Il museo del cappello di Montappone

Il museo del cappello di montappone

Ah, la vanità femminile!
Che bella cosa poterla esprimere attraverso gli accessori, potersi raccontare ma anche nascondere e diventare misteriose.
E chi racconta una donna meglio del suo cappello?
Un accessorio che si sta riprendendo il giusto posto nel guardaroba femminile, un po’ troppo trascurato negli anni passati o, erroneamente, utilizzato solo per proteggere dal sole cocente della campagna nei pomeriggi di lavoro.

Le Marchese del Gusto

Ma noi Marchese ben sappiamo che dietro la leggerezza si cela sempre qualcosa di più profondo e siamo andate al Museo del Cappello di Montappone (FM) ad approfondire il discorso.
Insieme ad Amerino Clementi abbiamo fatto un bellissimo viaggio partendo da una fascina di iervicella.
Orgoglio del fermano questo grano ha la peculiarità di avere un gambo lungo e flessuoso; la parte commestibile viene utilizzata per fare i maccheroncini di Campofilone mentre il resto viene raccolto, selezionato e intrecciato da mani esperte fino al risultato finale: il cappello fatto e finito.

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Four Seasons Firenze e il suo General Manager: Patrizio Cipollini

Le Marchese del Gusto per Andrea Moretti

Vi avevamo incuriosito sul nostro soggiorno fiorentino passando dalla cucina del Palagio e intervistando Vito Mollica. Un’entrata discreta al Four Seasons di Firenze, inseguendo il profumo delle cucine e lo spadellare, come rapite da un concerto di sapori e odori.

Ora il nostro occhio si sposta a cercare il patron di questa incantevole maison dell’accoglienza e lo troviamo nel General Manager Patrizio Cipollini.
Un uomo affascinante, discreto, gentile, portavoce di uno stile che porta il Made in Italy ovunque tra ospiti nazionali ed internazionali, anche con una semplice stretta di mano.

Ecco le sue parole nella bella intervista che ci ha gentilmente concesso: progetti, stile, eleganza.

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Ecco cosa esce dal cilindro del Mago…

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Loris Romiti, classe 1983, figlio del famoso Mago di Morro d’Alba e attualmente titolare e rivoluzionario gestore dello storico locale marchigiano, decide di tuffarsi a capofitto nell’atmosfera natalizia e approdare a Jesi. Con un temporary shop pieno di strabilianti delizie.

Letizia si è incuriosita, ha voluto arruolarsi ed è pronta a rimboccarsi le maniche per l’imminente apertura, sabato 14 Novembre.

Intanto l’ha intervistato per voi.

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Loris, come nasce l’idea?

Da qualche anno, come tante realtà legate all’enogastronomia, ho deciso di sviluppare un’offerta natalizia. Il gioco era inizialmente facile per me, perchè sceglievo di inserire in questi cadeaux le materie prime che utilizzavo per la mia cucina e i prodotti che uscivano dal mio laboratorio, come i genuini ragù di mia madre.

I cosiddetti cesti di Natale sono un simbolo ormai tradizionale, che spesso però si riduce ad un’offerta scadente, dove il volume la vince sul gusto. Sin dall’inizio la mia visione è stata differente, ho cercato di parlare con i miei clienti, educare il loro palato, convincendoli che fosse meglio, a parità di prezzo, un formato più contenuto ma di maggior qualità enogastronomica.

La cosa ha funzionato, così ho deciso di allargare la piazza e protenderla sino al centro abitato vicino, più “cittadino” e più popoloso, Jesi. L’avventura mi ha preso la mano 🙂

Come sono stati scelti i produttori partner?

Sono una persona istintiva e molto diretta, escludo sempre le materie prime che il mio palato non approva. Gentilmente ma senza mezzi termini, ho declinato offerte molto vantaggiose, sia per il ristorante che per il temporary shop, ma che non raggiungevano, a mio avviso, l’eccellenza.

Nel gusto e nella qualità non ci sono mezze misure. Sono cresciuto con la tradizione, ho sviluppato i miei sensi attraverso i viaggi, la pratica, gli esperimenti e sfrutto quotidianamente questo prezioso bagaglio, cercando di migliorare me e la mia attività ogni giorno.

