Cinque consigli gourmet per affrontare la primavera

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La primavera: i fiori che sbocciano, le giornate che diventano più lunghe, il meteo più clemente. Si certo, ma anche il cambio di stagione, incubo di ogni donna; le allergie più svariate che ti pestano il viso che neanche un boxer; e la sonnolenza, che se uno potesse poltrire, dormirebbe fino all’aperitivo.
Ora, ammesso e non concesso che si possa rimandare il cambio armadi, che si riesca a trovare un antistaminico potente e senza controindicazioni… la sonnolenza, nelle Marche, passa da sé, basta decidere dove andare a cena. Noi Marchese, che vediamo sempre il bicchiere mezzo pieno, corriamo ai ripari e vi forniamo una brevissima ma molto molto intensa lista di idee, per sconfiggere i malanni di stagione.

Se la maledetta primavera deve inevitabilmente arrivare, meglio coglierne il lato gourmet.

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Il Clandestino Susci Bar: Moreno Cedroni ha riaperto i battenti dello storico Locale di Portonovo solo da qualche giorno, ma già non vediamo l’ora di sederci fronte mare e lasciarci abbracciare dai profumi orientali del nuovo menù. Ispirato alla Via della Seta, ricco di contrasti stimolanti, profumato di un viaggio ad occhi aperti. Un’ispirazione vivente, lui, che di anno in anno dedica una carta sperimentale al suo locale più frizzante.

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La Gattabuia: giovane promessa marchigiana, Andrea Giuseppucci e il suo locale a Tolentino, meriterebbero una visita “4 stagioni”, per seguirne l’andamento e gli ingredienti scelti di mese in mese. Una meta obbligatoria, anche solo per ammirare il locale recuperato da un’antica prigione. Insomma, un sognatore che calza il grembiule, per di più così giovane, merita una spedizione… musica in sottofondo e capote abbassata, si parte!

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Il Tiglio: un passaggio a Montemonaco per chi ha ancora voglia di montagna, di sentori di legno e sapori di leggende sibilline. E’ proprio sotto l’egida della Maga più famosa che nasce questa trattoria in mezzo alla natura. Un’evoluzione ben riuscita questa: un menù fisso strettamente legato alla tradizione nostrana che, grazie alla fantasia di Enrico Mazzaroni, diventa oggi una degustazione gourmet dal fascino irresistibile e dal prezzo straordinariamente accessibile.

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Hostaria Dietro le Quinte: un locale nel centro storico di Jesi, che profuma di primavera tutto l’anno, grazie al giardino che si affaccia sulle colline. Tappa ancora più fondamentale da Aprile di quest’anno, perché dietro ai fornelli si aggiunge alla brigata un asso di scuola cedroniana, Gabriele Foroni. Un grande in bocca al lupo per la nuova avventura e pancia mia fatti capanna.

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Uliassi: la nostra lista si apre e chiude sulla costa, per una vita più leggera, per assaporare già le vacanze. Anche a Natale, qui è sempre caldo, sembra sempre di salpare in mare aperto. L’accoglienza di Catia è sorridente e di gran classe, Mauro Uliassi passa di tavolo in tavolo a salutare e la luce crea uno spettacolo fatato. Sia quella che arriva dalle vetrate, che quella nel piatto.
Allora… avete già fatto la valigia? 😉

 

Credits: dagli Archivi delle Marchese e dei singoli ristoranti; foto Clandestino: Finedininglovers

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