La zuppa arquatana di Molino Petrucci

Arquata del Tronto è uno dei luoghi a cui siamo più legate nel Marchesato.
Il profondo abbraccio che ci ha accolto a dicembre è uno dei simboli di forza e caparbietà che ci piace ricordare.
Continueremo a parlarvene nei prossimi articoli, delle evoluzioni del post terremoto ma anche dei simboli di un luogo che è importante mantenere vivi nella memoria.

Oggi però ci spostiamo di pochissimo e andiamo a Trisungo, frazione di Arquata, posizionata sulla riva destra del fiume Tronto.
Non vogliamo ancora raccontarvi la storia di Molino Petrucci; per quella dovrete attendere ancora un pochino.
Ma dal Molino oggi arriva un carico di energia grazie a uno dei suoi prodotti di punta: la zuppa arquatana

Perché ci piace raccontare il territorio attraverso il cibo e questo, di Arquata, è davvero l’emblema.
Una zuppa che contiene legumi antichissimi, che nel medioevo rappresentavano il cibo delle classi più umili ma che è stata- ed è- fonte di sostentamento, che ha permesso alla popolazione di superare carestie e raddoppiare in numero di abitanti.
Un cibo forte, una zuppa che profuma di territorio, di storia, di passato. Al suo interno farro perlato, orzo perlato, avena decorticata, miglio decorticato, lenticchia rossa e gialla.

Eccoci dunque a immaginare una bella camminata in mezzo ai Sibillini che avvolgono Arquata, il sole ormai caldo, la natura che rigenera e dona una sferzata di benessere e positività.
Poi una doccia rinfrescante, una decina di minuti di cottura e una zuppa che rimette in pace con tutto.
Noi ve la proponiamo monoporzione, mantecata con il Pecorino dei Monti Sibillini.

Il procedimento è semplicissimo, perché è inutile scarpinare per rilassarsi e poi impazzire in cucina.
Riempite un bicchiere (tipo quello della Nutella) di zuppa, due bicchieri e mezzo di acqua e mezzo dado per insaporire.
Portate a bollore poi abbassate il fuoco e cuocete per una decina di minuti. Intanto grattugiate il pecorino e versatevi un calice di vino.
Controllate la cottura e, se serve, allungatela di qualche minuto ancora.
Mantecate, a fuoco spento, con il formaggio grattugiato, un filo di olio di oliva e buon appetito!

 

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