Pesaro: fare, vedere, mangiare.

Pesaro è bellissima.
Una città vivibile, accessibile, da scoprire passo dopo passo.
E’ fatta talmente bene che per girarla ti basta una giornata, alternando cultura, cibo e dolce far niente.
Prendi il treno da qualsiasi parte delle Marche e fermati poco prima che la nostra bella regione finisca.
Noi ti aspettiamo in stazione per prenderti virtualmente per mano e portarti in giro per Pesaro con la nostra mini guida fotografica di cose da fare, vedere, mangiare.

TEATRO ROSSINI
Nella passeggiata attraverso la via principale di Pesaro, sarà il primo luogo di cultura che incontrerete sulla vostra sinistra.
Costruito nel 1637 come Teatro del Sole, fu riedificato nel sito originale nel 1818 prendendo la denominazione di Teatro Nuovo, ed inaugurato il 10 giugno di quello stesso anno con la messa in scena di La gazza ladra di Gioachino Rossini sotto la conduzione dallo stesso compositore nella sua città natale. Il Teatro Rossini, che dal 1854 ha preso il suo nome attuale in onore del compositore, ha una capienza di 860 posti, con un auditorium progettato con la classica forma a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi più il loggione.
Da non perdere il Rossini Opera Festival, in scena dal 10 al 22 agosto.

PIAZZA DEL POPOLO
Appena prima di arrivare in Piazza del popolo, sulla vostra destra, troverete il Mercato delle Erbe. Se capitate in città la mattina lo troverete aperto dalle 7.30 alle 13.00.
Noi Marchese crediamo nella potenza estetica dei mercati e ci piace tanto bazzicarci per fare foto o annusare l’aria che profuma di un sacco di prodotti.
Poco dopo, uno dei bancomat più belli che possiate trovare, incastonato in quella che era la Chiesa di San Domenico.
Arrivati finalmente in piazza vedrete l’imponente fontana di acqua zampillante, tritoni e cavalli.
Poi il Palazzo Ducale che domina la piazza con le sue sei arcate, i merli e le finestre fregiate e il Palazzo della Paggeria ( proprio quello alle vostre spalle e sede della Posta)
Il momento migliore? Forse la sera al tramonto, per godere del via vai pesarese davanti a un calice di vino bianco.


Qui il nostro primo consiglio food: per un pranzo generoso e senza troppi fronzoli ma perfetto per gustare la cucina pesarese fermatevi nell’Osteria La Guercia. Il suo nome deriva dalla prima proprietaria agli inizi dell’Ottocento, a cui mancava un’occhio.
Oggi è un valido indirizzo per chi vuole spendere poco senza privarsi della qualità: sentirete entrando il buon profumo delle vecchie taverne in cui provare zuppe di maltagliati, bruschette e formaggio di fossa.
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA
Tenete Piazza del Popolo dietro le vostre spalle e girate a sinistra per Corso XI Settembre. Percorretelo tutto e godetevi i barettini e i negozietti.
Arriverete davanti al Centro di Arti Visive Pescheria (sì, proprio quel Partenone in miniatura che vedete nella foto).
Fino a qualche anno fa era il mercato del pesce, oggi un moderno spazio espositivo per design, arte contemporanea, fotografia. E’ aperto solo in occasione di mostre ma, se siete fortunati, vale il viaggio.
Ma ora torniamo sulla via maestra!

PALAZZO GRADARI
Più un punto di riferimento che un luogo da visitare vero e proprio. Palazzo Gradari è un bellissimo patio in cui fermarsi ad ammirare il doppio ordine di logge e il cortile interno. Attualmente il palazzo accoglie uffici comunali, la sede del Rossini Opera Festival, l’Enoteca Comunale Rossini. Mentre il piano nobile è riservato a mostre, incontri e convegni, al piano terra il pubblico può ammirare la berlina di gala dei marchesi Mosca.

Noi ci siamo fermate per la pausa pranzo, che è il nostro secondo consiglio food.
Perfetto per un’oretta di relax e per ristorare corpo e anima, trovate all’interno della corte Gràfermatevi la sera per bere un cocktail accompagnati dalla musica o a pranzo per una deliziosa focaccia pesarese farcita e dolcetti secchi ad accompagnare il caffè prima di ripartire.


CASA DI GIOACHINO ROSSINI E MUSEI CIVICI
Dai dai che tra poco siamo al mare!
La casa di Gioachino Rossini e i Musei Civici sono a un tiro di schioppo l’uno dall’altro quindi non ci sono scuse. La prima è ricca di memorabilia rossiniani tra cui disegni, spartiti e una spinetta con cui Rossini suonava per la gioia dei vicini.
Palazzo Mosca vi stupirà fin dall’ingresso con l’imponente Medusa di Ferruccio Mengaroni, famoso maiolicaro di Pesaro.
Leggenda narra che fosse molto superstizioso e conservasse ogni genere di amuleto contro la sfortuna. Per creare la Medusa utilizzò uno specchio (il volto infatti è il suo) che poi si ruppe.
In una trasferta a Monza, in cui Mengaroni avrebbe dovuto esporre la Medusa, la cassa che la conteneva scivolò dal camion e lo travolse, uccidendolo. Da quel giorno, il volto della Medusa cambiò e assunse l’espressione del maiolicaro poco prima di venire investito dalla sua opera.
Da non perdere la pala di Giovanni Bellini e le numerose teche con vasellame e maioliche di ogni epoca.
Prima di uscire, curiosate nel retro del Museo 🙂

SFERA DI POMODORO E VILLINO RUGGERI

Eccoci arrivati finalmente sul lungomare. E davanti a noi il simbolo per antonomasia della città: la Sfera Grande realizzata dallo scultore Arnaldo Pomodoro.
Il significato? Le sue opere si scompongono, si “rompono” e si aprono davanti allo spettatore, che è portato alla ricerca ed alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell’interno.


Sulla sinistra non perdetevi il Villino Ruggeri, splendido esemplare liberty color acquamarina ornato di arzigogoli raffinatissimi in un tenue crema realizzato tra il 1905 e il 1907. Un tempo l’edificio era tutto colorato e sulla porta d’ingresso erano scolpiti i ritratti dei padroni di casa.
Ultimo consiglio food della giornata: inutile dire che sul lungomare pesarese c’è il Nostrano di Stefano Ciotti, insignito nel dicembre 2016 della prima stella Michelin.

COSA FARE A PESARO

Un modo divertente per girare la città è quello di affittare una bicicletta e utilizzare la bicipolitana di Pesaro.
Un percorso che strizza l’occhio alle più famose metropolitane ma che sostituisce alle rotaie le piste ciclabili di colori diversi: ci sono, ad esempio, la linea azzurra che collega il Porto a Fosso Sejore, la linea verde che permette di collegare Baia Flaminia a Borgo Santa Maria lungo il fiume Foglia.
Le linee sono indicate da apposita segnaletica e colorazione, per permetterti di riconoscerle subito e memorizzarle facilmente
La bicipolitana si è ampliata di anno in anno.
Nel 2010 contava 55 km di pista ciclabile in città.
Nel 2016 i percorsi da fare in bicicletta arrivavano a 85 km.
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