Ascoli Piceno..ovvero, l’amore

di Dorina Palombi.

Quando mi è stato chiesto, per l’identikit di noi Marchese, di descrivermi attraverso una città, non ho avuto indugi: Ascoli Piceno.

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Diverse le motivazioni:
la prima legata al cuore, dato che la mia famiglia è stanziata proprio in questa parte di Marche (prima che Fermo diventasse provincia);
la seconda perché è stata la prima città delle Marche che ho visitato nei miei ritorni a casa;
per ultimo, ritengo Ascoli una delle città più aristocratiche e delicate che abbia potuto vedere.

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Per ogni città che visito immagino storie, contesti in cui viverla, occasioni perché quella città o quell’altra mi faccia da scenario naturale. E per Ascoli Piceno, di occasioni, ce ne sono a bizzeffe.

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Ma mi piace raccontarvi, oggi, di una città che è un tuffo nel passato.
Una città perfetta per sentirsi speciali e davvero Marchese insieme alla persona che amate alla follia.
Pronti quindi per indossare il vostro abito più bello e prendere per mano la vostra dolce metà?

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Quando vado ad Ascoli, amo soggiornare a Palazzo Guiderocchi, per me location ideale per entrare nel contesto cittadino della città del travertino. E’ proprio dietro Piazza del Popolo e sembra che la bellezza della città non abbia porte a fermarla: è in ogni angolo, in ogni dettaglio, in ogni attenzione per i propri ospiti.

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La nostra visita inizia proprio da Piazza del Popolo. Luminosa, bellissima con il suo marmo che quando piove la fa brillare ancora di più. E’ il salotto delle Marche e, a mio avviso, una delle piazze più belle d’Italia.
Ti chiude in un abbraccio sincero tra il palazzo dei capitani, la chiesa di San Francesco e lo storico Caffè Meletti. Questo il luogo ideale per provare il primo prodotto tipico di Ascoli: l’anisetta Meletti (ordinate il caffè Meletti e rimarrete stupiti).

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Poi girate dietro la piazza principale per andare in Piazza Arringo, la sorella più piccola ma non meno seducente (è la piazza più antica di Ascoli). Troverete il battistero di San Giovanni, la cattedrale di Sant’Emidio e il palazzo dell’Arengo, sede della pinacoteca Civica. Proprio accanto ad esso una deliziosa trattoria in cui fermarsi a mangiare. Cosa? Il meglio che Ascoli offre: olive all’ascolana, cremini fritti, la norcineria più saporita.
Il tutto annaffiato da un Rosso Piceno Superiore o da un Pecorino ghiacciato.
Se invece volete gustare qualcosina senza fermarvi nella visita, vi consiglio il panino con la porchetta di Migliori. Assaggiatelo e non avrete bisogno di altre spiegazioni.

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Già che siete in Piazza Arringo, fermatevi a recuperare una cartina all’ufficio del Turismo.
Ora, cartina alla mano, perdetevi alla ricerca delle torri gemelle e di altre ruette dove perdervi, trovar ristoro o semplicemente baciarvi.

 Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d’Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva… bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l’incanto che viene da nulla e da tutto. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un’impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate rue, dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette…
Ascoli è città di torri… Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco… con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d’un grigio caldo, uniforme, senza intonaco… tutto ornato, lavorato, istoriato… e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite. »

(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)

Godetevi Ascoli per la sua aria aristocratica che nasconde un cuore gentile.
Innamoratevene, perché come i piccoli segreti, è nascosta e non semplice arrivarvi.

Ma vedrete che vale il viaggio.

 

 

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4 thoughts on “Ascoli Piceno..ovvero, l’amore

    1. Anche io amo molto Fermo. I miei sono di Magliano di Tenna quindi ho ricordi fantastici della piazza, a sorseggiare una bibita fresca con i miei cugini per combattere la calura di agosto, mentre la città si preparava per feste medievali abbellendo le contrade.
      Ma un amore non esclude l’altro e quindi, quando ho conosciuto la bellezza di Ascoli ho pensato da subito mi appartenesse un po’ di più. 🙂

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