La Pesca Saturnia. Spagna vs Marche

di Dorina Palombi.

Sono appena tornata da Valencia, terra di arance, tinto de Verano e Fideuà. Una settimana all’insegna del buon cibo, del sole e della ricerca del vino migliore.
Ma, avendo affittato una casetta in un quartiere di pescatori, anche settimana all’insegna dei giri al mercato.

Mercat de Cabanyal

Dovete sapere che adoro i mercati. Ne amo i profumi, i colori, il vociare delle persone che si consultano per portare a casa il pesce più fresco o il prosciutto più saporito.
Io mi perdo tra di loro e mi sento a casa.

Mercat

C’è però sempre qualcosa che attira la mia attenzione. Può essere ogni genere di alimento, solitamente del luogo: un pimentòn, un queso azul o un jamòn..
Questa volta no.
La mia mente è stata riacciuffata da una pesca.

Era proprio lei, sono sicura. Ne ho subito immaginato la succosità, quella dolcezza succherina (ma non stucchevole) al palato, quella goccia sbarazzina da leccare furtivamente sul labbro o cancellare con la mano.
E la buccia, velluto sulla lingua.
Quello era, nella mia memoria, l’ultimo trascorso amoroso con la Pesca Saturnia, fiore all’occhiello dell’azienda tutta marchigiana, con sede a Civitanova Marche, di Marco Eleuteri.

Pesca Saturnia

Questa però era la rivale spagnola ed ero davvero curiosa di farne un confronto. Ed ecco quindi i 3 punti salienti della disfida della pesca platicarpa:

  1. In Spagna la produzione è davvero superiore rispetto a quella marchigiana, molto più selettiva nella vendita (industria vs artigianato);
  2. Esternamente sembrano molto simili. La pesca spagnola però perde completamente la sfida olfattiva. Ha infatti pochissimo profumo e, nonostante sia zuccherina non vince il confronto con l’aroma della Pesca Saturnia che è decisamente più persistente;
  3. Nonostante il giusto punto di maturazione, il gusto della pesca spagnola non convince appieno. Al palato infatti il grado zuccherino non è invitante  nonostante sia presente. Non è stucchevole, questo è certo, ma non ha un gusto completamente appagante. Si mangia una fetta ma si desidera di più.

Quindi, per tirare le somme, la coltivazione controllata, il clima differente, la minore umidità e il territorio collinare sono punti basilari che rendono la Pesca Saturnia vincitrice assoluta del gusto e del profumo.
Proprio come una donna che ti rapisce al primo incontro con il suo profumo dolce e avvolgente, con la sua pelle di seta e il suo bacio che si fissa indelebile nella memoria.

Nelle Marche, il territorio, non rende belle solo le persone..

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