Ciambellone alle nocciole e cioccolato

Alzi la mano chi non associa le prime ore del mattino al profumo di una tazza di caffè (e varianti) abbinata a una soffice e profumata fetta di ciambellone?
Inutile quindi dire che quando Molino Petrucci ci ha inviato diverse farine da provare, non avevamo dubbi sulla preparazione abbinata alla farina per dolci.

Perché alla fine, le ricette tradizionali sono tanto semplici quanto preziose. L’importante è avere ingredienti di prima qualità.
Abbiamo quindi pensato di abbinare alla farina di Molino Petrucci, granella di nocciole piemontesi per un tocco croccante e gocce di cioccolato fondente che non hanno bisogno mai di una motivazione.
Una preparazione talmente facile che può prevedere dei piccoli aiutanti; per la colazione della settimana, se resiste tanto a lungo.

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Le polpette vegetariane per una domenica light

Domenica soffice nel marchesato.
Fatta di risvegli lenti, colazioni lunghe, finestre aperte sulle verdi colline che tra poco si scalderanno di un morbido giallo.
Domenica fatta di famiglia e dei pranzi insieme che già al venerdì sono un miraggio.

Oggi, sempre in collaborazione con Molino Petrucci, vi proponiamo un caposaldo della cucina domenicale (non si dovrebbe creare un capitolo speciale nei libri di cucina per i pranzi della domenica?): le polpette al sugo ma in versione vegetariana
Ad accompagnare ogni boccone un sincero bicchiere di Rosso Piceno e la sofficità che solo casa può regalare.
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Veggie burger del Molino Petrucci

Avete presente la zuppa arquatana di Molino Petrucci che abbiamo preparato nello scorso post, quando il tempo era ancora incerto e ci serviva un ritorno a casa confortante come un abbraccio?

Ora, visto che ci piace un sacco cambiare punto di vista  abbiamo pensato di trasformare la zuppa in un veggie burger.
Questo perché la zuppa arquatana, contenendo farro perlato, orzo perlato, avena decorticata, miglio decorticato, lenticchia rossa e gialla ben si presta a sostituire la  carne macinata nel nostro impasto senza farci sentire la mancanza delle proteine animali.
Oltretutto questa è una ricetta perfetta per “riciclare” quel po’ di zuppa che potrebbe rimanere dal giorno prima.

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La zuppa arquatana di Molino Petrucci

Arquata del Tronto è uno dei luoghi a cui siamo più legate nel Marchesato.
Il profondo abbraccio che ci ha accolto a dicembre è uno dei simboli di forza e caparbietà che ci piace ricordare.
Continueremo a parlarvene nei prossimi articoli, delle evoluzioni del post terremoto ma anche dei simboli di un luogo che è importante mantenere vivi nella memoria.

Oggi però ci spostiamo di pochissimo e andiamo a Trisungo, frazione di Arquata, posizionata sulla riva destra del fiume Tronto.
Non vogliamo ancora raccontarvi la storia di Molino Petrucci; per quella dovrete attendere ancora un pochino.
Ma dal Molino oggi arriva un carico di energia grazie a uno dei suoi prodotti di punta: la zuppa arquatana

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Paccheri con ragu bianco

Paccheri al ragù biancoLa neve di questi giorni ha coperto ogni cosa, rendendo tutto decisamente soffice e permettendoci morbide indulgenze a causa del cattivo tempo: via libera a camini, cioccolate calde, libri e candele con un sottofondo jazz.

Al di là dei disguidi che la neve ha portato, dobbiamo ammettere che quella coltre perfetta è come la coperta di Linus, come un piatto comodo da cucinare.
Allora iniziamo la settimana proprio con un comfort food del Marchesato: paccheri con ragù bianco.
Da preparare sempre in dosi generose e da accompagnare ad altrettanti calici consistenti.

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Bufala&Verdicchio… ed è subito casa!

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I venticinque fedeli lettori de Le Marchese del Gusto oramai lo sanno: non sono la cuoca della ciurma. O meglio: mangio tanto, esploro, faccio tentativi, impiastro mani e faccia senza ritegno ma…no! Non chiedetemi una ricetta con le dosi, non fatemi pesare i cibi o calcolare i tecnicismi degli abbinamenti. Il gioco è comunque facile quando si hanno materie prime eccellenti e si fa presto a dire “E’ pronto in tavola”, soddisfacendo un variegato pantone di palati. Mi piace mangiare, mi piace scoprire, dedico tempo e passione nel trovare i luoghi e le situazioni che più possano far stare bene me, i miei ospiti e anche il vicinato.

Una cosa però è certa: sono un asso nei traslochi! Ad oggi ne conto sulle spalle 15. Credetemi, da tutto s’impara: il primo trasloco, risalente ai 19 anni, è stato travolgente. Il primo corposo, con tanto di mobili, forse è sopraggiunto all’età dei 23, quando, ricordo bene, un carico di furgone era composto da un mobile con qualche bicchiere sopra, tovaglie e maglioni infilati negli angoli e i calici matematicamente già rotti. Il tempo matura gusto e logistica. Ed eccomi qua, a condividere con voi uno dei miei traslochi definitivi, più consapevole, più organizzato, dedicato certamente alla persona più speciale che c’è.

E, tornando alle mie doti di cuoca improvvisata e verace, curiosa e dalle papille sempre più esaltate… non potevo che regalarvi il mio primo pasto qui, nella nuova cuccia che, pur di spaccarmi la schiena, ho deciso di rendere calda in pochissimi giorni.
Torniamo da una settimana di fuoco, io e la mia socia Dorina, fatta di cibo gourmet e conoscenze, di incontri e magiche cene insieme. Ecco perché oggi ho deciso di portare in casa nuova un ingrediente campano, la mozzarella di bufala, e di abbinarla al mio amore ancestrale, Mister Verdicchio.

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Sono stata oculata, stavolta, nella scelta della dimora. Proprio a dieci passi c’è un negozio di prelibatezze più o meno locali, che è diventato il mio spacciatore di fiducia in men che non si dica. Per cui, ecco gli ingredienti per sentirsi subito a proprio agio: dei Tuffoli da urlo, una mozzarella di bufala che ancora muggiva, limone biologico non trattato, alici del Mar Cantabrico e un calice di Superiore a completare il tutto.

Quando le contaminazioni ti fanno sentire a casa, puoi dire di aver raggiunto un bel traguardo…

E con la gioia nel cuore e la pancia piena, vi consiglio un sugo aglio, olio e peperoncino, insaporito dalle alici scaldate a fuoco basso insieme a qualche buccia di limone; vi consiglio di scolare la pasta al dente e finire la cottura saltandola nel miscuglio lì in pentola, dal colore poco invitante, il cui aroma però vi rapirà. Del resto, non sempre la bellezza è visibile agli occhiInfine, per concludere il mio pasto celebrando l’ingrediente della settimana, ho deciso di girare tutto con la signora bufala spezzettata grossolanamente, per scioglierla naturalmente in questo groviglio di piacere.

Questo è il mio personale benvenuto e questa è la casa in cui io e il Marchese iniziamo una nuova entusiasmante avventura. Per ora ricettine sciué sciué, a breve manicaretti!!

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