Bufala&Verdicchio… ed è subito casa!

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I venticinque fedeli lettori de Le Marchese del Gusto oramai lo sanno: non sono la cuoca della ciurma. O meglio: mangio tanto, esploro, faccio tentativi, impiastro mani e faccia senza ritegno ma…no! Non chiedetemi una ricetta con le dosi, non fatemi pesare i cibi o calcolare i tecnicismi degli abbinamenti. Il gioco è comunque facile quando si hanno materie prime eccellenti e si fa presto a dire “E’ pronto in tavola”, soddisfacendo un variegato pantone di palati. Mi piace mangiare, mi piace scoprire, dedico tempo e passione nel trovare i luoghi e le situazioni che più possano far stare bene me, i miei ospiti e anche il vicinato.

Una cosa però è certa: sono un asso nei traslochi! Ad oggi ne conto sulle spalle 15. Credetemi, da tutto s’impara: il primo trasloco, risalente ai 19 anni, è stato travolgente. Il primo corposo, con tanto di mobili, forse è sopraggiunto all’età dei 23, quando, ricordo bene, un carico di furgone era composto da un mobile con qualche bicchiere sopra, tovaglie e maglioni infilati negli angoli e i calici matematicamente già rotti. Il tempo matura gusto e logistica. Ed eccomi qua, a condividere con voi uno dei miei traslochi definitivi, più consapevole, più organizzato, dedicato certamente alla persona più speciale che c’è.

E, tornando alle mie doti di cuoca improvvisata e verace, curiosa e dalle papille sempre più esaltate… non potevo che regalarvi il mio primo pasto qui, nella nuova cuccia che, pur di spaccarmi la schiena, ho deciso di rendere calda in pochissimi giorni.
Torniamo da una settimana di fuoco, io e la mia socia Dorina, fatta di cibo gourmet e conoscenze, di incontri e magiche cene insieme. Ecco perché oggi ho deciso di portare in casa nuova un ingrediente campano, la mozzarella di bufala, e di abbinarla al mio amore ancestrale, Mister Verdicchio.

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Sono stata oculata, stavolta, nella scelta della dimora. Proprio a dieci passi c’è un negozio di prelibatezze più o meno locali, che è diventato il mio spacciatore di fiducia in men che non si dica. Per cui, ecco gli ingredienti per sentirsi subito a proprio agio: dei Tuffoli da urlo, una mozzarella di bufala che ancora muggiva, limone biologico non trattato, alici del Mar Cantabrico e un calice di Superiore a completare il tutto.

Quando le contaminazioni ti fanno sentire a casa, puoi dire di aver raggiunto un bel traguardo…

E con la gioia nel cuore e la pancia piena, vi consiglio un sugo aglio, olio e peperoncino, insaporito dalle alici scaldate a fuoco basso insieme a qualche buccia di limone; vi consiglio di scolare la pasta al dente e finire la cottura saltandola nel miscuglio lì in pentola, dal colore poco invitante, il cui aroma però vi rapirà. Del resto, non sempre la bellezza è visibile agli occhiInfine, per concludere il mio pasto celebrando l’ingrediente della settimana, ho deciso di girare tutto con la signora bufala spezzettata grossolanamente, per scioglierla naturalmente in questo groviglio di piacere.

Questo è il mio personale benvenuto e questa è la casa in cui io e il Marchese iniziamo una nuova entusiasmante avventura. Per ora ricettine sciué sciué, a breve manicaretti!!

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Ravioli di mozzarella di bufala e carciofi

di Eleonora de Marchi
I ravioli di mozzarella bufala e carciofi sono un primo piatto ideale per i giorni di festa e si sa che nel Marchesato ogni motivo è buono per festeggiare.
Ma partiamo dai protagonisti di oggi e conosciamoli meglio

Carciofi

I carciofi
Ortaggio di cui l’Italia vanta il primato produttivo, il carciofo si può trovare sui banchi degli ortofrutta tra ottobre e aprile. Molto amato e dal gusto gentile, il ruvido carciofo dal cuore tenero e gustoso si presta a ispirare tante ricette. È anche ricco di proprietà digestive e diuretiche e ha capacità protettive del fegato.
Esistono essenzialmente due varietà di carciofi: quelli con le spine e quelli senza. Mille sono i modi per prepararli: cotti al vapore per poi farcirli e dorarli al forno, oppure fritti, saltali in padella.

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Marche vs Campania: la razza marchigiana e il bufalo mediterraneo

di Dorina Palombi

Una delle cose che amiamo fare nei nostri viaggi, è assaggiare un po’ di tutto, cercare similitudini e differenze, migliorie o orgogli regionali ma soprattutto la storia di un prodotto.
Perchè quando sai cosa mangi, ha tutto più gusto.

A Pastum, oltre alla mozzarella che tanti sogni merita, ho scoperto e assaggiato il bufalo mediterraneo italiano in un delizioso filetto alla Rossini.
Quindi, nella mia mente, è partito il match tra le due tipologie di carne.
Tralascerò la standing ovation per il bufalo, la sua tenerezza al taglio e la succosità al palato e mi limiterò a un paragone conoscitivo delle due razze.
Poi, ovviamente, quando sarete dalle parti di Paestum e lo assaggerete da soli potrete sentirvi liberi di dire: “Avevano ragione le Marchese!”

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Le Strade della Mozzarella. Contaminazioni

di Dorina Palombi

lsdm

Contaminazioni.
Quanto ne abbiamo parlato noi Marchese del Gusto?
Quanto è importante diffondere i prodotti di cui siamo orgogliosi e, nel contempo, imparare da gastronomie differenti per migliorarci e crescere?
Vi ricordate, per fare un esempio, del meeting gastronomico Lucca-Filottano?

Contaminare per dare vita a qualcosa di nuovo.
Contaminare per partire, ed essere diversi.
Lasciarsi contaminare perchè è uno di quei verbi attivi,  che devi essere sicuro di te stesso e delle tue idee per accoglierne altre.

Contaminazioni

Così, lunedì 18 e martedì 19 saremo a Paestum, a uno dei più bei convegni gastronomici esistenti in Italia: Le Strade della Mozzarella.
Arrivata alla sua nona edizione, la kermesse torna “a casa” dopo le tappe di Parigi e Milano e in attesa di partire per New York (maggio) e Roma (ottobre).

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