La statua di Penelope a Senigallia

Penelope di SenigalliaMare, donne e amore sembra vadano a braccetto, ieri come oggi.
A Copenaghen la Sirenetta da il benvenuto ai turisti scrutando il mare malinconica, e sognando di poter camminare sulla terra ferma per condividere la vita con il suo amore.
A Senigallia, sul molo di Levante (sì, sì, appena dopo Uliassi) dal 2004 c’è Penelope a fare da guardiano alla speranza di amori e marinai.

Senigallia Penelolpe

Una donna meravigliosa, quella raffigurata da Gianni Guerra, una figura bella, morbida, simbolo di un amore da godere, che attende di essere consumato, fiducioso.
La statua appartiene a una serie di opere create dall’artista tra il 1993 e il 1998 e inizialmente era in Val di Fassa, in un roseto a ridosso del  fiume che scende dalla Marmolada.
Aveva pure un nome; la chiamavano Rosalpina
Agli inizi del 2000 però la statua torna a casa, nella sua Senigallia, come fosse un dono alla città che l’ha vista nascere.

SenigalliaA oggi è ancora lì, con una sorte decisamente migliore della Sirenetta di Copenaghen (decapitata due volte, senza un braccio successivamente rimesso, colorata di rosa e rosso reiterate volte), a dare speranza a tutte le Penelope e gli Ulisse.
Il monito infatti è proprio questo: ricordare a chi è in partenza o lontano da casa che c’è qualcuno da cui tornare.
Ma nel frattempo, imparare a bastarsi.

Quindi ora avete un motivo in più per passare da Senigallia, fare una passeggiata nella splendida banchina che accompagna il Misa al mare, soffermarvi un attimo sulle panchine in pietra (e decidere come sedervi) e arrivare da lei, con qualcosa da sussurrarle.

 

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