Pesaro: fare, vedere, mangiare.

Pesaro è bellissima.
Una città vivibile, accessibile, da scoprire passo dopo passo.
E’ fatta talmente bene che per girarla ti basta una giornata, alternando cultura, cibo e dolce far niente.
Prendi il treno da qualsiasi parte delle Marche e fermati poco prima che la nostra bella regione finisca.
Noi ti aspettiamo in stazione per prenderti virtualmente per mano e portarti in giro per Pesaro con la nostra mini guida fotografica di cose da fare, vedere, mangiare.

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Bianchello del Metauro

di Dorina Palombi

Bianchello del Metauro

“Mai cedere, rubare, ingannare o bere… ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte… e se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro.”

Questa è una delle citazioni che preferisco ed è perfetta, a mio avviso, per raccontarvi il vino di oggi e l’abbinamento che ho scelto per lui.
Il tema? La leggerezza.

Vi capita mai di vivere le cose in maniera più frivola dal punto di vista altrui?
Di trovare comunque il bicchiere mezzo pieno?
Di uscire dai casini, e respirare a pieni polmoni?
Eccola, allora la leggerezza.
Mai come in questo periodo cerco di focalizzarmi su di essa e trovare la positività.
E la immagino come un vino bianco, come qualcosa che fa sorridere e scalda l’animo, facendolo volare per qualche ora.

..se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro

Il Bianchello del Metauro è proprio il vino che incorpora in sé questa frase: leggero, perfetto per ogni occasione, semplice alla beva, socievole e conviviale.
Forse, e dico forse, vino minore della nostra regione -rispetto a Verdicchio o Pecorino- ma non meno di terroir.
Rappresenta infatti un vino DOC della Provincia di Pesaro e Urbino, prodotto in una realtà geografica che dall’Adriatico arriva ad abbracciare la dolcezza dell’entroterra, donando al calice una sapidità che si sposa con fiori bianchi e frutta estiva.

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Pasta Luzi, i legumi come non li avete mai visti

LeMarchesedelGusto_PastaLuzi

Ci si chiede spesso quale pasta sia meglio acquistare e ogni volta che si ha in mano la lista della spesa il dubbio ci assale: ad oggi, infatti, il problema dei grani che non fanno bene, delle farine eccessivamente raffinate e delle modificazioni genetiche è giunto anche alle orecchie del più distratto.
Quello che manca è spesso una guida, che sia un negoziante di riferimento che sappia ciò che vende e che offra prodotti con una certa filosofia e una certa etica o semplicemente un amico che ne sa di più e che sappia consigliare le alternative buone e sane. Manca, insomma, un’informazione che penetri, perché un messaggio così fondamentale non venga ignorato in mezzo ai volantini pubblicitari.
Allora oggi io ed Eleonora, in visita nelle nostre splendide Marche, facciamo le veci del consigliere e vi proponiamo un’alternativa ancora più diversa, e ancora più intrigante perché non di semplice pasta si tratta.

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Avevamo già parlato di un cereale buono e giusto, materia prima di una pasta che fa bene al palato e al fisco, oggi però pensiamo ad un blend, passatemi il termine. Si perché l’apoteosi del gusto, la sorprendente tenuta e il sapore bilanciato il signor Luzi lo ottiene dal mix di cereali e legumi.

Da generazioni la famiglia Luzi coltiva terreni nel centro Italia, sviluppando produzioni di cereali e legumi locali e seguendo i dettami di un’agricoltura sostenibile, nel rispetto dell’ambiente in cui si inseriscono, con l’obiettivo di produrre alimenti sani, prevalentemente integrali perciò ricchi dei principi nutritivi che la raffinazione dimentica lungo la sua tortuosa strada, nonché legati alla tradizione contadina marchigiana.

E così, dopo averne sentito parlare da Cibio, uno di quei negozi da prendere come punto di riferimento per volersi davvero bene, e dopo aver notato che, rispetto alle campagne di Serra de Conti dove stavamo passeggiando, l’azienda Luzi dista solo una mezz’ora…
Gianluigi Luzi ci ha accolte a braccia aperte, nonostante lo scarso preavviso e, in men che non si dica, ci ha immerse nel racconto delle terre circostanti, al confine tra la Provincia di Ancona e quella di Pesaro-Urbino.
Lo ammetto, ho vissuto un flash back, questo mio andare a “scovare” un prodotto che mi piace mi ha improvvisamente catapultata indietro di due anni, a quando frequentavo il Master dell’Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo, e la mia vita era circondata da persone appassionate, produttori caparbi e frutti della natura gustosi e dai mille benefici.

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E allora li, mentre Gianluigi ci parlava in maniera pacata e consapevole, osservavo i suoi occhi che brillavano, che raccontavano la stessa storia in parallelo, fatta di sacrifici, soddisfazione e passione ardente. Ho pensato, guardando la mia Eleonora uscire felicissima con una campionatura di prodotti Luzi, che ho fatto proprio bene a tornare a casa e trasportare qui lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di scoprire, sebbene sia più difficile, tante persone ancora non mi capiscano e la fatica ancora non sia affatto ripagata.

Quindi, nell’attesa di una ricettina di pasta a tutto legume, consiglio vivamente di dare un occhio al sito Luzi Food e immergersi nella varietà di offerte, dai nomi a volte proprio stuzzicanti. I miei preferiti? Tutto e niente e Solo Legumi…

 

Un viaggio a Cartoceto in attesa del Festival dell’olio

di Donatella Bartolomei

Che sensazione sgranocchiare un  pane e subito pensare all’olio, ad una giornata tra le macine di un frantoio, per i vicoli di un paese in festa, nelle sue grotte nascoste e poi seduti ad una bella tavola con persone che, da perfetti sconosciuti si trasformano in piacevoli compagni.
Questa è stata la giornata che io e la mia socia Silvia abbiamo trascorso l’autunno scorso a Cartoceto in occasione del Festival Cartoceto dop e che vi voglio raccontare per farvi scoprire questa cittadina famosa per il suo olio.
CartocetoCartoceto è uno splendido comune marchigiano nella zona del pesarese: colline verdi popolate da ulivi tutti schierati in perfette file come fieri soldati, un habitat ad hoc per l’olio d’oliva, il primo olio marchigiano ad ottenere la Denominazione di origine Protetta.

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