Summer is a state of mind.

Torniamo a parlare del Signore te ne ringrazi in quella che, siamo convinte, sia la sua stagione di massima espressione: l’estate. 
D’altronde è proprio nel caldo luglio dello scorso anno che il ristorante di Michele Biagiola ha visto il suo battesimo.
Vi avevamo lasciato le nostre emozioni autunnali nell’ultima visita a ottobre. Vi ricordate le foglie croccanti sotto i piedi e l’aria di raccoglimento che l’autunno porta con sé?

Tra maggio e settembre Montecosaro è un trionfo di colori e profumi e Biagiola, come sempre, ne è il cantastorie più sincero con la sua cucina “non alta ma larga”.
Il nostro consiglio è di arrivare all’ora del tramonto, il momento perfetto, e godere della terrazza aperta sulla bellezza delle colline maceratesi.
In sottofondo il canto delle cicale che a breve cederanno il passo a un concerto di grilli.
Un paccatello nel bicchiere, le chiacchiere a sancire la fine della giornata, qualcosa di “popolare” da mangiare con le mani, per riportare la cucina alla sua anima primordiale, senza pudori ma solo conviviale.
Perché è questa, l’estate.
Una stagione fatta di libertà: dita saporite dai pesci fritti, unte perché la carta non aiuta mai, e leccate per toglierne il sale rimasto.
Una stagione fatta di leggerezza: quel bicchiere in più, quel profumo fresco, quella pelle arsa dal sole, quell’indulgenza che sarebbe un peccato non regalarsi.
Una stagione florida: di profumi, di sapori, di frutti, di colori. Tutti ben presenti nei piatti in carta.

Perché questa sensazione proseguirà portata dopo portata.
Cosa consigliarvi in un tris di sapore indimenticabile?
Ovviamente le certezze di ogni estate.

La Caprese di mille colori un inno a stagione e territorio.
Pomodori diversi in colore, acidità e succosità che esplodono in bocca come i fuochi d’artificio in lontananza durante le feste di agosto; poi la nota lattea della mozzarella e la femminilità della Pesca Saturnia® nel suo gusto pieno di sole e miele.

Il fritto di pesce con stracciatella e limone, perché il primo cartoccino di fritto sancisce veramente l’inizio dell’estate.
Il pescato di Civitanova Marche diventa un bouquet agrumato e confortante.
Da mangiare tassativamente con le mani boccone dopo boccone e passare il dito sul piatto per raccoglierne la crema.
Marchese sì ma davanti alla goduria di piatti come questo non ci sentiamo di soffocare il piacere per il galateo.

Peccato solo d’estate.
Una parola, peccato, che non è quasi mai nel nostro vocabolario.
Tranne quando abbiamo nel piatto una crema di albicocche, sbrisolona, pistacchi sabbiati, menta glaciale, sorbetto alla Pesca Saturnia® e gelato allo yogurt
Come tradurla in sensazione?
Questo dolce è l’abbraccio a lungo mancato, la sabbia in cui affondare le dita  dopo il lungo inverno, il bagno in mare al tramonto, il sospiro di relax alla fine del lavoro, il profumo nell’incavo del collo della persona che ami, il maglione quando l’aria estiva si fa fresca.

L’estate è un modo di essere. E a noi piace viverla esattamente così.

Crediti fotografici: Marco Palombi

 

 

 

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