Col cavolo che mi ammalo quest’anno {zuppa time!}

di Silvia Gregori.zuppa-di-cavolo-e-patate-allo-zafferano-marchigianoNon sono certo la persona più indicata per sponsorizzare l’autunno perché, potessi scegliere, vivrei in un luogo ad alto tasso di soleggiamento.

Ne guadagnerei in energia da spendere (chi soffre di meteoropatia mi comprende…) e riduzione drastica di occhiaie e mi guadagnerei quel colorito bronzeo che tanto mi fa star bene e mi fa piacere allo specchio.

Non posso però nascondere che la luce in autunno ha un non-so-ché di magico e i viali ricoperti di foglie multicolore hanno un mood very very romantic.

La nebbia che avvolge le campagne al mattino,

il calore dei caminetti accesi,

la copertina di pile a portata di mano sul divano.

Abbandonate insalate e crudité, in tavola ritornano cibi caldi e confortanti, taglieri generosi di polenta,  stufati di carne, zuppe fumanti e corroboranti.

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Di saponi, lavanda e…tapénade

Oggi, in perfetto stile americano, possiamo giocarci un throwback thursday e perché non tornare indietro per rivivere l’atmosfera provenzale respirata solo qualche settimana fa.

Le piccole piazze di paese e i romantici viali alberati, i mercatini di antiquariato e le boulangerie di antica data, le fabbriche di sapone che ridotto a cubotti e accatastato in piramidi vertiginose è divenuto, tanto quanto il sacchettino di lavanda, cimelio irrinunciabile per il turista alla scoperta dei luoghi che hanno stregato Van Gaugh e Cézanneprovenza1

provenza2Il mistral che soffia da nord-ovest, le distese di viti basse e di frutteti, i filari di pioppi allineati lungo i bordi dei fiumi.

L’ingegno del Popolo Romano che, assediate le terre dei Galli, costruisce a Pont du Gard l’acquedotto più grande d’Europa e ad Arles un anfiteatro bomboniera, copia del più maestoso Colosseo.

provenza5provenza pont du gardprovenzaUn aroma intenso e penetrante di macchia mediterranea…rosmarino, ginepro, mirto, timo, alloro, origano che abilmente essiccati al sole sono diventati il condimento per eccellenza di tutte le ricette provençales.

Se avete avuto anche voi il piacere di spingervi oltre il Rodano avrete di certo acquistato un vasetto delle famose erbe perfette per condire un ruspante pollo arrosto o una frittata  oppure  per preparare al volo una aglio, olio e peperoncino alternativa.tapenade ricetta provenzale

A me della Provenza resta nel cuore la tapénade, una crema di olive ottenuta frullando insieme drupe denocciolate (verdi o nere), capperi, acciughe sotto sale e olio extravergine di oliva. Qualche fettina di baguette abbrustolita ed il vostro stuzzichino è pronto.

tapenade ricetta provenzale

Rosso zafferano

Ci riprovo! Eh sì perché non posso mica darla vinta all’allegrotta e panciuta famiglia di cinghiali che ad inizio estate ha pensato bene di far cena con i miei bulbi di zafferano…quelli che avevo selezionato con tanta cura la scorsa estate e che dopo qualche mese mi hanno regalato un misero (lo sapete vero che per ottenere un grammo di stimmi sono necessari 250 fiori e tanto lavoro certosino?!?!) ma come non considerarlo straordinario raccolto.

Riposti i tacchi da Marchesa (del Gusto), eccomi in versione easy (eh sì perché anche le Marchese indossano le infradito…) nel mio orticello a piantare i bulbi.

le marchese del gusto semina zafferano colline marchigiane

bulbi di zafferano marche Quest’anno, pensassero i famelici cinghiali di replicare il banchetto messo a punto nel mio orto, dovremmo  almeno salvare il raccolto e i bulbi per la prossima estate perché il recinto c’è (grazie alle mani d’oro del papà tuttofare) ed è pure elettrificato.

