La statua di Penelope a Senigallia

Penelope di SenigalliaMare, donne e amore sembra vadano a braccetto, ieri come oggi.
A Copenaghen la Sirenetta da il benvenuto ai turisti scrutando il mare malinconica, e sognando di poter camminare sulla terra ferma per condividere la vita con il suo amore.
A Senigallia, sul molo di Levante (sì, sì, appena dopo Uliassi) dal 2004 c’è Penelope a fare da guardiano alla speranza di amori e marinai.

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Sabrina Tuzi e la Degusteria del Gigante di San Benedetto del Tronto

Degusteria del Gigante

Vi ricordate il bellissimo tour eno-gastronomico in compagnia di Anisetta Rosati?
Beh, dovevamo pur mangiare, no?
E da brave Marchese buongustaie, amanti della buona tavola e dell’ancor migliore compagnia, non potevamo capitare in posto migliore se non la Degusteria del Gigante a San Benedetto del Tronto.
Sigismondo Gaetani, poliedrico padrone di casa, dalla chiacchiera coinvolgente e l’amore indiscusso per le nostre terre, ci ha accolte come figlie denutrite che tornano dall’Erasmus.
Insomma, se vi va di essere coccolati e avete bisogno di una serata in grande stile, dall’atmosfera allegra e spensierata, correte in via degli Anelli 19 a San Benedetto del Tronto, non rimarrete delusi.

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Alma tra cucina e territorio

alma-le Marchese del GustoOgnuno di noi ha dei sogni nel cassetto.
I più fortunati hanno anche il coraggio di toglierli da quel cassetto e la tenacia per trasformarli in realtà.
Parlando di gastronomia non potevamo non andare a curiosare tra le aule della più importante scuola internazionale di cucina in Italia: l’Alma di Colorno (Parma)
alma-scuola cucina internazionaleQuello che abbiamo scoperto è la giornata tipo di ogni studente dei vari corsi che si tengono all’interno della scuola: corso superiore di cucina italiana, corso tecniche di cucina, corso superiore di pasticceria, corso tecniche di pasticceria, corso superiore di sala, bar, e sommellerie e corso manager della ristorazione.
Quindi, aspiranti chef e maître siete pronti per scoprire se è la vita che fa per voi?

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Il museo del cappello di Montappone

Il museo del cappello di montappone

Ah, la vanità femminile!
Che bella cosa poterla esprimere attraverso gli accessori, potersi raccontare ma anche nascondere e diventare misteriose.
E chi racconta una donna meglio del suo cappello?
Un accessorio che si sta riprendendo il giusto posto nel guardaroba femminile, un po’ troppo trascurato negli anni passati o, erroneamente, utilizzato solo per proteggere dal sole cocente della campagna nei pomeriggi di lavoro.

Le Marchese del Gusto

Ma noi Marchese ben sappiamo che dietro la leggerezza si cela sempre qualcosa di più profondo e siamo andate al Museo del Cappello di Montappone (FM) ad approfondire il discorso.
Insieme ad Amerino Clementi abbiamo fatto un bellissimo viaggio partendo da una fascina di iervicella.
Orgoglio del fermano questo grano ha la peculiarità di avere un gambo lungo e flessuoso; la parte commestibile viene utilizzata per fare i maccheroncini di Campofilone mentre il resto viene raccolto, selezionato e intrecciato da mani esperte fino al risultato finale: il cappello fatto e finito.

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Birra Lancetta. Sambenedettese doc

birra-lancetta

Il profumo della battigia all’alba.
Il viso “schiaffeggiato” dal vento.
La pelle salata ad ogni bacio.
La tavola ricca di fritture e pesci al forno, risultato delle barche dei pescatori di ritorno da un mare generoso.
E poi, soprattutto, i tramonti, la musica, gli amici, le risate davanti a una buona bottiglia di birra.

Perché d’estate tutto è più semplice.
Anche ora che settembre è iniziato e le giornate hanno ripreso la loro routine, basta lo scoccare delle 18 per abbandonare i pensieri e vedersi nuovamente tutti al bar, dando il giusto tempo a dovere e piacere.
Noi Marchese abbiamo scelto di salutare l’estate raccontandovi di un’eccellenza marchigiana che ci ha conquistato fin da subito per la sostanza ma anche per il packaging: la Birra Lancetta

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Liscio come l’olio. Intervista al Frantoio l’Olinda

Liscio come l’olio. Che bel modo di dire.
Senza intoppi, fluente, perfetto, semplice.
Simonetta Agnello Hornby ha scritto pure un libro, “Un filo d’olio” ,omaggio alla semplicità che è la vita nelle sue sfumature più belle da ricordare.
Un filo d’olio, appunto.
Quel filo che rende tutto più gustoso; quel filo che è oro colato sul candore di una fetta di pane; quel filo che ha una storia magica al suo interno.
Semplice significa con una sola piega e porta in sé la volontà di aprire, di scoprire, di approfondire qualcosa che riserva segreti ma non lati oscuri.
Eccolo, il nostro viaggio attraverso l’olio.

L'Olinda

Con le parole vi prendiamo per mano e passeggiamo virtualmente (nella speranza di poterlo fare presto dal vivo) tra gli olivi del Frantoio L’Olinda.
Il frantoio ha sede a San Marcello (AN) in una terra avvolta tra i venti freddi del nord e quelli caldi del sud che creano le condizioni ideali per la coltivazione dell’olivo, citando la presentazione del sito web

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Macerata. Amore a prima vista

di Dorina Palombi

Si dice che l’amore, come la cucina, abbia i suoi tempi.
Sarà che io sono ariete, ascendente leone, e credo nella passione e nei colpi di fulmine, prendo fuoco facilmente e mi lascio entusiasmare dalle cose con la velocità che manco una Aston Martin.

MacerataCiò non toglie che il centro storico di Macerata sia bellissimo, da perderci gli occhi; così piccolo, così tutto raggiungibile che dopo due ore mi sentivo già padrona della situazione. La stazione dei treni non è comodissima ma, con una breve corsa in taxi, ti addentri tra le mura e sei arrivato.

Ho scelto l’Hotel Lauri per il mio breve soggiorno e non posso che esserne soddisfatta. Un ambiente intimo e accogliente con personale cordiale e ottimo punto di partenza per visitare la città. Arrivata in camera sono stata abbracciata da uno stile country nei toni del verde e da una vista sui tetti di Macerata che mi ricordava Parigi. Troppo romantica dite?

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