, a fine cena i partecipanti si sono avvicinati per complimentarsi, e una frase su tutte mi ha decisamente fatto capire quanto sia vero il fatto che la cucina è Noi Stessi.
E allora sedurre è possibile attraverso un piatto, seppur senza tacco 12 e tubino ma in veste pinguinesca da cucina.
Perchè la seduzione è questione di pelle e di istinto, proprio come in cucina.

Utilizzerò un formato di pasta che adoro e con il quale mi identifico: Le Mezze Maniche di Pasta Mancini.
Perché proprio queste? Che domande! Perché è Un pastificio in mezzo a un campo di grano!!
E dove se non nelle mie amate Marche e precisamente a Monte San Pietrangeli???

Guardare per innamorarvi!!!! Ops…per credere!!!! 
Pasta e patate

Zuppa affumicata di patate, mezze maniche, cozze, gamberi e calamaretti

Ingredienti per 4 persone:
2 lt di acqua
200 gr pesce spada (o altro) affumicato
700 gr di patate già pelate
1 bicchiere di latte
1 porro
100 gr di mezze maniche Mancini.
12 gamberi sgusciati
16 cozze
8 calamaretti puliti
qualche rametto di timo
olio EVO
sale
aglio
prezzemolo tritato sottile
pepe

Procedimento:

  • Mettete 2 lt di acqua e il pesce spada nella pentola alta e cuocete per almeno 30 minuti.
  • Nel frattempo tagliate a cubetti le patate e affettate il porro
  • In una pentola mettete un filo di olio, il porro e cuocete a fuoco basso
  • Inserite le patate a cubetti
  • Aggiungete il latte
  • Poco dopo iniziate a bagnare con il brodo (che è diventato affumicato) aggiungendolo poco alla volta
  • Tagliate i gamberi e i calamari, metteteli in una ciotola e conditeli con i rametti di timo, l’aglio in camicia e un filo di olio.
  • Passare al minipimer la zuppa (se serve regolate di sale). Se non è abbastanza cremosa aggiungete del brodo poco alla volta fino a raggiungere la consistenza desiderata. Se troppo liquida rimettere sul fuoco e fate addensare qualche minuto
  • Cuocete la pasta in abbondante acqua salata secondo il tempo indicato nella confezione
  • Mettete le cozze in una padella e copritele, basteranno pochissimi minuti affinché si aprano.Toglietele dal fuoco e sgusciatele lasciandole con la loro acqua in una ciotolina
  • Scaldate benissimo una padella e metteteci gamberi e calamari con la loro marinatura; cuocete per un minuto e togliete dal fuoco (facendo attenzione a togliere anche il timo e l’aglio;) mettete i pesci nella ciotola con le cozze
  • Scolate la pasta e mettere un filo d’olio.
  • Componete il piatto mettendo un bel mestolo di zuppa, cozze, gamberi, calamari e sei o sette mezze maniche. Una grattata di pepe, una spolverata di prezzemolo tritato e un filo di olio.
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