La mia fede nella Madonnina

lemarchesedelgustolasagna

di Letizia Federici

Questa è la settimana delle passioni e dei colpi di fulmine. Alessandra con la Panna Cotta per il suo Lorenzo, Silvia con la sua dedizione per lo zafferano, Dorina per il succo della pesca Saturnia e Donatella, che intrattiene da anni una relazione con le sue apiNon avevamo programmato fosse così. Ogni tanto ci piace dare un tema alla settimana e creare così un puzzle dei nostri diversi punti di vista sul medesimo argomento, ma stavolta è stato un vento spontaneo a trascinarci. Si vede che l’autunno risveglia i sensi delle Marchese come una seconda e paradossale primavera. E forse non è un caso se proprio questa settimana avevo in programma una cena di piacere e lavoro proprio da lui, Moreno Cedroni.

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Le nostre Marchese Chef

di Dorina Palombi

Le Marchese chef
Ci siamo quasi, ormai il grande giorno è alle porte ed è tempo di raccontarvi (e ammorbare con le mie domande che ormai girano per buona parte delle Marche) anche chi, durante “Le Marche Sextainable” vi allieterà la serata a suon di dolci bocconi!.
Ecco quindi le nostre tre super chef, cuore pulsante del nostro evento:
Donatella Bartolomei (sarà D nelle risposte)
Alessandra Petterini (sarà A nelle risposte)
Silvia Gregori (sarà S nelle risposte)

Trovate la loro descrizione completa nella nostra pagina dedicata agli identikit (con l’intervista ufficiale) ma qui andiamo avanti a far domande e loro a rispondere… e che domande!!!

1) Iniziamo con un amarcord. Il tuo primo piatto cucinato (e per chi).
D:
Il mio primo piatto è stata una panzanella, fatta al bordo di un fiume di montagna, quella che ora è l’acqua Roana dei Monti Sibillini, in compagnia del mio nonnino che mi aveva portato a fare una passeggiata: un po’ di pane vecchio, una cipolla fresca, tanto prezzemolo e sale grosso, olio, sale e tanta fameeeee.
A: Ho iniziato davvero da piccola….Ma se mi proietto un po’ più ravvicinata negli anni e ripenso a qualcosa di un po’ più concreto, credo proprio che il mio amore per dolci mi porti lì…. A quella goduriosa e peccaminosa Sacher!!!!Per chi??? Beh non posso svelare tutto!!!
S:  Un dolce….ma non ricordo quale visto che sono passati solo 20 anni; era per il pranzo della domenica in famiglia. Per quasi due anni ho preparato dolci diversi prima di passare lo scettro a mia sorella

2) Qual è stato il tuo approccio alla cucina? Chi ha vinto?
D:
 In realtà mi sono trovata a cucinare per conto mio al tempo dell’università, stanca dei piatti assurdi della mensa; ho dovuto per forza applicarmi ed ho scoperto che mi piaceva pure.
A: Ho sempre amato cucinare e immersa nei profumi delle loro cucine, guardavo fin da piccina i gesti e le mani armoniche delle mie nonne mentre preparavano i piatti della tradizione.Quindi, quando ancora non arrivavo in altezza al tavolo per aiutarle, avevo il mio mini grembiulino di pizzo bianco e rosa e in ginocchio su una sedia mi mettevo a pastrocchiare con loro.Che domande? Vinco sempre!!!! ahahahhahhahhah
S:  Di necessità virtù…mia mamma ha sempre cucinato poco e ho dovuto arrangiarmi; con la paghetta mensile compravo libri e ricettari senza sosta ed oggi mi ritrovo con un biblioteca di cucina di tutto rispetto anche se le foto sono inguardabili

