Bianchello del Metauro

di Dorina Palombi

Bianchello del Metauro

“Mai cedere, rubare, ingannare o bere… ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte… e se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro.”

Questa è una delle citazioni che preferisco ed è perfetta, a mio avviso, per raccontarvi il vino di oggi e l’abbinamento che ho scelto per lui.
Il tema? La leggerezza.

Vi capita mai di vivere le cose in maniera più frivola dal punto di vista altrui?
Di trovare comunque il bicchiere mezzo pieno?
Di uscire dai casini, e respirare a pieni polmoni?
Eccola, allora la leggerezza.
Mai come in questo periodo cerco di focalizzarmi su di essa e trovare la positività.
E la immagino come un vino bianco, come qualcosa che fa sorridere e scalda l’animo, facendolo volare per qualche ora.

..se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro

Il Bianchello del Metauro è proprio il vino che incorpora in sé questa frase: leggero, perfetto per ogni occasione, semplice alla beva, socievole e conviviale.
Forse, e dico forse, vino minore della nostra regione -rispetto a Verdicchio o Pecorino- ma non meno di terroir.
Rappresenta infatti un vino DOC della Provincia di Pesaro e Urbino, prodotto in una realtà geografica che dall’Adriatico arriva ad abbracciare la dolcezza dell’entroterra, donando al calice una sapidità che si sposa con fiori bianchi e frutta estiva.

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Cosa vuol dire essere Sextainable

di Dorina Palombi

Sextainable

Sextainable è un concetto nuovo (magari meno per chi ci segue dagli esordi) ma che subito mi è entrato sottopelle.
Eravamo a Identità Golose, io e Letizia, davanti ad un bicchiere di Berlucchi, appena conosciute ma già con mille idee per la testa e un progetto nuovo che riempiva gli occhi e gonfiava il cuore.
Proprio lì, un anno fa, sono nate le Marchese del Gusto.

“Saremo Sextainable” mi disse. E io le credetti immediatamente.
Perché tra tutte e due, sexy, davvero non ci sentiamo.
Ma Sextainable sì,  un sacco!
Ma che significa, vi chiederete?
Dividendo questa parola in due, avrete sexy e sustainable: seducente e sostenibile.
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Il cocktail nell’orto

di Letizia Federici

Cocktail Carciofo_LeMarchesedelgusto1
Mi sono sempre piaciuti i locali all’aperto, specie quelli con un grande giardino per grigliare: la bollicina prima del pasto, quel cucinare che non finisce mai, la sazietà che arriva lentamente e il digestivo finale a chiudere il cerchio con un po di sonnolenza e tanta soddisfazione.

Persino d’inverno ci sono situazioni in cui gli ambienti chiusi proprio non mi vanno giù. L’aria aperta mette appetito, “fa salute” come dicevano le nonne, favorisce gli incontri e distende la mente.
Qualsiasi sia il cielo sopra di te, insomma, sempre meglio non chiuderlo alla vista.

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Tagliatelle al Farro, con Fave in Porchetta, su crema di formaggio fuso: #‎labellezzaintavola‬ secondo Letizia

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A volte le ricette nascono nei momenti più impensati. Di solito mi succede quando apro il frigo e devo inventarmi qualcosa al volo, altre quando assaggio le proposte degli chef , a volte quando occorre alleggerire i piatti della tradizione. Questa l’ho pensata mentre Giammarco mi faceva lo shampoo e decantavamo le lodi dei prodotti Davines, naturali e sostenibili, alleati imprescindibili per la cura dei miei biondi.

Davines mi ha definitivamente catturata quando ho scoperto che una linea dei loro prodotti, per me tra le più efficaci, utilizza come materia prima alcuni prodotti Italiani tutelati da Slowfood, dai semi di Lenticchia di Villalba, all’oliva Minuta di Sicilia, fino alla Mandorla di Noto.

Qui, ricordo di aver pensato, si parla di salvaguardia del territorio e cura dei capelli, due cose che in genere bistrattiamo parecchio.

