Rinasciamo Detox?

di Dorina Palombi

Le Marchese del Gusto

Passata la piccola parentesi pasquale, rieccoci a tutto sprint con una ricetta detox (dai, lo sappiamo che ci sentiamo tutti gonfi tra un bagordo e l’altro) e, complice la primavera, oggi vogliamo proporvi un piatto freschissimo, leggero e a impegno minimo
I protagonisti principali sono finocchi e carciofi. Lo sentite già il sapore freschissimo in bocca?

Intanto ecco perché ci piacciono e abbiamo pensato a un mix tra i due.
I carciofi  hanno pochissime calorie, sono molto gustosi ed hanno molte fibre, oltre ad una buona quantità di calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio.
Sono dotati di proprietà regolatrici dell’appetito, vantano un effetto diuretico e sono consigliati per risolvere problemi di colesterolo, diabete, ipertensione, sovrappeso e cellulite.
Sono anche molto apprezzati per le caratteristiche toniche e disintossicanti, per la capacità di stimolare il fegato, contribuire alla purificazione del sangue, fortificare il cuore, dissolvere i calcoli.

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Let it Slow: lenticchie docet (e una zuppetta speciale)

di Dorina Palombi

Le Marchese del Gusto

Ammettiamo da subito che non siamo diventate Marchese a furia di mangiare lenticchie, anche perché rimaniamo sempre senza servitù.
Ma da brave amanti delle cose fatte bene vogliamo raccontarvi perché le amiamo tanto, perché ve le proponiamo anche lontane dai periodi non proprio natalizi ( vi ricordate i falafel di Letizia?) e perché le abbiamo scelte pure come protagoniste indiscusse della tavola, accantonando per un attimo cotechino e zampone.
La leggenda dei soldi ha un’origine antica e fondata: in epoca romana infatti, le lenticchie venivano regalate in una scarsella, borsello di pelle per contenere i denari, con la speranza che il contenuto di questa borsa si sarebbe presto trasformato in un bottino più ricco.

La nostra lenticchia ha un’infinità di benefici e dovrebbe essere spesso protagonista della tavola.
Innanzi tutto è bene scegliere le confezioni di lenticchie secche, preferendole a quella in scatola.
I valori nutritivi delle lenticchie secche sono altissime, a differenza delle confezioni in scatola, e richiedono solo un minimo di accortezza in più.
Ok, quelle in scatola sono più veloci, ma se belle si vuole apparire, a qualche compromesso bisogna cedere.

Lenticchia delle Marchese del Gusto

Le lenticchie hanno un alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali. Sono anche ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B.
Inoltre hanno anche un alto contenuto proteico, una buona quantità di zuccheri e una scarsa quantità di grassi, oltre ad essere ricche di vitamine, sali minerali e fibre. Sono molto indicate nella prevenzione dell’arteriosclerosi poiché i pochi grassi in esse contenute sono di tipo insaturo.
La grande quantità di fibre le rendono molto importanti e utili per il funzionamento dell’apparato intestinale e per tenere sotto controllo il livello del colesterolo. Ma non è tutto: le lenticchie contengono anche soflavoni, sostanze che “puliscono” l’organismo.
Gli esperti consigliano di consumarle soprattutto in virtù delle loro proprietà antiossidanti che agiscono positivamente sugli inquinanti a cui tutti siamo soggetti. Le lenticchie sono anche molto ricche di tiamina, utile per migliorare i processi di memorizzazione, mentre il contenuto consistente di vitamina PP fa sì che esse abbiano anche la proprietà di fungere da potente equilibratore del sistema nervoso, con azione antidepressiva e antipsicotica. Infine, sono molto indicate per tutti coloro che necessitano di ferro, mentre sono assolutamente controindicate nei soggetti iperuricemici.

Quali scegliere per un pranzetto decisamente sextainable in perfetto stile Marchese?

Noi abbiamo scelto tre tipologie: lenticchia dell’altopiano di Colfiorito (perchè nasce tra Umbria e Marche), abbinata a lenticchia verde di Altamura e lenticchia rossa; il fusion ci piace sempre un po’ ma le radici sono qualcosa di importante per noi.
Le Marchese del Gusto

Il regalo quindi da fare a chi amiamo?
Un bel sacchetto di tela con all’interno queste tre tipologie di lenticchie.
Un consiglio importante: nessuna delle tre lenticchie prevede l’ammollo ma se le lenticchie rosse e verdi hanno lo stesso tempo di cottura (una ventina di minuti), quelle di Colfiorito devono essere cotte per circa 40 minuti.
Tenetele separate in modo da permettere un utilizzo diverso delle tre tipologia a seconda della fantasia del giorno.
L’idea in più: un bigliettino scritto a mano con i migliori auguri e questa ricetta da provare per una coccola speciale.

