Come organizzare il Natale Perfetto

Con l’avvicinarsi del Natale le “occasioni mondane” sono all’ordine del giorno: cene, pranzi, aperitivi con colleghi ed amici.
Una sorta di conto alla rovescia per quello che sarà il momento clou del ricevere di ogni Marchesa senza servitù.
Se per alcuni incontri possiamo ovviare con una proposta al ristorante, il 25 dicembre le porte di casa si apriranno come quelle di Buckingham Palace.
Nessun problema.
Abbiamo noi la soluzione (e quella manciata abbondante di giorni per correre ai ripari).

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Ristorante Tre Olivi. Una cena speciale a 8 mani

Finalmente siamo riuscite a fermare l’orologio e prenderci un po’ di tempo per raccontarvi della deliziosa cena al Ristorante Tre Olivi svoltasi durante LSDM: tra i 4 chef protagonisti della serata anche il nostro Errico Recanati a tenere alto il buon nome delle Marche.

Un evento speciale che ha visto Matteo Sangiovanni, chef del ristorante Tre Olivi, alternarsi ai fornelli con nomi prestigiosi in una serata davvero ben riuscita:
Cristoforo Trapani del Magnolia al Byron (Forte dei Marmi)
Antonello Colonna dei Colonna Resort&Spa  (Roma)
Errico Recanati del Ristorante Andreina (Loreto)

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Re Norcino – San Ginesio

La prima volta che abbiamo lavorato insieme a Re Norcino è stato in occasione del battesimo delle Marchese nel Gusto; proprio a casa, nelle Marche.
Quello che vedete in foto era il concetto che volevamo trasmettere: il cibo è piacere, divertimento, convivialità; qualcosa da prendere con le mani, sporcandosi per il gusto di leccarsi poi le dita.
Qualcosa che trasmettesse il senso di appartenenza a un luogo già dal profumo che emana dallo scartoccino, infilato insieme alla spesa del giorno.

Ecco perché ora, a Milano, ci siamo prese a cuore “i nostri amici norcini” con il desiderio di tendere la mano in questo momento complicato che no, non è ancora passato.

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Azienda vinicola Coppacchioli – Cupi di Visso

Non smetteremmo mai di raccontarlo, il vino pecorino.
Diversi sono stati gli articoli sul nostro sito e diversi i risultati in bottiglia con un comune denominatore: la freschezza.
Eccolo di nuovo, il nostro principe azzurro dei territori tra Ascoli e Macerata, con la sua tenacia e l’attaccamento alle radici.
Un vino coraggioso, quasi dimenticato e ora orgoglio della terra che dall’Adriatico va ad abbracciare i Sibillini.

Oggi vi parliamo di chi, il vino pecorino, lo produce a 1000 metri di altezza a Cupi di Visso (il vino pecorino più alto delle Marche).
3 lettere racchiudono il simbolo dell’azienda vinicola Coppacchioli: GLG ossia Gaia, Lucio e Ginevra, ultima generazione di una famiglia legata al territorio e alle tradizioni che ha deciso di riscoprire una viticoltura eroica e recuperare le vecchie viti ancora esistenti, lasciarle modellare dalle stagioni, protette dai venti freddi di montagna, consegnando poi il Primodicupi alla nostra tavola in una elegante bottiglia fregiata dal bassorilievo del santuario di Macereto “Offerta dell’Uva”

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Il 10 marzo le Marchese si fanno solidali.

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Nei mesi passati abbiamo cercato di focalizzarci sul territorio e sui produttori colpiti dal sisma: siamo andate nei due epicentri marchigiani, Pieve Torina e Arquata del Tronto ,per toccare con mano il post terremoto e, a modo nostro, raccontarlo.

Ora, a distanza di settimane, abbiamo deciso di fare beneficenza concreta, per fare in modo che i problemi non vengano messi in un angolo e che il motore della solidarietà assomigli sempre più a una macchina sportiva.
Da sempre ci riteniamo fortunate nel vivere in un territorio di commovente bellezza, magari ritroso nel raccontarsi ma generoso nell’accogliere a braccia aperte chi ha voglia di avvicinarsi alla pluralità di paesaggi, profumi, colori e identità.
La nostra regione promuove un’offerta turistica che non conosce limiti temporali e si affida alle proposte artistiche come a quelle naturalistiche sparse lungo tutto il territorio.

Uno dei cuori pulsanti dell’ economia turistica marchigiana è rappresentato dall’enogastronomia, perché le Marche sanno farsi valere anche in questo campo con un’identità davvero invidiabile. Oltre che per vocazione, ecco il motivo per il quale abbiamo deciso di promuovere questo settore e in
particolare quattro aziende che sono state duramente messe alla prova da maltempo e scosse ripetute.
Alcuni produttori dei Monti Sibillini coinvolti nella nostra piccola iniziativa sono nomi nuovi, altri vecchi amici con cui abbiamo già avuto il piacere di collaborare:

Azienda Vinicola Coppacchioli di Cupi di Visso
Re Norcino di San Ginesio
Azienda agricola Delizie dei Fratelli Angeli di Pieve Torina
Le Spiazzette di Amandola

Il cibo, non smetteremo mai di ripeterlo, è il vero collante tra uomo e terra, cantastorie di una regione che ha bisogno di una mano perché al momento è in ginocchio e aspetta di rialzarsi.
Quello stesso cibo che diventa traino di un turismo fatto di sapori e trattorie, di gite fuoriporta per trovare quel formaggio particolare o quella marmellata da abbinare per l’aperitivo con gli amici.