Tornando a noi, le Fave in Porchetta sono parte della tradizione culinaria marchigiana, appaiono sulle tavole in primavera per salutarci con il caldo dell’estate: la proposta ideale per partecipare a #davineslabellezzaintavola, offrendo una variante “primo piatto”, veloce e gustosa.

LeMarchesedelGusto_Davineslabellezzaintavola

Per le fave:
Di solito ne faccio sempre in abbondanza, considerato poi che sono le ultime della stagione, ne ho sgranate una quarantina per poi congelare quelle avanzate e potermele godere anche tra qualche giorno. Per cui, nel mio caso, ho fatto soffriggere quattro spicchi d’aglio, ma ne può bastare uno se cucinate una porzione per due. Appena rosolato, versate le fave condite con il finocchietto selvatico, aroma obbligatorio per questo tipo di ricetta. Dopo tre o quattro minuti, abbassate la fiamma, togliete l’aglio, regolate il sale e il pepe e lasciare andare per un’altra decina. Per completare, una spruzzata di vino bianco a fiamma alta e il gioco è fatto.

Per la crema:
Ho scelto il formaggio svizzero per la raclette, facile da fondere, ma va benissimo anche un pecorino fresco… anzi, fave e pecorino sono uno degli abbinamenti da pic-nic del Primo Maggio che più preferisco. Scaldate il latte e, prima che sobbollisca, aggiungete il formaggio tagliato a dadini. Non sono bravissima a raccontare le dosi esatte, lavoro molto “a occhio”, tendenzialmente preferisco iniziare con poco latte per evitare che il tutto risulti troppo liquido. Sempre meglio poco che troppo, si aggiusta tutto molto più facilmente. Lasciate che il formaggio fonda, lavorando il composto con la frusta o, in alternativa, con un mestolo di legno. Infine aggiungete il pepe, quando vedete che la crema ha raggiunto la densità desiderata. All’occorrenza, per restringere, usate un po’ di fecola di patate setacciata. Servono pochi minuti, al massimo 10/15, anche qui in base alle quantità.

Davineslabellezzaintavola_LeMarchesedelGusto

Cuocete le tagliatelle al farro e saltate allegramente tutto insieme, pasta, fave e crema. Se invece si vuole presentare il piatto vestito a festa, basterà adagiare un paio di cucchiai di crema sul fondo del piatto, per poi arrotolare sopra la nostra tagliatella con la fava. Il tocco in più? Un’idea di finocchietto a crudo al lato del piatto.

Mise en place: Le Maioliche by Tablecloths

Il ricordo di una ciliegia

LeMarchesedelGusto_Ciliegie

A volte gli amarcord non si spiegano. Tanti e continui sono i ricordi legati ai profumi, che rimandano all’ infanzia, ad un viaggio, a certe persone. Oggi parliamo del frutto rosso che preferisco, la ciliegia, e di una casa un po’ decadente ma dal fascino intramontabile, in campagna a Serra de Conti.

Avrò avuto 6 anni o giu di li e certamente non era la prima volta che ne assaggiavo una ma, non so perché, la scena di quel film si riproduce ogni volta che ne assaporo il gusto. Era caldo, era un lontano luglio e io e mia sorella eravamo sedute all’ ombra del pergolato, rigoglioso di vite, a coprirci dal sole cocente. Avevamo sete, volevamo giocare, ma l’aria era troppo afosa persino per l’incoscienza di un bambino. Il trattore che trebbiava rumoroso, alle spalle della casa, era stata la nostra attrazione mattutina e per questo ormai già intrattenimento obsoleto.

La frutta che rinfresca e rinfranca, un gelato o un litro di limonata con ghiaccio…forse queste erano le immagini negli occhi desiderosi di abbattere la noia e la calura. E fu proprio nel momento di massimo scoramento che mamma Laura arrivò con un cestino di ciliegie, appena raccolte con la contadina al di la della siepe.

