Ancona. Easy, urban, chic.

di Dorina Palombi.

Siete pronti a partire con me?
Perchè da Pavia oggi vi porto in una città che ho imparato ad amare e che ogni volta mi toglie il fiato: Ancona

Me and bro
La amo perchè mi somiglia, principalmente, per 3 caratteristiche che rivedo ad ogni passo e che saranno il motore di questo mio racconto. Quindi accendete la macchina e partiamo. La colonna sonora la scelgo io (sono sempre 429 km da percorrere).

Iniziamo dal pernottamento: anche solo per una notte (come spesso accade nelle mie “toccata e fuga”) amo coccolarmi e non privarmi di nulla. Ho un po’ la fissa per gli hotel ma saranno la mia casa per qualche ora e cerco sempre di scegliere il meglio.
Ho prenotato l’hotel senza indugi e ho scelto, come sempre, il SeePort Hotel

Seeport

E’ un luogo fantastico in cui la cura del dettaglio è all’ennesima potenza.
L’hotel si affaccia sul porto di Ancona, facilmente raggiungibile dopo una decina di minuti di passeggiata dalla Stazione Centrale.
Difficilmente è possibile rendere una visuale “portuale” elegante.
Al Seeport ci sono riusciti egregiamente optando per  un arredamento romantico-industriale, con dettagli che invitano al viaggio, alla scoperta e poi, al ritorno.

Dolce benvenutoQuindi, valigie lasciate in camera, una rinfrescata e via!
La prima cosa che avrete superato, senza farci troppo caso sono gli Archi di Ancona.
Sono quella passeggiata che avrete percorso per raggiungere l’hotel.
Certo non sono attrattiva turistica ma rendono l’idea dell’anima della città e del suo cuore pulsante, fatto di un miscuglio di razze, stili, dialetti, profumi e sapori.
E’ la parlata anconetano sporcata di accenti differenti.
E’ l’odore del brodetto che esce da una finestra per abbracciarti ma anche quello delle spezie che ti ricordano di essere in una città fatta di partenze e arrivi, attracchi e navi pronte per salpare da un momento all’altro.
E allora Ancona profuma anche di Grecia e di chissà quali altri luoghi non così lontani.

Uscendo dall’hotel, avrete a pochi passi Porta Pia. E’ la partenza per la visita al centro storico.
La cosa che stupisce maggiormente di Ancona è il miscuglio di monumenti e luoghi urbani.
Costeggi il porto e le banchine si alternano al Lazzaretto (conosciuta anche come Mole Vanvitelliana) e all’arco di Traiano, alzi lo sguardo e il Duomo di San Ciriaco si erge a guardiano.
Una cosa molto interessante da fare è visitare il Museo Omero, all’interno della Mole Vanvitelliana.
E’ un museo tattile, dedicato ai non vedenti. Provate a godere dell’arte utilizzando un senso differente.

Ora inoltriamoci verso la stradina che troviamo sulla destra e andiamo verso il centro storico vero e proprio. Ecco la lista di cose da non perdere da “costa a costa” di Ancona (perchè si, finiremo dall’altra parte della città):

  • il Teatro delle Muse è il primo punto di riferimento, in Piazza della Repubblica.
    Con la sua facciata neoclassica e gli altorilievi delle nove muse è stato decisamente un valido benvenuto.
    Ma la mia destinazione è diversa e proiettata verso una vietta nascosta che protegge un tesoro prezioso: la Loggia dei Mercanti e la facciata quattrocentesca ricca di sculture pre-rinascimentali di Giorgio di Matteo.Rimango qualche minuto in contemplazione. Questo palazzo nacque in un periodo estremamente florido per la città (il 1442) e la vicinanza al porto è voluta proprio per gli intensi scambi commerciali che furono -e sono tuttora- pilastro nell’economia anconetana.
    La loggia dei MercantiIl palazzo stesso voleva essere luogo di incontro tra i mercanti per trattare liberamente dei loro commerci. Le statue presenti sulle quattro colonne della facciata rappresentano le quattro virtù cardinali: speranza, fortezza, giustizia e carità. Nella parte centrale, il cavaliere araldico dello stemma di Ancona.
  • Piazza del Papa, così chiamata per la statua di Clemente XII che domina la visuale. Fu lui, infatti, a far rinascere nel settecento il traffico portuale di Ancona. Dai numerosi tavolini disseminati lungo tutta la piazza, la vista è piacevole. Sorseggiando un caffè, si noteranno anche il Palazzo del Governo, la chiesa di San Domenico e la Torre Civica. Il silenzio creerà la magia per rendere la prima sosta davvero suggestiva.
  • la Fontana delle 13 cannelle. Detta anche Fontana del Calamo fu costruita nel 1560 e si trova in Corso Mazzini (o Corso Vecchio), uno dei tre corsi commerciali paralleli della città (gli altri due sono Corso Garibaldi -o Corso Nuovo- e Via Stamira).Leggenda dice che, se volete tornare ad Ancona, dovete bere l’acqua che sgorga da uno dei fauni di questa fontana. A me piace affidarmi un po’ alla sorte e un po’ al Frecciarossa delle 7.50.