I prodotti che troverete in Corso Matteotti 38 a Jesi sono quelli che farei mangiare alle mie tre bambine senza remora (ecco… per il vino aspetterei qualche anno, ma rientra tutto nella stessa dottrina); sono prodotti che ho incontrato lungo la mia strada nel tempo e che mi hanno colpito al cuore, dietro ai quali conosci e riconosci la passione di chi li fa e il rispetto per la terra da cui sorgono.

Il temporary Shop del Mago: un negozio ecologico e solidale…

Esattamente, sto allestendo proprio in questi giorni I miei 35 metri quadrati con espositori, scaffali e bancone interamente realizzati con materiali di recupero. L’azienda a cui mi sono affidato è di Mantova, si chiama Palm Design e da lavoro a ragazzi disabili. Sarebbe stato certamente più facile appoggiarsi ad altri partner, più a portata di mano… ma, al di là dello stile e della qualità dell’arredamento da loro proposto, ho voluto aiutare chi ne ha più bisogno, a modo mio. Preferendo dare lavoro e soddisfazione a questi ragazzi piuttosto che una semplice donazione in beneficenza. Credo che riporre fiducia in persone come loro, che la società purtroppo mette ai margini, sia il più bel regalo di Natale che si possa fare.

Un nuovo concetto di Cesto Natalizio

Ho deciso di dare una sferzata d’energia al vecchio cesto in vimini. Mi sono affidato a dei professionisti che si sono occupati del restyling del logo, del design dei pacchi e dei dettagli accessori. Il tocco chic in un contenitore al naturale, unito alla sostanza eccellente del contenuto, mi rendono molto fiero del prodotto finale nel suo insieme. Il buono è per tutti e vorrei che fosse sempre più presente sulle nostre tavole. Una bell’idea da regalare, a prezzi accessibili … ma non voglio svelare di più, pochi giorni e potremo toccare con mano!

Non lo dite a Loris, ma noi non resistiamo…ecco in anteprima la lista dei produttori riuniti sotto il cilindro del Mago! Che il Natale abbia inizio…

Az. Vicari – AZ. Cà Liptra- Az Marotti Campi- Az. Fatt. il Coroncino- Az. Fatt. San Lorenzo- Az. Pievalta – Az.Bucci – Az. Colle Stefano – La Monacesca – Az. Lucchetti – F.lli Badiali – Az. Romagnoli – Az. Mancinelli – Az. Colonnara – Birra Kuka – Az. Malacari – Paoletti Bibite – Edizione limitata Salumificio San Vito – Pasta Mancini – Distilleria Silvio Meletti – Quacquarini – La Bona Usanza – Az. Agricola Bartolacci – Az. Agricola Colle Nobile – Az. Agricola Cau & Spada – Mencarelli Cioccolato – Lalli Pasticceria – Giorgio Poeta – La Pasta di Aldo –T&C Tartufi – Pasticceria Lombardi – Panettoni di Cugnoli e Vitaloni …

e infine in esposizione i famosi bracciali 4-chetta del sarto Luca Paolorossi, fedele difensore dell’artigianato, imprenditore sempre pronto a tendere la mano.

Rinascimento a Tavola: una coccola senza fretta, un tuffo nel passato

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C’era una volta un piccolo mondo antico, in una località chiamata Mondavio, nell’entroterra tra Senigallia e Fano; c’erano le rievocazioni storiche, le ricette delle nonne e i loro astuti metodi di conservazione. C’erano i matrimoni, i battesimi e poi le comunioni, dove il catering non esisteva e la casa veniva trasformata in tante sale accoglienti e profumate. Bibidi bobidi bu.

C’era la piccola Daniela che, non sapendo, s’immergeva nella preziosa storia popolare, che memorizzava i “quanto basta” dal quadernino in cucina, sempre più ricco e sempre più sgualcito. La stessa che poi, più tardi, iniziava a sviluppare una dedizione passionale verso i ricettari storici e lo splendore delle corti locali; e che diventava una delle figure più competenti in fatto di banchetti Rinascimentali, con tutta l’umiltà di chi raggiunge un obbiettivo per convinzione e non per gloria.

