La zuppa arquatana di Molino Petrucci

Arquata del Tronto è uno dei luoghi a cui siamo più legate nel Marchesato.
Il profondo abbraccio che ci ha accolto a dicembre è uno dei simboli di forza e caparbietà che ci piace ricordare.
Continueremo a parlarvene nei prossimi articoli, delle evoluzioni del post terremoto ma anche dei simboli di un luogo che è importante mantenere vivi nella memoria.

Oggi però ci spostiamo di pochissimo e andiamo a Trisungo, frazione di Arquata, posizionata sulla riva destra del fiume Tronto.
Non vogliamo ancora raccontarvi la storia di Molino Petrucci; per quella dovrete attendere ancora un pochino.
Ma dal Molino oggi arriva un carico di energia grazie a uno dei suoi prodotti di punta: la zuppa arquatana

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Paccheri con ragu bianco

Paccheri al ragù biancoLa neve di questi giorni ha coperto ogni cosa, rendendo tutto decisamente soffice e permettendoci morbide indulgenze a causa del cattivo tempo: via libera a camini, cioccolate calde, libri e candele con un sottofondo jazz.

Al di là dei disguidi che la neve ha portato, dobbiamo ammettere che quella coltre perfetta è come la coperta di Linus, come un piatto comodo da cucinare.
Allora iniziamo la settimana proprio con un comfort food del Marchesato: paccheri con ragù bianco.
Da preparare sempre in dosi generose e da accompagnare ad altrettanti calici consistenti.

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5 cose da fare a Ripatransone e la ricetta del Ciavarro

RipatransoneRipatransone è una delle Bandiere Arancioni delle Marche, ossia uno di quei borghi premiati perché sono riusciti a conservare e valorizzare le proprie risorse turistiche senza compromettere l’ambiente, il paesaggio e le esigenze delle comunità ospitanti.

E’ bello arrivarci e godere del paesaggio che stagione dopo stagione cambia abito; non c’è infatti un periodo più adatto per visitare il piccolo borgo ma vale la pena inserirlo in un minitour che includa Fermo (18 km), e Offida (9 km).
Dal canto nostro vi suggeriamo 5 cose da fare a Ripatransone, che sia gennaio o agosto 🙂

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I Fratelli Angeli di Pieve Torina

Fratelli Angeli Pieve TorinaCi sono articoli difficili da comporre.
Non per mancanza di contenuto ma, al contrario, per le troppe cose da dire.
Quando incroci persone speciali, che ti lasciano addosso tante emozioni, poi devi trovare il modo di incanalarle, trasmetterle, comunicarle poco per volta, in modo da creare non solo pathos ma, quasi, innamoramento.

Dopo le scosse sismiche degli ultimi mesi tante aziende dei vari comuni dei Sibillini sono state messe in ginocchio e numerose sono state le iniziative a sostegno delle Marche colpite dal sisma.
Noi facciamo comunicazione, raccontiamo il territorio e i prodotti, che sono il punto di incontro tra uomo e natura. Abbiamo quindi deciso di dare il nostro piccolo contributo proprio così: continuando a raccontare, prendendo la macchina e spostandoci verso quei luoghi che sono stati epicentro, descrivendo il dopo e lasciandoci sedurre dalla speranza di chi, quei luoghi, li vive e non vuole abbandonarli per nulla al mondo.

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Borghetti Colada

di Dorina Palombi

Caffè Boghetti

Quando torno nelle Marche il tempo si ferma. Anzi no! Torna addirittura indietro.
Riprendo il respiro regolare, il passo calmo, mi godo la bellezza sincera di ogni paesaggio e della vita che scorre morbida.
Tornare nelle Marche significa tornare bambina, soprattutto ora che l’estate ha ingranato a pieno regime.
Mi godo le emozioni vintage dei piccoli borghi e dei paesaggi marittimi.
E allora, dal treno, mi Immagino la costa adriatica qualche estate fa.

Mi immagino Elvis canticchiare dalla radio insieme al Quartetto Cetra che, meglio di Teorema, metteva in guardia le giovani fanciulle dai baci dati a mezzanotte sotto lune galeotte.
Immagino la rotonda a mare e il nostro disco che suona..
Immagino gli chalet pieni di sogni e cotte leggere.
E poi, soprattutto immagino il cibo.