Titolo provocatorio? Tutt’altro…ma per favore appelliamo le cose così come sono. Per chi è abituato ad utilizzare lo zafferano in bustine (che altro non è che curcuma, di provenienza peraltro sconosciuta, addizionata con una piccola % di zafferano) la sua associazione con il giallo è alquanto scontata. Per i puristi, lo zafferano è solo in stimmi che altro non sono se

i pistilli dei fiori del Crocus Sativus raccolti nelle prime ore del mattino ed estratti con molta cautela per non sgualcirli prima che le corolle si aprano ed essiccati quindi lentamente, facendo in modo che si disidratino senza arrivare però al loro punto di rottura.

zafferano campagna marchigiana

(i bulbi in attesa di essere ricoperti di terra)

Facile capirne a questo punto il suo prezzo stratosferico. La sua quotazione oscilla dai 10.000 ai 13.000 € al kilo anche se poi in cucina ne bastano porzioni di grammo motivo per il quale tutti possiamo permetterci di acquistare gli stimmi dimenticandoci per sempre delle (non poi così economiche) bustine.

Parlando di zafferano, l’associazione con quello abruzzese di Navelli oppure con il sardo di San Gavino Monreale è quasi immediata. Pochi invece sanno che il territorio marchigiano ben di presta a questo tipo di coltivazione e che negli ultimi anni, complice anche la crisi e la riscoperta del mondo agricolo, diversi giovani imprenditori si sono affacciati a questo settore rendendo possibile l’acquisto e la selezione di bulbi marchigiani.

Lo zafferano è termosolubile ma al tempo stesso termolabile…rilascia cioè il suo aroma e il suo meraviglioso colore a contatto con un liquido caldo, a patto che non lo sia troppo. Gli stimmi vanno pertanto immersi in acqua/brodo tiepido qualche ora prima di essere utilizzati in cucina.

Lo scorso anno i miei stimmi sono finiti in vasetto ed hanno regalato profumo e tono ambrato ad un’inaspettata confettura di pere. Chissà quali idee in cucina nasceranno dal prossimo raccolto…stay tuned!

confettura-pere-e-zafferano fabrica del gusto

Keep calm and drink a sangria!

di Silvia Gregori

{Cartolina dal giardino della Greg}

Oggi non ci sono per nessuno! Ho già avvisato il consorte che con la pressione al minimo non posso permettermi di rassettare, pulire e stirare (pensavate vero che una Marchesa vivesse in panciolle!) pertanto mi concedo un giorno di libertà.

relax

(photo credit buzzfeed.com)

gatto relax summer

Non che abbia in mente chissà quali programmi (del resto mettersi in macchina con quest’afa per una passeggiata al Conero o sul San Vicino è da pazzi)…mi accontenterei di spodestare per un giorno i gatti dalla sdraio che è in giardino, conquistare un po’ di tintarella e schiacciare un profondo pisolino sotto il grande tiglio, accompagnata dalla melodia delle cicale. Da pochi giorni c’è anche una piscinetta a farci compagnia, regalo per il cucciolo di casa ben presto trasformatosi in fonte di refrigerio per i grandi.

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Giallo estate! E un bouquet di compleanno speciale…

di Silvia Gregori

Un colore da abbinare al mese di Luglio? Senza dubbio il GIALLO.

luglio estate giallo

Giallo come il sole che ci riscalda (fin troppo in questi giorni…) e ci regala l’incarnato bronzeo sognato tutto l’inverno, giallo come i campi sterminati di girasoli che colorano a macchie le colline marchigiane, giallo come il grano che attende di essere mietuto, giallo come le dolci e succulente susine che adornano i nostri alberelli.

Giallo come i fiori delle zucchine che stanno facendo capolino nell’orto! Guardate cosa ho raccolto questa mattina nel mio giardino…non sono meravigliosi? Ed in attesa di cucinarli per questa sera (più sotto vi dico come li preparo) ho pensato di metterli a bagno in un vaso e di farne il mio bouquet di compleanno visto che oggi, 9 luglio, il calendario mi vuole con un anno in più sulle spalle e che ho la quasi matematica certezza che il consorte varcherà la soglia di casa senza esibire in mano un mazzo di rose o tulipani (ma basterebbero fiori di campo…) per la sua amata, a meno che (sempre in via eccezionale) capiti a leggere questo post.

fiori di zucchina

Non so se avete notato ma anche la mia cucina è gialla…la mia carica di energia nei grigi e lunghissimi pomeriggi invernali trascorsi tra i fornelli a sperimentare!

