Tablecloths, Podere Santa Lucia e Sogni da Vera Marchesa

di Letizia Federici

ImmagineIniziale

Serata di luglio, 32 gradi circa e… sono felice! Perchè finalmente non devo più rintanarmi sotto i piumoni scozzesi: sono a casa.

Ok, vivo alle dipendenze di un ventilatore, passo tante serate nella mia mansarda-ufficio, mentre faccio quadrare le nostre agende, quelle dei produttori partner, litigo con la mail che fa i capricci e sogno una vacanza senza telefono.
Ma col sorriso. Home sweet home.

Le Marche non possono non mancarti e, se ci sei cresciuto, non puoi non avere delle cartoline che ti tornano in mente: di quando eri adolescente e iniziavi a vedere con occhi diversi, di quando tornavi dalle case universitarie e ti stupivi di quanto fossero belle le nostre colline ( e quanto fosse più pulita casa di tua madre).

Allora seguite con me questa scia, fatevi prendere per mano e permettetemi di rapirvi via dall’ufficio. Al massimo una mezzoretta di riposo, che però può valere ore. Fa caldo, concedetevelo!

Vi ho convinti?

Bene, perché ho deciso di disegnarmi in testa due case e costruirle sotto i vostri occhi. Due case ideali in altrettanti luoghi che mi hanno colpita sin da ragazzina. Case fatte di atmosfere, dettagli e suggestioni. Bottiglie di vino da stappare e accessori colorati. Non chiedetemi di mettere in piedi niente di reale…per carità! Persino con i Lego sarei capace di fare una strage.

Così, mentre mi improvviso architetto onirico, ho l’occasione di iniziare a parlare di due aziende che in maniera diversa, contribuiranno allo splendore dell‘1 Agosto, data fatidica per le Marchese del Gusto… il nostro primo Live.

Pronti?

Stravaccatevi sulla sedia e se l’ufficio è tutto in pausa pranzo… immediatamente i piedi sul tavolo per favore!
Sintonizzatevi con la mia colonna sonora:

Il primo luogo che mi ha fatto innamorare, da giovanissima, è Pierosara, a 7 km da Genga. Mi ha fatto innamorare perchè ci passavo dei bellissimi weekend tra amici, pura goliardia in mezzo alla natura, a guardare le stelle sul tetto del piccolo rifugio o a rannicchiarsi vicino al fuoco se il bosco decideva di infreddolire le chiacchiere notturne.
E poi c’è la leggenda di Piero&Sara. Una delle tante leggende di un amore distrutto da un conte prepotente, che bramando la bella castallana, decise di rapirla scatenando così una violenta battaglia tra Rotorscio e Castel Petroso (alias Pierosara). Quindi sangue, valorosi combattenti e giovani donne dal fascino incontenibile. Il cattivo, messo alle strette dalle spade nemiche uccise prima Sara e poi il promesso sposo Piero. La vicenda addolorò così tanto la popolazione che il nome del paese venne scelto all’unanimità.
Più meno era cosi che veniva raccontata, a volte l’allure era romantico, a volte la vena era macabra; il bello era che, come ogni storia tramandata, cambiava di volta in volta e c’erano sempre nuovi simboli e nuovi finali tragici per i poveri due. E questo era ancora più divertente, era come riscrivere la storia ogni volta.
Nella mia vita ideale, qui a Pierosara ci passerei una settimana all’anno, una settimana di calma, aria pura, passeggiate, libri e grandi dormite. E lo farei in una casa raccolta e calda, con una bella libreria e la griglia sempre accesa. Una casa piena di tappeti e cuscini. Che ti accoglie a braccia aperte quando fuori il cielo minaccia pioggia, la locanda degli amici stretti, pochi ma buoni, ma che ti concede comunque di aggiungere ancora un posto a tavola. Qualcosa di questo genere insomma…

CasaPieroSaraCredits: Tablecloths.it

E vicino al fuoco, accoccolati a digerire un buon pollo in potacchio o le verdure alla brace, io consiglierei una Lacrima di Morro come si deve, magari con qualche biscotto secco a chiudere la serata. Potente ma dolce allo stesso tempo, un vino unico nel suo genere, marchigiano al 100%.

Dopo una settimana al fresco, beh… serve un po di mare.

La bellezza delle Marche è anche questa: a nessuno di noi è mai mancato un paesaggio o uno scenario, c’è di tutto e tutto è raggiungibile con un po di benzina.

La spiaggia di Mezzavalle ad esempio, dista appena un’oretta da Pierosara… per cui rifatto il letto e chiusa la casa sul cucuzzolo, gonfiate la ciambella che si va a fare il bagno!
E per me questo è un altro tuffo nel passato. E’ stata la prima spiaggia suggestiva dove ho dormito e visto l’alba, era il primo mare lontano dagli stabilimenti, così diverso dalla riviera pesarese e senigalliese che tanto frequentavo da bambina. Era la spiaggia “da grande”, la spiaggia dell’emancipazione.
E tutt’ora mantiene un certo Karma. E’ come se la spiaggia di Mezzavalle avesse un’anima. E’ hippie rispetto alle sorelle di Portonovo, Numana e Sirolo, è più irregolare, l’acqua è meno limpida perchè il fondo è più sabbioso, è più faticosa e più scomoda da raggiungere.

Forse per questo suo lato unconventional, per il fatto di aver ospitato tanti falò abusivi ma innocenti, per aver rubato i primi baci veri…beh, resta e resterà sempre un’amica.
Visto che non abbiamo più 20 anni e non è che si possa dormire in spiaggia più di tanto, per lo meno senza che la cervicale si metta ad ululare, e considerato che scendere il boschetto che ti ci porta è relativamente facile, ma risalire è un estrapolatore di parolacce… beh io ci faccio una casa. La mia casa sulla spiaggia.

CasaMezza(Runner, borsa, piatto e tazzina: Tablecloths.it)
Tipo così, con tanti runner colorati, spazi per bere tutti insieme il bicchiere di bollicine più bello, quello dopo l’ultimo bagno, con i capelli ancora bagnati e la pelle che tira un po. Quel calice che inizia ad aprirti lo stomaco, che rende ancora più speciale il tramonto sull’acqua.
Vedo tessuti freschi e informali, pesciolini, geometrie che non esistono e vasche da bagno a picco sul mare. Oh, che volete…è un sogno, no?
E poi piatti colorati, cibi freschi e dissetanti. Bolle bolle e ancora bolle. Crostacei, molluschi e ancora bolle.
Meglio se di Verdicchio per me, grazie.

Che ti solleticano il palato, che prima ti rinfrescano la mente e poi te la annebbiano dolcemente. Il tatto delle bollicine di Verdicchio, quelle buone, è il più bello dei miei amarcord e credetemi, la prima bolla di Verdicchio non si scorda mai…

Bene, l’opera è completa. Divertente questa costruzione virtuale, no?
Voi svegliatevi pure. Io vi aspetto qui, tra Pierosara e Mezzavalle.

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