Eccoci allora a Milano per celebrare queste terre ferite portando in trasferta alcuni dei loro frutti migliori.
Eccoci nell’atelier che Fiorella Ciaboco ha messo a disposizione per organizzare una degustazione che ben si sposa con il suo progetto “Difendiamo il Made in Marche”.
Ecco quattro produttori fieri del loro operato, laboriosi, che proseguono con coraggio la loro attività lacerata e la loro vita messa alla prova.
Attraverso un momento leggero e conviviale, il 10 Marzo, a partire dalle 18.00, Fiorella darà modo di assaggiare e far conoscere delle vere perle marchigiane e noi, a supporto, saremo felici di raccontare le loro storie. Chissà che qualcuno di voi non si ingolosisca e non trovi spazio per una nuova e affascinante metà vacanziera.

Noi ci scommettiamo, provare per credere. 😉

Le Strade della Mozzarella. Contaminazioni

di Dorina Palombi

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Contaminazioni.
Quanto ne abbiamo parlato noi Marchese del Gusto?
Quanto è importante diffondere i prodotti di cui siamo orgogliosi e, nel contempo, imparare da gastronomie differenti per migliorarci e crescere?
Vi ricordate, per fare un esempio, del meeting gastronomico Lucca-Filottano?

Contaminare per dare vita a qualcosa di nuovo.
Contaminare per partire, ed essere diversi.
Lasciarsi contaminare perchè è uno di quei verbi attivi,  che devi essere sicuro di te stesso e delle tue idee per accoglierne altre.

Contaminazioni

Così, lunedì 18 e martedì 19 saremo a Paestum, a uno dei più bei convegni gastronomici esistenti in Italia: Le Strade della Mozzarella.
Arrivata alla sua nona edizione, la kermesse torna “a casa” dopo le tappe di Parigi e Milano e in attesa di partire per New York (maggio) e Roma (ottobre).

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Moreno e il caffè: il lato gustoso della dipendenza

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Non c’è niente di più conviviale del caffè, forse soltanto il vino unisce e accoglie con la stessa intensità. Tuttavia il caffè ha dalla sua l’essere trasversale e radicato profondamente da generazioni e generazioni. “Ci vediamo per un caffè” ormai equivale ad un invito ad uscire, tanto quanto rimmel è diventato un sinonimo di mascara, perdonate la digressione femminile.

E’ per questo che, all’interno del congresso di cucina più famoso d’Italia, una sala dedicata non poteva proprio mancare. E se all’atmosfera festosa e caotica, piena di abbracci e di incontri, ricca di curiosità, brindisi, rimpatriate e interventi innovativi di Identità Golose, ci uniamo il tocco di marchigianità che non può mai mancare, il gioco è fatto.

Il lunedì, io Dorina e il nostro amico Jacopo ci siamo accaparrati tre posti in sala blu e ci siamo goduti uno show di un successo garantito: quando si parla di Moreno, affabulatore divertente e artista generoso, non ci sono dubbi.

E, se siete già a conoscenza della mia fede cedroniana al limite del religioso, potete avvicinarvi a capire cosa abbiano provato le mie papille danzerine di fronte ai suoi abbinamenti al gusto di caffè.

Come al solito, niente è mai banale, specie quando, come in questo caso, il confine tra il dolce e il salato si fa labile. Come al solito non sembra di mangiare, ma piuttosto ci si fa prendere per mano per andare a giocare. Come al solito, chiudendo gli occhi al primo boccone, sembra di cadere nel Paese delle Meraviglie, a testa all’ingiù, precipitando insieme a tutti i preconcetti culinari.

Chi lo dice che il tiramisù è un dolce? Alga Nori, polvere di cacao o polvere di stelle? Posso avere un pre-dessert al carciofo? E improvvisamente, non sai più come ti chiami.

Siete pronti? Allacciate le cinture.

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Innanzitutto c’è un fungo. Si sa, nel Paese delle Meraviglie è pieno e ti fanno diventare alto o basso quanto vuoi. Carrol deve aver avuto una premonizione, quando scriveva il capitolo del Brucaliffo. Si perchè il fungo, di nome Konbucha, viene lasciato fermentare in ben quattro diverse miscele di caffè, a conferire l’inebriante tocco alcolico che regala un particolare brio.

Un caffè corretto dall’indole esotica e delicata, tanto per capirci.

E questa è solo la prima contaminazione, poi c’è il resto del viaggio. Proprio così, perchè il ragazzo si è inventato un tiramisù così perfettamente salato da sembrare dolce…

Mousse di carote, avvolte nella pellicola e poi cotte nel microonde, unite a crema inglese e panna; biscotto di alga per la parte solida della struttura; una capasanta nel ruolo della consueta gelatina al Borghetti, elemento storico del suo classico tiramisù; a chiudere, una salsa thai e la polvere di alga nori, che fa il verso al cacao.

Non è da tutti pensarlo, tantomeno realizzarlo. Assagiarlo è stato un privilegio, visto come sgomitavano in sala per accaparrarsene un pezzetto. Ma se per caso, alla festa di Non-Compleanno del Cappellaio Matto, volessimo portare un pre-dessert, Moreno consiglia il Carciofo centrifugato, accompagnato da gelato alle arachidi e cremoso al caffè.

Datemi un pizzicotto e ditemi che non sto sognando: nuove frontiere del caffè, arriviamo!