Zuppetta di lenticchie

ZUPPETTA DI LENTICCHIE MULTICOLOR

Ingredienti per 5 persone

100 g di lenticchie rosse
100 g di lenticchie verdi di Altamura
250 g di lenticchie di Colfiorito
1 gambo di sedano
1 cipolla
1 carota
rosmarino, salvia e alloro
un paio di fettine di lardo
700 ml di brodo di pollo
olio di tenera ascolana quanto basta

Scalda due cucchiai di olio e aggiungi le fettine di lardo. Falle sciogliere dolcemente. Nel frattempo porta a ebollizione il brodo.
Aggiungi al lardo ormai sciolto il trito di sedano carota e cipolla e fallo cuocere per un paio di minuti.
Ora versa le lenticchie di Colfiorito, rimestale per un minuto poi aggiungi il brodo fino a coprirle abbondantemente (non serve quindi tutto!) e il mazzetto di aromi.
Falle cuocere per 30 minuti a fuoco basso. Ti consiglio di controllarle dopo 15 minuti in modo da tenere d’occhio il livello del brodo che non deve asciugarsi completamente.
Trascorsa la prima mezz’ora aggiungi le lenticchie rosse e verdi, regola nuovamente con il brodo rimasto e cuoci per altri 15/20 minuti. Se serve regola di sale. Togli gli aromi e servi con un filo di olio e dei crostoni di pane.

 

 

 

 

C’era una volta nelle Marche

di Donatella Bartolomei.

Le Marchese del Gusto

A novembre, qui a Serra, c’è una festa molto bella;
anche se ci fa gustare una pietanza poverella.
Una volta, nelle case contadine era il pasto principale;
oggi noi lo celebriamo come piatto prelibato e speciale.
Nei tre giorni dedicati il paese si risveglia;
si va tutti in cantina per mangiare in compagnia.
Tanta gente vien da fuori per gustar nuovi sapori;
per esempio da Frigento, con cui siamo gemellati.
E così abbiam riscoperto un’ antica tradizione da molti accantonata,
ma mai dimenticata.

Già ci stiamo organizzando!
Tutto ormai è quasi pronto:
la CICERCHIA, avrai capito, è dei Serrani il legume preferito!!!!!!!!!!!!!

Per iniziare la nostra settimana dedicata alla cultura e alle usanze gastronomiche marchigiane, abbiamo scelto un alimento antico e la poesia di Sofia, III E della Scuola Secondaria di Primo Grado ” C. Cagli”  di Serra de’ Conti per descriverne la magia e l’importanza radicata nell’alimentazione locale.

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Una storia d’amore e frittelle all’anisetta Meletti

di Dorina Palombi

Le Marchese del Gusto

Suona la sveglia, che mi strappa dal mondo dei sogni.
Tasto appena intorno a me e sento la morbidezza del piumone, ancora caldo dal mio corpo. Spingo la mano oltre, dall’altra parte del letto. Il vuoto, se non fosse per un biglietto

ore 11.00 Caffè Meletti

Gli occhi danzano per la stanza scorgendo i morbidi drappeggi di Palazzo Guiderocchi; la finestra con gli infissi in legno filtra il candore del travertino che ricopre e fa brillare Ascoli Piceno.
Sono a casa. Sorrido.

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Una panna cotta…e vai dove ti porta il cuore.

di Alessandra Petterini

È la mia settimana di ferie, mi alzo, mi dirigo in cucina e posiziono la moka sui fornelli; perché la macchinetta del caffè con le sue cialde è comoda e molto fast, ma vuoi mettere l’aroma della moka che ti cosparge di Buongiorno la casa e l’anima????
Ancora a piedi nudi sul parquet, metto il cd jazz che adoro, prendo in mano il libro che ho iniziato a leggere l’altro ieri, sistemo gli occhiali da vista in viso, mi appoggio il mio caffè accanto e mi distendo serena sul divano…
Poi, il telefono borbotta una notifica…
Una delle Marchese del Gusto ha postato qualcosa…
Incuriosita, leggo:
“Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive.
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che, inoltre,
capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
Mai.”
(M. Rivera Garrido)
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