Oggi c’è Luca, tecnologo con le mani in pasta, una nuova generazione che si dedica al passato. Sarà stata la travolgente storia di mamma Daniela, o forse un palato interessante e allenato. Complice, di certo, la figura della nonna, unita alla gavetta come cuoco. Probabilmente Luca è il risultato di tutto ciò. Non ci è dato sapere e in fondo poco importa. Importa il fatto che oggi, vicino a mamma Daniela c’è lui, che la aiuta ad ottimizzare le ricette da lei sviluppate e testate una ad una. E che ha ereditato da lei gli stessi occhi, ridenti e genuini.

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Possiamo considerarlo un lieto fine coi fiocchi… e non parliamo di uomini in calzamaglia che salvano fanciulle svenevoli. Il tesoro qui si mangia, si può toccare, è vero ed è fatto di sacrifici e costanza, di amore per il proprio lavoro. Un lieto fine, quindi, ma anche l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo.

Parliamo di Rinascimento a Tavola e della sua anima. E questa è la loro storia.

Quello che mi ha colpito subito della coppia madre-figlio è stato il comune vocabolario utilizzato. La chiacchiera vivace, tipica del marchigiano del nord, me li ha resi simpatici a pelle ma il contenuto, più che lo stile, mi ha stesa.

La qualità trabocca da ogni fase del processo produttivo, il rispetto per i consumatori e per la madre terra produttrice, che è cultura, nutrimento e vita, come diceva il compianto Gino. La smodata ricerca della materia prima perfetta e genuina, dalle farine biologiche quando ancora non erano di moda, allo zafferano di Navelli fino alla Mandorla di Toritto, Presidio Slowfood.

Eccellenza che permea tutte le linee prodotte, dalle ricette ispirate alla tradizione di casa ai salumi tratti dai ricettari del Rinascimento. E se c’è una cosa di cui mi sono convinta subito, è il loro desiderio, che definirei quasi materno, di voler offrire una vera coccola. Perché è di questo che si parla.

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Non si parla solo di ottimi biscotti dolci e salati, né di semplici rievocazioni di ricette storiche. I prodotti di Daniela e Luca sono, in primis, il comfort food rassicurante, da aggiungere al caffè del dopopasto. E’ quel lievitato che scende in gola come un balsamo; è un abbraccio stretto e persistente, che scalda un pomeriggio piovoso; è la carezza di un fratello e la risata complice di un amico. Rinascimento a Tavola è la pausa dalla frenesia, il massaggio che ci si concede prima di cena, che ci insegna a volerci bene davvero; che regala sapori autentici e si allontana dalle dolcezze che ingannano il palato.

Ora, mentre mi concedo una coccola, che oggi prende il nome di Crostatine Sfogliate di Marasche, accendo la radio che suona I don’t know why I love you, but I do. E sprofondo nei magici anni 60, quando c’erano i matrimoni, i battesimi e poi le comunioni, dove il catering lo facevano le donne di famiglia e la casa veniva trasformata in tante sale accoglienti e profumate.

Bibidi bobidi bu.

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La borsa ed il vino: storia di un amore marchigiano

di Ramona Ragaini

Le Marchese del Gusto

Ahimè ormai lo sapete : borse e scarpe nel “marchesato” sono una mania!
La vostra Marchesa liquida oggi appoggia il calice , solo per un attimo, giusto il tempo di “accarezzare” la nuova arrivata nell’armadio: una bellissima borsa di pelle rossa!
La mia amica Roberta sa come farmi contenta e la sua ultima creazione è una meraviglia!

La sua storia è una storia tutta marchigiana partita più di 50 anni fa ed il marchio “Briotti 17 è il sogno che si realizza dopo tre generazioni.
Tutto ha inizio in un piccolo laboratorio di famiglia realizzato “rubando” una stanza all’abitazione dove Roberta ammirava le creazioni del papà Umberto e dei nonni.

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