Tagliatelle al Farro, con Fave in Porchetta, su crema di formaggio fuso: #‎labellezzaintavola‬ secondo Letizia

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A volte le ricette nascono nei momenti più impensati. Di solito mi succede quando apro il frigo e devo inventarmi qualcosa al volo, altre quando assaggio le proposte degli chef , a volte quando occorre alleggerire i piatti della tradizione. Questa l’ho pensata mentre Giammarco mi faceva lo shampoo e decantavamo le lodi dei prodotti Davines, naturali e sostenibili, alleati imprescindibili per la cura dei miei biondi.

Davines mi ha definitivamente catturata quando ho scoperto che una linea dei loro prodotti, per me tra le più efficaci, utilizza come materia prima alcuni prodotti Italiani tutelati da Slowfood, dai semi di Lenticchia di Villalba, all’oliva Minuta di Sicilia, fino alla Mandorla di Noto.

Qui, ricordo di aver pensato, si parla di salvaguardia del territorio e cura dei capelli, due cose che in genere bistrattiamo parecchio.

Tornando a noi, le Fave in Porchetta sono parte della tradizione culinaria marchigiana, appaiono sulle tavole in primavera per salutarci con il caldo dell’estate: la proposta ideale per partecipare a #davineslabellezzaintavola, offrendo una variante “primo piatto”, veloce e gustosa.

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Per le fave:
Di solito ne faccio sempre in abbondanza, considerato poi che sono le ultime della stagione, ne ho sgranate una quarantina per poi congelare quelle avanzate e potermele godere anche tra qualche giorno. Per cui, nel mio caso, ho fatto soffriggere quattro spicchi d’aglio, ma ne può bastare uno se cucinate una porzione per due. Appena rosolato, versate le fave condite con il finocchietto selvatico, aroma obbligatorio per questo tipo di ricetta. Dopo tre o quattro minuti, abbassate la fiamma, togliete l’aglio, regolate il sale e il pepe e lasciare andare per un’altra decina. Per completare, una spruzzata di vino bianco a fiamma alta e il gioco è fatto.

Per la crema:
Ho scelto il formaggio svizzero per la raclette, facile da fondere, ma va benissimo anche un pecorino fresco… anzi, fave e pecorino sono uno degli abbinamenti da pic-nic del Primo Maggio che più preferisco. Scaldate il latte e, prima che sobbollisca, aggiungete il formaggio tagliato a dadini. Non sono bravissima a raccontare le dosi esatte, lavoro molto “a occhio”, tendenzialmente preferisco iniziare con poco latte per evitare che il tutto risulti troppo liquido. Sempre meglio poco che troppo, si aggiusta tutto molto più facilmente. Lasciate che il formaggio fonda, lavorando il composto con la frusta o, in alternativa, con un mestolo di legno. Infine aggiungete il pepe, quando vedete che la crema ha raggiunto la densità desiderata. All’occorrenza, per restringere, usate un po’ di fecola di patate setacciata. Servono pochi minuti, al massimo 10/15, anche qui in base alle quantità.

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Cuocete le tagliatelle al farro e saltate allegramente tutto insieme, pasta, fave e crema. Se invece si vuole presentare il piatto vestito a festa, basterà adagiare un paio di cucchiai di crema sul fondo del piatto, per poi arrotolare sopra la nostra tagliatella con la fava. Il tocco in più? Un’idea di finocchietto a crudo al lato del piatto.

Mise en place: Le Maioliche by Tablecloths

E se fossi una verdura?

di Dorina Palombi

Tralasciamo tutti i parallelismi e i modi di dire che accomunano il genere umano a broccoli, carciofi e derivati.
Questa settimana vi vogliamo parlare delle verdure.
Maggio è arrivato e con lui il sole e i banchi del mercato che diventano sempre più verdi: carciofi, insalate, asparagi, fagiolini, piselli, fave e finocchi. Un trionfo di gemme color smeraldo fresche e croccanti.
Ma, se foste una verdura, quale sareste?

Arcimboldo

Non sto parlando di qual è il vostro ortaggio preferito perchè la mia risposta sarebbe diversa e penserei subito ai fagiolini e alle zucchine.
Sto proprio parlando di quale verdura vi assomiglia di più, quale ha le caratteristiche che sono anche le vostre.

Allora parto subito per prima e vi dico che, se fossi una verdura, di certo sarei un’insalata. Anzi sarei una iceberg: fresca, croccante, quasi dissetante, di certo divertente

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Rinasciamo Detox?

di Dorina Palombi

Le Marchese del Gusto

Passata la piccola parentesi pasquale, rieccoci a tutto sprint con una ricetta detox (dai, lo sappiamo che ci sentiamo tutti gonfi tra un bagordo e l’altro) e, complice la primavera, oggi vogliamo proporvi un piatto freschissimo, leggero e a impegno minimo
I protagonisti principali sono finocchi e carciofi. Lo sentite già il sapore freschissimo in bocca?

Intanto ecco perché ci piacciono e abbiamo pensato a un mix tra i due.
I carciofi  hanno pochissime calorie, sono molto gustosi ed hanno molte fibre, oltre ad una buona quantità di calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio.
Sono dotati di proprietà regolatrici dell’appetito, vantano un effetto diuretico e sono consigliati per risolvere problemi di colesterolo, diabete, ipertensione, sovrappeso e cellulite.
Sono anche molto apprezzati per le caratteristiche toniche e disintossicanti, per la capacità di stimolare il fegato, contribuire alla purificazione del sangue, fortificare il cuore, dissolvere i calcoli.

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Polpette si! Ma al Verdicchio

Polpette al Verdicchio

Unire due comfort food in un solo piatto (soprattutto se uno è alcolico) è cosa possibile?
Assolutamente sì!
In quel di Pavia il sole esce a giorni alterni. Oggi pare essere alleato del nostro buon umore ma gli ultimi giorni hanno avuto una pioggia incessante che intristiva un po’.

Marzo si sta avvicinando e con lui la primavera, e anche in cucina si ha voglia di leggerezza.
Si ha voglia del sole tutti i giorni, del cappotto più leggero, delle gite fuori porta e della musica da ascoltare macinando km tra Lombardia e Marche.
Oltretutto la primavera porterà nel Marchesato un sacco di congressi e viaggi gourmet che non vediamo l’ora di condividere con voi.

Ecco quindi l’ingrediente fondamentale di questo piatto: la freschezza.
Le polpette sono da sempre una delle mie preparazioni preferiti.
Sono semplici da fare, sono personalizzabili e lasciano ampio spazio alla creatività.
Si potrebbe pensare a una parola e creare una polpetta che la identifichi. Oppure una città.

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