Vi lascio alla mia ricettina…

FIORI  DI ZUCCHINA RIPIENI per 10 porzioni

per i fiori:

  • 10 fiori di zucchine
  • 200 gr di ricotta di capra (o quella che preferite)
  • 100 gr di formaggio fresco di capra
  • 2 cucchiai di grana padano grattugiato
  • 3 zucchine piccole
  • 1 piccolo scalogno (facoltativo)
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe nero (facoltativo)
  • 2/3 foglie di menta
  • 1 foglia di basilico

per il pesto leggero:

  • un mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio di grana padano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • olio e.v.o.
  • sale

Mondate delicatamente i fiori di zucchina e rimuovete il pistillo interno.

Pulite le zucchine, tagliate in quattro parti longitudinalmente ed eliminate la parte bianca; tagliate a piccoli cubetti. Rosolatele in una padellino con un filo d’olio insieme con lo scalogno tritato e spegnete quando cominciano a diventare dorate. Regolate di sale e fate raffreddare, quindi unite la menta ed il basilico tritati finemente.

In una ciotola amalgamate la ricotta e il formaggio fresco di capra, il grana padano, le zucchine rosolate in padella, un filo di olio. Regolate di sale e pepe (facoltativo).  Riempite con questa farcia una sac-a-poche senza beccuccio ed aprendo delicatamente le foglie dei fiori riempiteli. Sovrapponete le punte in modo da chiudere il fiore ed evitare che il ripieno fuoriesca in cottura.

Coprite una teglia con carta da forno e posizionatevi i fiori di zucca. Irrorate con un filo d’olio e cuocete in forno a 170° per 25-30 minuti. A metà cottura distribuite sopra qualche pinolo.

Preparate nel frattempo un pesto leggero frullando insieme il basilico con il grana ed i pinoli ed aggiungete a filo tanto olio quando ne serve per ottenere una salsa cremosa (a me il pesto piace un po’ grossolano). Regolate di sale e pepe.

Servite i fiori di zucca caldi o tiepidi nappandoli con il pesto.

Et voilà!

fiori-di-zucchina-ripieni

Pane e salame (di Fabriano)

di Silvia Gregori

La nostra settimana on the road prosegue nell’entroterra marchigiano. Avremmo potuto scegliere di tuffarci (e rinfrescarci, vista la calura di questi giorni) nelle acque blu del Conero ed invece decidiamo di percorrere l’ultimo lembo della Marca d’Ancona al confine con l’Umbria, alla ricerca di suggestioni medioevali e paesaggi collinari mozzafiato.

Palazzo-Podestà-Fabriano

(Fabriano – Palazzo del Podestà – Foto di Andrea Bevilacqua)

Ci lasciamo la Gola della Rossa alle spalle ed entriamo a Fabriano, conosciuta in tutto il mondo come la città della carta e nominata nel 2014 Città Creativa dell’Unesco.

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Rosso pomodoro

di Silvia Gregori.

Come la formichina che lavorando senza sosta tutta l’estate prepara le scorte per il lungo inverno che dovrà affrontare, io (Marchesa riccia) mi diletto a conservare, essiccare, surgelare tutto quanto di buono la natura ci regala in queste settimane.
Nell’orticello di casa cominciano a spuntare zucchine, cetrioli, melanzane e grappoli sparsi di pomodori – San Marzano, occhio di bue, ciliegini, datterini – che tra non molto diventeranno di colore rosso fuoco e ci regaleranno deliziosi intingoli, corpose pappe, densi sughetti nei quali pucciare, senza rimorsi ed esitazione, generosi bocconi di pane.

Il pomodoro surgelato non è certo il massimo; quello in bottiglia tutta un’altra cosa ma ci vuole tanto tempo e pazienza per ottenere una salsa omogenea e vellutata. Quello essiccato non mi è mai piaciuto (un po’ esigente la Marchesa!)…almeno fino a quando mi sono munita di essiccatore ed ho iniziato a mettere in vasetto i miei pomodorini, affogandoli con il mio olio ed arricchendoli con gli aromi del mio orto.

Divini? Di più…

pomodorini semi secchi sott'olio la Greg

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