Mamma da asporto: il Chiosco da Morena (An)

di Dorina Palombi

Le Marchese del Gusto Ancona

Finalmente ci sono riuscita!!!
Ho passato 2 anni a inseguire questo piccolo luogo di Ancona ma ero sempre troppo in anticipo e lei sempre chiusa.

Sono convinta che il cibo e l’amore abbiano tantissime cose in comune; anche il tempo.
Inutile arrivare troppo presto, oppure troppo tardi. Per tutto c’è il giusto istante, quello che ti permette di essere la persona perfetta al momento perfetto e godere di ogni privilegio che il nostro oggetto del desiderio ha in serbo per noi.
Come il cibo, anche l’amore ha la necessità di essere cotto a puntino.

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Street food, birra e amicizia

di Ramona Ragaini.Ramona streetfood

Lo street food, o meglio il cibo da strada (della serie “parla come mangi”) è l’ultima moda nel mondo gastronomico.
Di origini antichissime, oggi, non c’è regione , città o paesello che non proponga la sua festa a base di street food.

Dai piatti “da strada” di chef stellati al nostro cartoccio di olive all’ascolana, dal “pani cà meusa” tipico palermitano al campano “’o per e ‘o musso”, dal panino col lampredotto alla piadina romagnola ,insomma… di tutto un po’, ma il comun denominatore resta, comunque, la voglia di divertirsi, di cibo immediato , di “passeggiare” mangiando, tutto innaffiato ,perché no, da una bella e fresca birra!

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Per un pugno di falafel…

di Silvia Gregoristreet food

Egitto. Palestina. Israele. Libano.

Non credo ci sia altro piatto al mondo conteso tra ben quattro paesi. E ci sarà pure un perché!

Un piatto che nato all’ombra delle piramidi dei Faraoni ha, per mano degli esuli ebrei, ben presto conquistato i palati mediorientali ed è divenuto negli anni ’50, per merito dell’intuito degli ebrei arrivati dallo Yemen che hanno sostituito le originali fave secche con i ceci, il piatto nazionale israeliano.

Io, marchesa riccia, che pur amando viaggiare non sono mai stata in Medio Oriente le ho scoperte casualmente a Parigi vagando alla ricerca di un locale, dove bloccare la fame sopraggiunta ad una lunghissima passeggiata, che non avesse in menù ostriche e escargot.

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Lo street food da Pianura: un carrettino e i pesciolini fritti

di Eleonora de MarchiPianura padana
Che dire: il cibo di strada, accompagnato da una bevanda, appartiene alla nostra tradizione dal Nord al Sud dell ‘Italia.
Ai mercatini, alle fiere, a tutti gli appuntamenti sportivi nei centri storici e davanti alle discoteche troviamo delle bancarelle più o meno provvisorie ma anche furgoncini e carretti ambulanti attrezzati per l’occasione.

Il cibo di strada, ora chiamato all’inglese street food, è cultura, tradizione e qualità ; diverso da provincia a provincia, in alcune parti d’Italia più sentito, ma sempre una grande filosofia del rompi digiuno.

 

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Le Marche da passeggio. Inizia la settimana dello street food

di Dorina Palombi

Niente è più social del cibo.
Il cibo parla di produttori, di territorio, di storie e di tempo.
E’ qualcosa da condividere, qualcosa per cui “share is care” è il motto più azzeccato.
E condividere il cibo, per noi Marchese, è condividerne non solo le ricette ma, soprattutto, la cultura e l’informazione.

Questa settimana la condivisione enogastronomica toccherà la strada.
Certo, il termine street food è anche fin troppo utilizzato, e ciò che fa moda e tendenza, a noi, non fa impazzire completamente.
Ma vogliamo farvi vivere il cibo da strada in un modo un po’ diverso,  farvi vedere le Marche da passeggio e farvi sorridere notando come le avete ogni giorno sotto gli occhi.

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Sea is a state of mind…. il mare è un modo di essere

di Letizia Federicifish and chips2

Questa è la settimana del mare, del pesce e della salsedine.
È l’inizio delle bollicine lungomare, dei vestitini leggeri e una felpa dopo cena.
È la settimana di benvenuto al blu del Conero, alle grigliate in terrazza, agli occhiali da sole fino a tardi.
Si, per voi.
Perché quassù, latitudine 55°57’7N longitudine -3°11’47O, pile e sciarponi sono ancora indispensabili.
Ma io che l’estate ce l’ho nel sangue ho deciso di lasciare le infradito vicino alla doccia, calzare le scarpe da cammino e salire ancora più su.

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