Per un pugno di falafel…

di Silvia Gregoristreet food

Egitto. Palestina. Israele. Libano.

Non credo ci sia altro piatto al mondo conteso tra ben quattro paesi. E ci sarà pure un perché!

Un piatto che nato all’ombra delle piramidi dei Faraoni ha, per mano degli esuli ebrei, ben presto conquistato i palati mediorientali ed è divenuto negli anni ’50, per merito dell’intuito degli ebrei arrivati dallo Yemen che hanno sostituito le originali fave secche con i ceci, il piatto nazionale israeliano.

Io, marchesa riccia, che pur amando viaggiare non sono mai stata in Medio Oriente le ho scoperte casualmente a Parigi vagando alla ricerca di un locale, dove bloccare la fame sopraggiunta ad una lunghissima passeggiata, che non avesse in menù ostriche e escargot.

Io che le ho mangiate comodamente seduta, appollaiata su una minuscola sedia accostata ad un minuscolo tavolo in equilibrio precario e ricoperto da una tovaglia che qualche anno prima doveva essere stata di colore bianco candido, servite da un omino di mezza età e mezza altezza, carnagione olivastra, sguardo nero profondo ed un francese con troppe consonanti aspirate che tradisce altri origini.

Io che ora sogno di affacciarmi composta ad un baracchina lungo una trafficatissima stradina di Gerusalemme o di Damasco, di ordinare i miei falafel e di addentare la mia pita, traboccante di bollenti polpettine di ceci generosamente innaffiate di hummus.

falafel

FALAFEL (dosi per 4 persone circa)

  • 250 gr di ceci secchi (mi raccomando non cotti!)
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi di aglio schiacciato
  • 50 gr di prezzemolo fresco
  • 1 punta di cucchiaino di lievito (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di pangrattato (solo in caso di impasto umido)
  • 1 cucchiaino di cumino (un must anche se non piace a tutti)
  • sale e pepe q.b.
  • Olio di semi di arachidi per friggere

Mettiamo i ceci secchi a bagno per una notte in acqua fredda affinché si ammorbidiscano.

Versiamo nel bicchiere del frullatore i ceci, la cipolla, l’aglio ed il prezzemolo, tritiamo bene ed a lungo quindi trasferiamo in una ciotola ed uniamo il lievito, il cumino, il sale ed il pepe. Facciamo riposare l’impasto per mezz’ora.

Il lievito è del tutto facoltativo ma sembra che aiuti i falafel a risultare più leggere e digeribili.

Aggiungiamo il pangrattato solo se l’impasto dovesse risultare eccessivamente umido. E’ normale che il composto risulti sbricioloso.

Formiamo delle polpettine stringendo l’impasto con le mani e schiacciandolo forte nel pugno. Una volta formate le polpettine, friggiamo in olio di semi di arachidi a temperatura (ossia con un termometro con sonda verifichiamo che la temperatura sia di 175-176° C).

Scoliamo quando risultano ben dorati esternamente e serviamo subito ben caldi con pitot (il plurale di pita) ed hummus.

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