Già che siete in Corso Mazzini tre tappe foodie:
a) il negozio/ristorante Bontà di Marche, in cui trovare numerosi prodotti gastronomici marchigiani e fermarvi per un pranzo veloce ma gustoso;
b) il Mercato delle Erbe. Accanto al mercato ricco di bancarelle che vi condurrà il Piazza Roma, sorge questo edificio in ferro e vetro, in stile liberty, costruito nel 1926 che ospita il mercato coperto cittadino;
c) il chiosco da Morena. Sorge esattamente di fianco alla fontana del Calamo è per gli amanti del pesce è tappa a dir poco OBBLIGATORIA. Dal cartoccio di pesciolini fritti alle ostriche, il chiosco di Morena è il meglio dello street food marino.

  •  il Passetto di Ancona e il Monumento ai Caduti. L’azzurro del cielo e il bianco candido del monumento concludono la passeggiata lungo Viale della Vittoria (uno dei viali che collega le due estremità della città).
    Davanti agli occhi, l’unico spettacolo che può sovrastare la magnificenza architettonica della città: il mare e il Conero .
    Alla fine del viale si arriva alla Pineta del Passetto e, percorrendo la scalinata del Monumento ai caduti (che regala scorci di rara bellezza) si giunge direttamente al mare.
    La costa è caratterizzata da grandi scogli pittoreschi e dalla presenza, alla base delle rupi, di una peculiarità della città: le caratteristiche Grotte del Passetto, scavate dai pescatori fin dalla metà dell’Ottocento per usarle come ricovero per le barche.
    Passetto

La spiaggia è caratterizzata da grandi scogli bianchi che formano insenature e canali molto apprezzati dai bagnanti. Alcuni scogli sono noti in città per la possibilità di tuffarsi nell’acqua alta; tra essi è conosciuto soprattutto “il Quadrato”. Circa 250 m a sinistra della scalinata si trova uno dei simboli della città: una roccia chiamata la “Seggiola del Papa” per la sua caratteristica forma.
È diffusa l’abitudine di pescare nelle vicine scogliere i moscioli, ovvero i mitili dell’Adriatico.
Al di sotto dell’ascensore è presente uno stabilimento balneare pubblico, con ombrelloni posizionati in un breve tratto di spiaggia sassosa artificiale.

Tra i piatti da assaggiare ad Ancona di certo il brodetto.
Dove mangiare? Tornate sotto gli Archi e fermatevi proprio lì: Sot’ aj Archi, per riscoprire in questo storico ristorante, la cucina quasi scomparsa di Ancona.
Oppure proprio davanti alla stazione, all’Albergo da Gino.

Ubriacatevi di felicità semplice, di quel lusso accessibile a cui cerchiamo di abituarvi ormai da un po’, quello fatto di sapori genuini e di attimi speciali; quel lusso da riscoprire in una pasta fatta in casa condita con il pescato del giorno.
Poi tornate in hotel e, prima di partire regalatevi una colazione lenta, magari in camera, con la vista su Ancona che si sveglia. E, a casa, ne sentirete un pochino la mancanza di quella città easy, urban ma dannatamente chic.

Ancona

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