Polpette si! Ma al Verdicchio

Polpette al Verdicchio

Unire due comfort food in un solo piatto (soprattutto se uno è alcolico) è cosa possibile?
Assolutamente sì!
In quel di Pavia il sole esce a giorni alterni. Oggi pare essere alleato del nostro buon umore ma gli ultimi giorni hanno avuto una pioggia incessante che intristiva un po’.

Marzo si sta avvicinando e con lui la primavera, e anche in cucina si ha voglia di leggerezza.
Si ha voglia del sole tutti i giorni, del cappotto più leggero, delle gite fuori porta e della musica da ascoltare macinando km tra Lombardia e Marche.
Oltretutto la primavera porterà nel Marchesato un sacco di congressi e viaggi gourmet che non vediamo l’ora di condividere con voi.

Ecco quindi l’ingrediente fondamentale di questo piatto: la freschezza.
Le polpette sono da sempre una delle mie preparazioni preferiti.
Sono semplici da fare, sono personalizzabili e lasciano ampio spazio alla creatività.
Si potrebbe pensare a una parola e creare una polpetta che la identifichi. Oppure una città.

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Filone di mosto dei miei ricordi

di Alessandra Petterini

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Pochi giorni fa ero a Foligno per lavoro alla manifestazione “I Primi d’Italia”, per una volta non ero in ritardo e quindi, come una bambina curiosa che non smette mai di voler ascoltare, decido di raggiungere Chef Uliassi al suo show cooking.
Mentre parla e spiega i piatti e l’importanza dei “sensi” in cucina, arriva a disquisire sull’olfatto e spiega quanto sia importante questo senso anche sul gusto.
Dice: provate a mangiare quando avete il raffreddore! Sentite i sapori in bocca??

Ma poi, prosegue e racconta dei profumi dell’affumicatura in uno dei suoi piatti e fa un cenno alle vecchie case di campagna, quelle case nelle quali appena oltrepassavi l’uscio della porta, riuscivi chiaramente ad avvertire alcuni odori che ormai erano impregnati nelle pareti, come l’affumicato dato dal fumo dei camini o del mosto….

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Una panna cotta…e vai dove ti porta il cuore.

di Alessandra Petterini

È la mia settimana di ferie, mi alzo, mi dirigo in cucina e posiziono la moka sui fornelli; perché la macchinetta del caffè con le sue cialde è comoda e molto fast, ma vuoi mettere l’aroma della moka che ti cosparge di Buongiorno la casa e l’anima????
Ancora a piedi nudi sul parquet, metto il cd jazz che adoro, prendo in mano il libro che ho iniziato a leggere l’altro ieri, sistemo gli occhiali da vista in viso, mi appoggio il mio caffè accanto e mi distendo serena sul divano…
Poi, il telefono borbotta una notifica…
Una delle Marchese del Gusto ha postato qualcosa…
Incuriosita, leggo:
“Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive.
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che, inoltre,
capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
Mai.”
(M. Rivera Garrido)
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