La zuppa imperiale (o minestra nel sacco)

Abbiamo pensato di racchiudere il Natale in una sola ricetta, come fosse un cavallo di battaglia da proporre per il pranzo/cena che vedrà tutti riuniti a tavola.
Doveva essere semplice per non togliere tempo ad abbracci e chiacchiere davanti all’albero; a fuoco lento perché ora che il freddo non invita a uscire, noi Marchese ci rifugiamo volentieri in cucina; infine accogliente come il vero senso di questa stagione.

Si sa che nel Marchesato il Natale è una delle feste preferite perché dona ai giorni, già dai primi di dicembre, quel senso di raccoglimento, calore e gentilezza che scalda il cuore.
Ecco perché, se lo scorso anno vi abbiamo suggerito alcuni regali da fare a chi amate, quest’anno vi vogliamo tutti intorno al tavolo a condividere il significato più puro di questo giorno.
In un tempo sempre troppo veloce è un tale conforto sapere di aver braccia da cui tornare, risate cristalline e chiacchiere leggere, cibo generoso e un orologio da mettere in pausa almeno per un po’.

Ricette delle Marche

La ricetta è molto antica e abbraccia tutto il centro Italia, essendo presente anche in Emilia Romagna (con il nome di zuppa imperiale).
L’impasto, fatto di farina, burro, uova e parmigiano deve risultare liquido perché poi verrà avvolto in un canovaccio e fatto bollire nel brodo.

La cucina si riempirà di un profumo corroborante di genuinità, la cottura vi permetterà di prendervi del tempo per voi, magari per un calice con l’amica che non vedete da un po’.
Poi, a tavola, in una bella zuppiera fumante.
Il Natale è servito

Marche a tavolaMinestra nel sacco

Ingredienti per 4 persone
100 g di farina
90 g di parmigiano grattugiato
60 g di burro
4 uova
sale
noce moscata
1 l di brodo di carne (o vegetale se preferite)

Fate sciogliere a bagnomaria il burro, poi incorporate, sempre mescolando, la farina, il parmigiano, la noce moscata, il sale e le uova.
Nel frattempo portate a bollore il brodo.
Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati, versate il composto ottenuto (che risulterà denso ma arrendevole) in un canovaccio di lino; chiudetelo con un nodo e mettetelo nella pentola con il brodo in ebollizione.
Lasciate cuocere per un’oretta.

Togliete il sacchetto dal brodo, fatelo raffreddare e rovesciate il composto su un tagliere.
Ricavatene dei dadini.
Questa parte può essere fatta anche con abbondante anticipo ma tenete il brodo di cottura perché sarà quello con cui servirete la zuppa.
Nel momento di andare in tavola, riportate a bollore il brodo, tuffatevi dentro i cubetti di minestra e fateli cuocere per un minutino.
Spolverizzate con formaggio grattugiato e servite ben caldo.

Annunci

L’Osteria dell’Arco e il suo profumo d’autunno

E’ un autunno, questo, che non si sente ancora sottopelle.
Si sta avvicinando con temperature fin troppo clementi, e con fare gentile sembra non voler congedare l’estate per non sembrare maleducato.

Quell’estate che, per noi Marchese, è stata davvero lunga e ci ha troncato il respiro più di una volta.
Un’estate rumorosa, accecante.
Ma ora, finalmente, sta arrivando il morbido autunno, con il suo carico di generosità.
Continua a leggere “L’Osteria dell’Arco e il suo profumo d’autunno”

Frascarelli

Lo scorso fine settimana si è svolto, a Civitanova Alta, il Futura Festival.
Oltre a dibattiti e interventi c’era una parte della città dedicata al cibo e al vino; i piatti proposti da chef del calibro di Michele Biagiola, Rosaria Morganti, Paolo Mazzieri e Errico Recanati venivano abbinati ai vini di Fontezoppa.

A malincuore non abbiamo potuto partecipare all’evento ma l’abbiamo seguito sui social e ci siamo accorte che uno dei piatti che ha riscosso maggiore curiosità è stato quello di Errico Recanati.
Lo chef del ristorante Andreina di Loreto ha proposto, insieme al maialino allo spiedo, i frascarelli con olio di maggiorana e basilico con un sugo di anatra affumicata.

Continua a leggere “Frascarelli”

Cresc tajat con uova e farina Senatore Cappelli

Lo sappiamo che sembra un nome difficile e starete già storcendo il naso (a meno che non siate del pesarese e allora nulla vi spaventa).
Invece, i cresc tajat non sono altro che un tipo di pasta tipico delle Marche che viene preparato nella zona di Pesaro.
Il nome significa crescia tagliata per la forma e la consistenza che questa pasta ottiene a lavorazione finita.
Hanno l’aspetto dei maltagliati e una consistenza splendidamente rustica che accoglie sughi generosi e succulenti.

Continua a leggere “Cresc tajat con uova e farina Senatore Cappelli”

Le migliori pizzerie delle Marche.

 

La pizza è un cibo semplice, popolare, accessibile
Qualcosa che unisce intorno alla tavola e convince anche i bambini.
E’  testimone delle serate con gli amici, delle cene improvvisate, delle pause pranzo al volo.
E’ anche quel salvagente quando non hai voglia di cucinare ma sei ben lontano dal cedere al junk food.
Ed è in una frase che si racchiude tutta la convivialità di un momento: “Stasera Pizza?”

Così, in occasione della nascita della prima guida web dedicata alle pizzerie, 50 top pizza abbiamo pensato di segnalarvi quelle che sono le pizzerie marchigiane presenti nelle prime 150 posizioni e nella mappa delle eccellenze dedicate alla regione Marche.

Continua a leggere “Le migliori pizzerie delle Marche.”

Summer is a state of mind.

Torniamo a parlare del Signore te ne ringrazi in quella che, siamo convinte, sia la sua stagione di massima espressione: l’estate. 
D’altronde è proprio nel caldo luglio dello scorso anno che il ristorante di Michele Biagiola ha visto il suo battesimo.
Vi avevamo lasciato le nostre emozioni autunnali nell’ultima visita a ottobre. Vi ricordate le foglie croccanti sotto i piedi e l’aria di raccoglimento che l’autunno porta con sé?

Continua a leggere “Summer is a state of mind.”

Ciambellone alle nocciole e cioccolato

Alzi la mano chi non associa le prime ore del mattino al profumo di una tazza di caffè (e varianti) abbinata a una soffice e profumata fetta di ciambellone?
Inutile quindi dire che quando Molino Petrucci ci ha inviato diverse farine da provare, non avevamo dubbi sulla preparazione abbinata alla farina per dolci.

Perché alla fine, le ricette tradizionali sono tanto semplici quanto preziose. L’importante è avere ingredienti di prima qualità.
Abbiamo quindi pensato di abbinare alla farina di Molino Petrucci, granella di nocciole piemontesi per un tocco croccante e gocce di cioccolato fondente che non hanno bisogno mai di una motivazione.
Una preparazione talmente facile che può prevedere dei piccoli aiutanti; per la colazione della settimana, se resiste tanto a lungo.

Continua a leggere “Ciambellone alle nocciole e cioccolato”