Mi sono sporcata la maglia di quella tinta indelebile e profumata, le fessure delle unghie piene di polpa, i noccioli sparsi ai miei piedi, testimoni dell’ingordigia.

Da quel giorno, non passa volta che io non rimembri quel pomeriggio, come una vecchia fotografia che sbuca fuori di continuo, con tinte sempre più forti, ricca di dettagli e sfumature di volta in volta dettati dalla mia mente, ma dalla trama in fondo sempre uguale. Le sensazioni di calore e affetto familiare, mia sorella bionda e bella, le mie dita colpevoli e la pancia piena. Il gusto al contempo dolce e acidulo, il rosso netto di quelle più mature, che ci rincorrevamo a scegliere per prime, quasi stucchevoli dal tanto zucchero.

Le ciliegie e quella casa sono oramai legate per sempre e tanto è il piacere di tornare dal mercato con un sacchetto di frutti rossi, tanto il cuore si apre ogni volta che, percorrendo l’Arceviese in auto, metto la freccia a sinistra e parcheggio nel piazzale, proprio li di fronte al pergolato oggi anziano e rado, ma dall’ incontenibile allure felliniana.

Di saponi, lavanda e…tapénade

Oggi, in perfetto stile americano, possiamo giocarci un throwback thursday e perché non tornare indietro per rivivere l’atmosfera provenzale respirata solo qualche settimana fa.

Le piccole piazze di paese e i romantici viali alberati, i mercatini di antiquariato e le boulangerie di antica data, le fabbriche di sapone che ridotto a cubotti e accatastato in piramidi vertiginose è divenuto, tanto quanto il sacchettino di lavanda, cimelio irrinunciabile per il turista alla scoperta dei luoghi che hanno stregato Van Gaugh e Cézanneprovenza1

provenza2Il mistral che soffia da nord-ovest, le distese di viti basse e di frutteti, i filari di pioppi allineati lungo i bordi dei fiumi.

L’ingegno del Popolo Romano che, assediate le terre dei Galli, costruisce a Pont du Gard l’acquedotto più grande d’Europa e ad Arles un anfiteatro bomboniera, copia del più maestoso Colosseo.

provenza5provenza pont du gardprovenzaUn aroma intenso e penetrante di macchia mediterranea…rosmarino, ginepro, mirto, timo, alloro, origano che abilmente essiccati al sole sono diventati il condimento per eccellenza di tutte le ricette provençales.

Se avete avuto anche voi il piacere di spingervi oltre il Rodano avrete di certo acquistato un vasetto delle famose erbe perfette per condire un ruspante pollo arrosto o una frittata  oppure  per preparare al volo una aglio, olio e peperoncino alternativa.tapenade ricetta provenzale

A me della Provenza resta nel cuore la tapénade, una crema di olive ottenuta frullando insieme drupe denocciolate (verdi o nere), capperi, acciughe sotto sale e olio extravergine di oliva. Qualche fettina di baguette abbrustolita ed il vostro stuzzichino è pronto.

tapenade ricetta provenzale

Keep calm and drink a sangria!

di Silvia Gregori

{Cartolina dal giardino della Greg}

Oggi non ci sono per nessuno! Ho già avvisato il consorte che con la pressione al minimo non posso permettermi di rassettare, pulire e stirare (pensavate vero che una Marchesa vivesse in panciolle!) pertanto mi concedo un giorno di libertà.

relax

(photo credit buzzfeed.com)

gatto relax summer

Non che abbia in mente chissà quali programmi (del resto mettersi in macchina con quest’afa per una passeggiata al Conero o sul San Vicino è da pazzi)…mi accontenterei di spodestare per un giorno i gatti dalla sdraio che è in giardino, conquistare un po’ di tintarella e schiacciare un profondo pisolino sotto il grande tiglio, accompagnata dalla melodia delle cicale. Da pochi giorni c’è anche una piscinetta a farci compagnia, regalo per il cucciolo di casa ben presto trasformatosi in fonte di refrigerio per i grandi.

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