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Il cocktail nell’orto

di Letizia Federici

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Mi sono sempre piaciuti i locali all’aperto, specie quelli con un grande giardino per grigliare: la bollicina prima del pasto, quel cucinare che non finisce mai, la sazietà che arriva lentamente e il digestivo finale a chiudere il cerchio con un po di sonnolenza e tanta soddisfazione.

Persino d’inverno ci sono situazioni in cui gli ambienti chiusi proprio non mi vanno giù. L’aria aperta mette appetito, “fa salute” come dicevano le nonne, favorisce gli incontri e distende la mente.
Qualsiasi sia il cielo sopra di te, insomma, sempre meglio non chiuderlo alla vista.

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Diamo spazio ai giovani: Casalfarneto lo fa davvero

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Si parla spesso di come poter dare spazio ai giovani, di incentivarli a scoprire il territorio di appartenenza e cercare di trattenere le fughe dei migliori potenziali. E’ un discorso, questo, che ascoltiamo ripetutamente dai telegiornali, dalle istituzioni e dalle autorità politiche: creare nuove leve migliori di chi le ha precedute, all’insegna del progresso e del recupero delle tradizioni in chiave dinamica, per respirare il territorio in ogni sua forma. Credo che la nostra regione inizi ad investire in questo senso, specie grazie a qualche azienda illuminata, che impegna le proprie risorse per il futuro della comunità.

Casalfarneto, che noi ben conosciamo, l’ha detto e l’ha fatto, realizzando un’iniziativa unica nel suo genere dal nome Il Vino nel Piatto.

45 studenti delle quinte classi dell’Istituto Panzini di Senigallia, provenienti dagli indirizzi Servizi di sala e di vendita e Cucina, hanno lavorato per tutto l’anno scolastico all’elaborazione di due menù, uno di carne e uno di pesce, in abbinamento ai principali vini dell’azienda, Crisio, Cimaio e Grancasale. A guidarli, i docenti Luigino Bruni, Alessandro Rosselli e Massimo Castignani, supportati dal Gruppo Togni, dallo staff in cantina, a partire dal prezioso enologo Danilo Solustri, e dal loro ufficio stampa capitanato da Donatella Vici, che si dimostra ogni volta più lungimirante.

Casalfarneto_Panzini_LeMarchesedelGusto
Lo scorso 31 Maggio si è tenuto l’evento conclusivo, dove i ragazzi hanno servito tutta l’esperienza incamerata nei mesi di ricerca, dando prova di grande coinvolgimento e maturità. Qualche esempio? Vincisgrassi al ragù bianco del cortile con pecorino e spinaci e Alici gratinate ripiene di ricotta e pecorino. Oltre alle creazioni dei giovani, una ricetta di Mauro Uliassi, uno degli orgogli regionali in fatto di alta cucina, che ha dato il buon esempio con il suo Loaker di fegato grasso di anitra e nocciole, con shot di kir royal.

Paolo Togni, presente ed entusiasta, si è detto fiero di aver contribuito a creare dei veri e propri ambasciatori della nostra enogastronomia, consapevoli dei prodotti da lavorare, veri sperimentatori della materia prima. L’obiettivo, ha dichiarato alle telecamere di TV Centro Marche, è aiutare i giovani nella loro personale evoluzione, perché diventino non meri esecutori, ma fieri consiglieri, perché possano comunicare e testimoniare ai loro futuri clienti la passione, il lavoro, i successi delle filiere agricole marchigiane.

Non solo, aggiungerei che un ragazzo entusiasta di ciò che ha saputo rielaborare dagli insegnamenti ricevuti vale più di uno spot pubblicitario in prima serata: è così che nasce il giusto passaparola, quello dettato dall’adrenalina, quello che brilla di orgoglio per il territorio di appartenenza.

Casalfarneto_LeMarchesedelGusto

Una nuova idea di accoglienza, quindi, un piccolo passo in più verso un’agricoltura che si apre ai servizi, che educa senza mettersi in cattedra ma condivide la conoscenza, che insegna senza riserve. In un mondo in cui le generazioni affermate sembrano intimorite degli astri nascenti e il passaggio di nozioni pare sempre avvenire in maniera tetra o pressapochista, 10 punti a questa cantina che ha saputo aprire le porte ad una diversa prospettiva di apprendimento.

Confesso, solo quando mi imbatto in occasioni del genere, mi viene davvero voglia di tornare a scuola!