E la Marchesa del Gusto morì con un felafel in mano

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Mi ha sempre divertita il titolo di questo libro. Sarà perchè le cose serie preferisco prenderle con ironia e le faccende ironiche molto seriamente. Sarà perchè quando è uscito avevo 18 anni e mi preparavo a lasciare il nido e mangiarmi il mondo, a condividere stanze, serate, aule studio e dispense con tanta gente diversa. E il racconto un po di questo parla.

E morì con un felafel in mano è un’autobiografia dell’autore, John Birmingham, il quale ha veramente coabitato con 89 persone diverse, annotandone tick, abitudini e follie varie. Ne è venuto fuori un romanzo tragicomico dal tono vagamente esistenzialista, a metà tra le Metamorfosi kafkiane e Melrose Place”.

Da allora il felafel, piatto arabo così esotico ma non così tanto lontano, nel mio immaginario, dalle polpette fritte italiane, è diventato uno dei miei comfort food.

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La mia fede nella Madonnina

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di Letizia Federici

Questa è la settimana delle passioni e dei colpi di fulmine. Alessandra con la Panna Cotta per il suo Lorenzo, Silvia con la sua dedizione per lo zafferano, Dorina per il succo della pesca Saturnia e Donatella, che intrattiene da anni una relazione con le sue apiNon avevamo programmato fosse così. Ogni tanto ci piace dare un tema alla settimana e creare così un puzzle dei nostri diversi punti di vista sul medesimo argomento, ma stavolta è stato un vento spontaneo a trascinarci. Si vede che l’autunno risveglia i sensi delle Marchese come una seconda e paradossale primavera. E forse non è un caso se proprio questa settimana avevo in programma una cena di piacere e lavoro proprio da lui, Moreno Cedroni.

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Apiro, ballerine e calici Felici.

di Ramona RagainiRamona e Felici

Pronti per il primo viaggio?
Allora tutti in vespa e si parte…direzione Apiro!

Per chi è marchigiano come me dire Apiro è dire Andrea Felici.
Come primo “viaggio nel bicchiere” ho deciso di portarvi in questo piccolo comune ai piedi del Monte San Vicino perchè , per me, un vino, prima di essere espressione di un vitigno deve essere “ambasciatore di un territorio” .
Amo molto il Verdicchio nelle sue mille sfaccettature e realtà ma qui ad Apiro tira fuori delle caratteristiche uniche ed inimitabili.

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