Di vino, uomini e generazioni: Le Canà

Davore Le Canà pecorino

Si può partire da un oggetto per raccontare una storia?
Noi Marchese crediamo proprio di sì.
Se pensiamo alle favole con cui siamo cresciuti c’è sempre di mezzo un oggetto: una mela, uno specchio, una spada, una pentola.
Nella favola di oggi l’oggetto in questione è un recipiente di legno, di quelli usati per pigiare l’uva e raccogliere il mosto. E’ proprio da qui che parte la nostra storia, anzi da un pochino prima. Parte dagli inizi del ‘900, quando Vincenzo Polini torna dall’Argentina, compera le prime terre e inizia a vinificare, arrivando alla quarta generazione e a nuove tecnologie.
E in mezzo?
Un ancora buttata nel mare della memoria, una tradizione portata avanti con orgoglio, cambiamenti, coraggio, tenacia, passione. E una terra raccontata nel modo più naturale possibile, il vino, con un’azienda situata tra le colline del sud delle Marche, con vigneti che si estendono su una superficie di oltre 25 ettari a diverse altitudini e versanti in modo da favorire una maturazione dell’uva naturale ed equilibrata.

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Il vino pecorino di Arquata del Tronto

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Vi abbiamo già raccontato della nostra visita ad Arquata del Tronto, di come l’abbiamo trovata dopo il terremoto che l’ha distrutta ad agosto e della grande volontà di guardare positivamente al futuro.

Oggi vi portiamo nuovamente tra i Sibillini con una delle risorse agroalimentari del territorio: il vino pecorino.
Un prodotto che noi Marchese amiamo particolarmente e che desideriamo farvi conoscere attraverso un excursus storico che parte dai monaci benedettini e arriva alle tavole apparecchiate per il pranzo.

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Paccheri con ragu bianco

Paccheri al ragù biancoLa neve di questi giorni ha coperto ogni cosa, rendendo tutto decisamente soffice e permettendoci morbide indulgenze a causa del cattivo tempo: via libera a camini, cioccolate calde, libri e candele con un sottofondo jazz.

Al di là dei disguidi che la neve ha portato, dobbiamo ammettere che quella coltre perfetta è come la coperta di Linus, come un piatto comodo da cucinare.
Allora iniziamo la settimana proprio con un comfort food del Marchesato: paccheri con ragù bianco.
Da preparare sempre in dosi generose e da accompagnare ad altrettanti calici consistenti.

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5 cose da fare a Ripatransone e la ricetta del Ciavarro

RipatransoneRipatransone è una delle Bandiere Arancioni delle Marche, ossia uno di quei borghi premiati perché sono riusciti a conservare e valorizzare le proprie risorse turistiche senza compromettere l’ambiente, il paesaggio e le esigenze delle comunità ospitanti.

E’ bello arrivarci e godere del paesaggio che stagione dopo stagione cambia abito; non c’è infatti un periodo più adatto per visitare il piccolo borgo ma vale la pena inserirlo in un minitour che includa Fermo (18 km), e Offida (9 km).
Dal canto nostro vi suggeriamo 5 cose da fare a Ripatransone, che sia gennaio o agosto 🙂

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Olio Gregori: non chiamatela solo oliva ascolana

Olio Gregori

Fine novembre.
Interno giorno in un calorosissimo ristorante di San Benedetto del Tronto, la Degusteria del Gigante.
Un pranzo il cui scopo, oltre a godere della cucina di Sabrina Tuzi e dell’accoglienza di Sigismondo Gaetani (e di cui vi parleremo prestissimo), è quello di unire alla stessa tavola prodotti e produttori che raccontano il piceno.
Uno di questi è Stefano Gregori, titolare dell’azienda omonima produttrice di oliva ascolana tenera a Montalto delle Marche

Stefano Gregori

La prima cosa che abbiamo notato dell’olio della famiglia Gregori è stato il packaging accattivante.
Inutile dire che amiamo i prodotti che sposano bontà e bellezza, quei prodotti che puoi sfoggiare in tavola senza bisogno di travasarli in un contenitore migliore.
Ma partiamo prima dalle origini e dalla storia di questa bella realtà Made in Marche

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I Fratelli Angeli di Pieve Torina

Fratelli Angeli Pieve TorinaCi sono articoli difficili da comporre.
Non per mancanza di contenuto ma, al contrario, per le troppe cose da dire.
Quando incroci persone speciali, che ti lasciano addosso tante emozioni, poi devi trovare il modo di incanalarle, trasmetterle, comunicarle poco per volta, in modo da creare non solo pathos ma, quasi, innamoramento.

Dopo le scosse sismiche degli ultimi mesi tante aziende dei vari comuni dei Sibillini sono state messe in ginocchio e numerose sono state le iniziative a sostegno delle Marche colpite dal sisma.
Noi facciamo comunicazione, raccontiamo il territorio e i prodotti, che sono il punto di incontro tra uomo e natura. Abbiamo quindi deciso di dare il nostro piccolo contributo proprio così: continuando a raccontare, prendendo la macchina e spostandoci verso quei luoghi che sono stati epicentro, descrivendo il dopo e lasciandoci sedurre dalla speranza di chi, quei luoghi, li vive e non vuole abbandonarli per nulla al mondo.

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Anisetta Rosati e le Marchese in farmacia

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Maltignano, Ascoli Piceno.
Correva l’anno 1861 quando nacque Umberto Rosati, da un’antica e nobile famiglia di lontane origini lombarde. Insomma, come le migliori storie, partiamo con il C’era una volta che tanto ci piace, narrando di una personalità dalle spiccate doti chimiche ed imprenditoriali.
Umberto, infatti, si laureò in Farmacia presso la Regia Università degli Studi di Camerino, diventando ben presto il proprietario dell’ Antica Farmacia Morganti in Piazza Arringo ad Ascoli Piceno, rendendola in poco tempo un luogo di riferimento, dallo spiccato buon gusto.

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