Le nostre Marchese Chef

di Dorina Palombi

Le Marchese chef
Ci siamo quasi, ormai il grande giorno è alle porte ed è tempo di raccontarvi (e ammorbare con le mie domande che ormai girano per buona parte delle Marche) anche chi, durante “Le Marche Sextainable” vi allieterà la serata a suon di dolci bocconi!.
Ecco quindi le nostre tre super chef, cuore pulsante del nostro evento:
Donatella Bartolomei (sarà D nelle risposte)
Alessandra Petterini (sarà A nelle risposte)
Silvia Gregori (sarà S nelle risposte)

Trovate la loro descrizione completa nella nostra pagina dedicata agli identikit (con l’intervista ufficiale) ma qui andiamo avanti a far domande e loro a rispondere… e che domande!!!

1) Iniziamo con un amarcord. Il tuo primo piatto cucinato (e per chi).
D:
Il mio primo piatto è stata una panzanella, fatta al bordo di un fiume di montagna, quella che ora è l’acqua Roana dei Monti Sibillini, in compagnia del mio nonnino che mi aveva portato a fare una passeggiata: un po’ di pane vecchio, una cipolla fresca, tanto prezzemolo e sale grosso, olio, sale e tanta fameeeee.
A: Ho iniziato davvero da piccola….Ma se mi proietto un po’ più ravvicinata negli anni e ripenso a qualcosa di un po’ più concreto, credo proprio che il mio amore per dolci mi porti lì…. A quella goduriosa e peccaminosa Sacher!!!!Per chi??? Beh non posso svelare tutto!!!
S:  Un dolce….ma non ricordo quale visto che sono passati solo 20 anni; era per il pranzo della domenica in famiglia. Per quasi due anni ho preparato dolci diversi prima di passare lo scettro a mia sorella

2) Qual è stato il tuo approccio alla cucina? Chi ha vinto?
D:
 In realtà mi sono trovata a cucinare per conto mio al tempo dell’università, stanca dei piatti assurdi della mensa; ho dovuto per forza applicarmi ed ho scoperto che mi piaceva pure.
A: Ho sempre amato cucinare e immersa nei profumi delle loro cucine, guardavo fin da piccina i gesti e le mani armoniche delle mie nonne mentre preparavano i piatti della tradizione.Quindi, quando ancora non arrivavo in altezza al tavolo per aiutarle, avevo il mio mini grembiulino di pizzo bianco e rosa e in ginocchio su una sedia mi mettevo a pastrocchiare con loro.Che domande? Vinco sempre!!!! ahahahhahhahhah
S:  Di necessità virtù…mia mamma ha sempre cucinato poco e ho dovuto arrangiarmi; con la paghetta mensile compravo libri e ricettari senza sosta ed oggi mi ritrovo con un biblioteca di cucina di tutto rispetto anche se le foto sono inguardabili

3) La cucina dei tuoi sogni come dovrebbe essere?
D:
In realtà non ho in mente una tipologia specifica di cucina, non bado molto allo stile del momento, quello che cerco nell’ambiente cucina è l’atmosfera, è quello che questa stanza riesce a comunicarti quando ci entri….mi piacerebbe un ambiente così…un po’ datata ma che è piena di fascino…cucina del ‘700 presso Museo Piersanti di Matelica (MC)
A:  Se penso al design, negli ultimi anni è molto cambiata nei miei sogni. Prima molto tradizionale, ora molto lineare e soprattutto pratica.Se invece penso ai gusti e ai profumi….beh una cucina che rapisce, fatta di essenze e sapori veri, essenziali ma anche sensuali, che portano dove la mente vorrebbe fuggire!
S: Luminosa, moderna con una grande isola centrale e tanto spazio per riporre pentole ed elettrodomestici (mattonelle oversize di quarzo al pavimento, travi di legno bianche al soffitto, una vetrinetta in stile provenzale a fare da contrasto, vetrate che affacciano su un giardino di erbe aromatiche…se devo sognare meglio farlo alla grande)

4) Amo et odio gastronomico: un piatto che ami e uno che detesti
D:
 Amo la carne, in un momento in cui tutti la odiano o quasi io l’adoro, per me le costine di maiale sono il massimo, e odio l’ananas,
A:  Amo i piatti che mi incuriosiscono e riescono a rapirmi la fantasia ma in realtà odio nessun piatto. Ho delle preferenze ma non ho cibi o ingredienti che detesto.
S:  I miei dieci anni a Faenza mi hanno lasciato un amore smisurato per i passatelli (in brodo e asciutti), odio invece tutti i piatti a base di interiora e il fegato

5) Un personaggio famoso che vorresti cucinasse per te. E cosa ti dovrebbe cucinare?
D:
 Mi sarebbe piaciuto molto poter conoscere ed assaporare l’anatra all’arancia di Ugo Tognazzi
A:  In realtà  non ci ho mai pensato! E’ grave?Chiunque abbia voglia di cucinare per me e lo fa con amore! Perché tutte le cose che escono da lì, hanno un’ingrediente segreto e speciale che renderà quei piatti unici!!!
S:
 Bella domanda! Scrivo d’istinto e dico Mika il cantante…lui è anglo/libanese pertanto gli chiederei senza dubbio di preparare per me falafel e hummus (bandito però il coriandolo perché non mi piace).

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