5 cose da fare a Ripatransone e la ricetta del Ciavarro

RipatransoneRipatransone è una delle Bandiere Arancioni delle Marche, ossia uno di quei borghi premiati perché sono riusciti a conservare e valorizzare le proprie risorse turistiche senza compromettere l’ambiente, il paesaggio e le esigenze delle comunità ospitanti.

E’ bello arrivarci e godere del paesaggio che stagione dopo stagione cambia abito; non c’è infatti un periodo più adatto per visitare il piccolo borgo ma vale la pena inserirlo in un minitour che includa Fermo (18 km), e Offida (9 km).
Dal canto nostro vi suggeriamo 5 cose da fare a Ripatransone, che sia gennaio o agosto 🙂

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Anisetta Rosati e le Marchese in farmacia

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Maltignano, Ascoli Piceno.
Correva l’anno 1861 quando nacque Umberto Rosati, da un’antica e nobile famiglia di lontane origini lombarde. Insomma, come le migliori storie, partiamo con il C’era una volta che tanto ci piace, narrando di una personalità dalle spiccate doti chimiche ed imprenditoriali.
Umberto, infatti, si laureò in Farmacia presso la Regia Università degli Studi di Camerino, diventando ben presto il proprietario dell’ Antica Farmacia Morganti in Piazza Arringo ad Ascoli Piceno, rendendola in poco tempo un luogo di riferimento, dallo spiccato buon gusto.

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I sogni che diventano progetti e un vino che parla del Piceno

Porto San Giorgio

Oggi vi vogliamo raccontare di un vino e, per incuriosirvi, abbiamo deciso di partire da questa foto.
Perché la bottiglia in questione ci piace prima raccontarla attraverso suggestioni, immagini, ricordi che siano facilmente riconducibili a un linguaggio universale comprensibile a tutti.
Crediamo fortemente che gli incontri (di lavoro o personali) debbano iniziare con il rumore di un cavatappi che cigola davanti alla resistenza del sughero e si debbano concludere con calici vuoti e sorrisi sinceri.

Bevendo gli uomini migliorano:
fanno buoni affari,
vincono le cause,
son felici
e sostengono gli amici.
-Aristofane-

Pensate per un istante. Qual è il motivo per cui vi ricordate di alcuni vini e non di altri? Forse per i momenti che avete vissuto intorno a quella bottiglia? E consigliandola ad un amico, inconsciamente, riportate alla mente l’aroma del vitigno o di quel bacio dato come arrivederci?

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Nella botte piccola c’è… una Marchesa! Cronache di una due giorni Sibillina.

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Nella botte piccola c’è il vino buono, questo si sa da generazioni. E da generazioni è la risposta al proverbio Altezza mezza bellezza, nella gara ancestrale tra donne minute e spilungone. Ogni uomo che si rispetti, poi, vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca, anche perchè se le donne sono Marchese, hai voglia a spendere per farle ubriacare… I più mediatori, invece, danno un colpo al cerchio e uno alla botte, detto tipico di quell’ italianità un po ruffiana, un po democristiana, un po paciera.

Mai nessuno però si era messo in testa di dormirci dentro. O meglio, di installare due confortevoli botti nel cortile di casa e trasformarle in un soggiorno romantico, goliardico, suggestivo, mangereccio e comodo. Mai nessuno prima di Norma Piconi, alias la bella Signora che a Roccafluvione possiede il Rifugio dei Marsi, B&B ai piedi dei Monti Sibillini: stanze arredate in stile rustico-chic, bagno turco… e due botti per le coppie più originali, una adibita a giaciglio, l’altra a salottino+servizi. 

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Dalla pianta alla tavola: un viaggio nell’oliva tenera ascolana

di Dorina Palombi

Questa settimana gioco in casa, raccontandovi di un’eccellenza dell’anima picena: l’oliva tenera ascolana.
Ok, fermi tutti e mettete giù olio e padella. Non ho detto che dobbiamo metterci a friggere senza sosta (ma alla fine dell’articolo vi darò un appuntamento che potrà ovviare a questa mia mancanza).

Olive ascolane

Ogni piceno che si rispetti ha nel DNA un profondo amore per le olive ascolane (che chiamerà semplicemente olive fritte), ne ha ricevuto degno battesimo ustionandosi la lingua perchè troppo goloso, ha come massima espressione di romanticismo una passeggiata ad Ascoli con il cartoccino in mano e ogni occasione è buona per ordinarne un po’.
Quindi oggi ci faremo un bel giretto nella storia di questo orgoglio marchigiano, dalla pianta alla tavola.

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Il Carnevale nelle Marche: Fano, Ascoli e Offida

di Dorina Palombi

Le Marchese del Gusto

Dai una maschera a un uomo e vi dirà la verità, diceva Oscar Wilde.
Forse, è tutto più semplice quando il nostro volto è protetto da uno scudo. E forse, la vita è più leggera se, per qualche giorno, la si prende come una buffonata.

Proprio così è nato il carnevale; un po’ per togliere la carne e avvicinarsi alla Pasqua e un po’ per ridere sulle disgrazie che ogni tempo porta con sè; siano guerre, siano pestilenze o nuove tasse, tutto il male veniva riversato sul fantoccio, poi bruciato dando inizio a un”era nuova”.

Nelle Marche vengono celebrati principalmente tre carnevali: a Fano, ad Ascoli Piceno e a Offida

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Una storia d’amore e frittelle all’anisetta Meletti

di Dorina Palombi

Le Marchese del Gusto

Suona la sveglia, che mi strappa dal mondo dei sogni.
Tasto appena intorno a me e sento la morbidezza del piumone, ancora caldo dal mio corpo. Spingo la mano oltre, dall’altra parte del letto. Il vuoto, se non fosse per un biglietto

ore 11.00 Caffè Meletti

Gli occhi danzano per la stanza scorgendo i morbidi drappeggi di Palazzo Guiderocchi; la finestra con gli infissi in legno filtra il candore del travertino che ricopre e fa brillare Ascoli Piceno.
Sono a casa. Sorrido.

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