Un trenino dalle Marche verso… Pavia

di Dorina Palombi

Ci sono cose, all’apparenza tutte uguali.
Quando parto da Milano per raggiungere Ancona, amo notare il paesaggio che cambia forma, lentamente, chilometro dopo chilometro. 
La pianura che si addolcisce nei colori e nelle forme, le colline che diventano sempre più morbide, pronte ad accoglierti e farti sentire al sicuro.
Il verde che diventa sempre più brillante e ricco di sfumature.
La bellezza delle Marche è facile.

Roggia_Castellana_-_Parco_del_Ticino

Ma anche la Pianura sa donare emozioni, basta saper dove guardare.
Questa volta vi porto in Lomellina, a pochi chilometri dalla Pavia che mi vede esule.

Prendo il treno proprio dalla stazione di Pavia, verso Mortara.
Lo skyline della mia città si fa sempre più lontano: il Ponte Coperto, il Duomo, le torri, il Ticino. Intorno a me campagne a non finire.
Una tavolozza di colori diversa ma non meno speciale: filari di pioppi si specchiano nelle risaie che, a seconda della stagione cambiano aspetto, e sembrano mare, e poi sembrano una distesa di smeraldi.
Aironi.
Stradine come disegnate che si intrufolano nei cambi come bambini dispettosi.
Siamo nella terra del riso, il nostro orgoglio più grande.

Mi guardo intorno e mi rendo conto della ricchezza che mi circonda. Viaggiare in treno tra distese di carnaroli e vialone nano sono, per i foodie, un regalo prezioso.
Vederlo crescere lentamente, con pazienza e forza, lottando contro i temporali estivi e gli uccelli impertinenti. E vincere per donare tutto il sapore del tempo in un confortevole risotto.

Cielo e risaia

Arrivo nel paesino che oggi mi vede in giro curiosa per raccontarvi di una particolarità gastronomica del pavese.
Sono a Parona Lomellina, borgo di poche migliaia di abitanti che produce uno dei biscotti più buoni di sempre: le Offelle di Parona.

Si tratta di un biscotto, dal gusto unico e dall’inconfondibile forma ovale, nato da un’indovinata miscela di ingredienti semplici e nutrienti.
Pare che le inventrici dello squisito dolce siano state, sul finire dell’Ottocento, le sorelle Pasqualina e Linìn Colli.
Il successo commerciale delle offelle arrivò nel 1969 con l’organizzazione della prima sagra di questo prodotto tipico.
Da allora, la locale Pro Loco tutela la genuinità del biscotto attraverso un marchio di garanzia fornito ai produttori.Il dolce ha conquistato il palato di tanti consumatori italiani ed esteri.

Offelle

Le massaie paronesi amavano confezionarle nell’imminenza della sagra del paese che coincideva, alla prima domenica di Ottobre, con la festa della Madonna del Rosario, per presentarle, al termine della colazione festaiola, ai commensali che, per l’occasione, raggiungevano il paese per trascorrere, fra parenti ed amici, ore di serena letizia.

Eravamo all’inizio del nostro secolo ed i mezzi pubblicitari non erano certo quelli di oggi, ciò nonostante il prodotto andava a ruba.
Quale il segreto di questo successo?
La superlativa genuinità degli ingredienti che compongono l’Offella di Parona, il loro giusto dosaggio, la indovinata cottura, imprimevano al prodotto un indice di gradimento eccezionale.
Quegli ingredienti, quei sistemi di produzione, anche dopo decenni, sono rimasti invariati: farina di frumento, uova, burro, zucchero ed olio d’oliva fusi in una indovinata sintesi offrono, ancor oggi al consumatore buongustaio, in cerca di alimenti genuini, il meglio di una produzione dolciaria che rivive in tempi difficili come i nostri, tra le imperanti sofisticazioni d’ogni genere

Le Marchese del Gusto

Come trovarli nelle Marche?
Attraverso Terre d’Italia potreste trovarli anche nel vostro supermercato.
Per una colazione diversa ma anche per una dolce pausa a metà pomeriggio.
Pensando alla vostra Marchesa avvolta nella grigia lombardia.

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