3) La cucina dei tuoi sogni come dovrebbe essere?
D:
In realtà non ho in mente una tipologia specifica di cucina, non bado molto allo stile del momento, quello che cerco nell’ambiente cucina è l’atmosfera, è quello che questa stanza riesce a comunicarti quando ci entri….mi piacerebbe un ambiente così…un po’ datata ma che è piena di fascino…cucina del ‘700 presso Museo Piersanti di Matelica (MC)
A:  Se penso al design, negli ultimi anni è molto cambiata nei miei sogni. Prima molto tradizionale, ora molto lineare e soprattutto pratica.Se invece penso ai gusti e ai profumi….beh una cucina che rapisce, fatta di essenze e sapori veri, essenziali ma anche sensuali, che portano dove la mente vorrebbe fuggire!
S: Luminosa, moderna con una grande isola centrale e tanto spazio per riporre pentole ed elettrodomestici (mattonelle oversize di quarzo al pavimento, travi di legno bianche al soffitto, una vetrinetta in stile provenzale a fare da contrasto, vetrate che affacciano su un giardino di erbe aromatiche…se devo sognare meglio farlo alla grande)

4) Amo et odio gastronomico: un piatto che ami e uno che detesti
D:
 Amo la carne, in un momento in cui tutti la odiano o quasi io l’adoro, per me le costine di maiale sono il massimo, e odio l’ananas,
A:  Amo i piatti che mi incuriosiscono e riescono a rapirmi la fantasia ma in realtà odio nessun piatto. Ho delle preferenze ma non ho cibi o ingredienti che detesto.
S:  I miei dieci anni a Faenza mi hanno lasciato un amore smisurato per i passatelli (in brodo e asciutti), odio invece tutti i piatti a base di interiora e il fegato

5) Un personaggio famoso che vorresti cucinasse per te. E cosa ti dovrebbe cucinare?
D:
 Mi sarebbe piaciuto molto poter conoscere ed assaporare l’anatra all’arancia di Ugo Tognazzi
A:  In realtà  non ci ho mai pensato! E’ grave?Chiunque abbia voglia di cucinare per me e lo fa con amore! Perché tutte le cose che escono da lì, hanno un’ingrediente segreto e speciale che renderà quei piatti unici!!!
S:
 Bella domanda! Scrivo d’istinto e dico Mika il cantante…lui è anglo/libanese pertanto gli chiederei senza dubbio di preparare per me falafel e hummus (bandito però il coriandolo perché non mi piace).

Le Marche Sextainable: Trionfi Honorati e una favola moderna

di Dorina Palombi

Trionfi Honorati

Immaginate di essere in una favola, una di quelle che vi accompagnavano nel sonno da bambini. Ecco, siamo in una bellissima fattoria, immersi nelle campagne marchigiane, dove vive una principessa. Il re ha costruito il suo castello nel 1930. E’ un castello speciale senza fossati o coccodrilli perché è un posto talmente magico e speciale che lì possono succedere solo cose belle. La principessa Giulia cresce in mezzo al verde, tra le mucche che impara subito ad amare e rispettare. Presto comprende che l’amore e la serenità di quella vallata sono gli ingredienti segreti del latte e dello yogurt con cui lei stessa inizia ogni giornata.

E se ci facessimo anche il formaggio?
E se mostrassimo ai bambini il nostro lavoro e insegnassimo loro a rispettare gli animali e i loro “regali”?

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Tablecloths, Podere Santa Lucia e Sogni da Vera Marchesa

di Letizia Federici

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Serata di luglio, 32 gradi circa e… sono felice! Perchè finalmente non devo più rintanarmi sotto i piumoni scozzesi: sono a casa.

Ok, vivo alle dipendenze di un ventilatore, passo tante serate nella mia mansarda-ufficio, mentre faccio quadrare le nostre agende, quelle dei produttori partner, litigo con la mail che fa i capricci e sogno una vacanza senza telefono.
Ma col sorriso. Home sweet home.

Le Marche non possono non mancarti e, se ci sei cresciuto, non puoi non avere delle cartoline che ti tornano in mente: di quando eri adolescente e iniziavi a vedere con occhi diversi, di quando tornavi dalle case universitarie e ti stupivi di quanto fossero belle le nostre colline ( e quanto fosse più pulita casa di tua madre).

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