Le Marche Sextainable. Il nostro invito a tavola ufficiale.

evento

Arriva il momento in cui hai voglia di uscire allo scoperto e trasformare l’online in offline.
Semplicemente spegnere il computer e stringere mani, acchiappare sorrisi, salutare e offrire un bicchiere di vino.

Finalmente faccia a faccia.
Nasce così la nostra prima dinner experience e ve la raccontiamo un po’.
Voi che fate, ci raggiungete al Podere Santa Lucia?

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Fabriano si colora di rosa: Magnalonga e biscottini all’anice

 

di Donatella Bartolomei

Il mio rosa parla della mia città, della sua gente, dei suoi profumi.
E’ il rosa delle magliette e del maialino sponsor ufficiale della Magnalonga fabrianese appena conclusasi, che si è svolta il 2 giugno lungo l’Antica Via Romea della Marca.

MAGNALONGA-2015

Che si combina durante questa giornata che potrebbe essere immagine profilo dell’hashtag  #tranquillamentemarche? 
Si passeggia lungo il percorso tracciato dai pellegrini, armati di stomaco vivace e animo votato alla bellezza.
Si parte con un numero e un bicchiere appeso al collo.
Si cammina dimenticando la fretta (perchè sarà la lentezza la filosofia della giornata) godendo della natura, facendo tappe enogastronomiche e scoprendo un po’ di più i prodotti tipici.
Si respira.
Si beve.
Si mangia.
Si riporta anima e cuore alla giusta musica.

Protagonisti di questa magnifica giornata  un cielo che più azzurro non si può, prati verdi, rotoloni di fieno, tanti cappellini colorati, chiacchiere e canti allegri, birra , panini con la braciola, gnocchi alla papera, gelato e biscotteria secca.

La magnalonga fabrianese

Una giornata lunghissima e impegnativa (prima e durante) ma piena di soddisfazioni quando alla fine del percorso, i partecipanti ormai sazi, trovano i biscottini della Fabrica del Gusto, li assaporano e chiedono pure il bis.
Le marchese in rosa

Pochi ingredienti per realizzare dei biscottini che sono tipici della cucina delle nonne, sempre attente all’economia domestica e che, con solo farina, vino e olio, riuscivano a fare cose spettacolari.
Una particolarità di questi biscotti è la totale assenza di uova e latticini, che li rende perfetti per intolleranti al lattosio e vegani.

Io ho utilizzato delle eccellenze marchigiane:

A parte il profumo che vi sorprenderà, questi biscottini sono molto friabili, si conservano a lungo se tenuti in un barattolo o scatola di latta a chiusura ermetica….
Ogni volta che li preparo mi viene in mente il mio nonno paterno che si chiamava Donato (ecco perché io mi chiamo Donatella): era solito tenerli in tasca avvolti in un tovagliolino di carta, come fossero un tesoro.

Biscottini all'anice e vino

BISCOTTINI ALL’OLIO DI OLIVA E ANICE

Ingredienti:

250 gr. di zucchero semolato
1/2 bustina di lievito chimico
semi di anice a piacere
zucchero di canna per spolverare

Procedimento:

Prima di tutto vi devo dire che io amo molto il sapore dell’anice ma i miei bimbi non sopportano i semini in bocca, quindi per ovviare a ciò metto in infusione l’anice nel vino per circa 12 ore, e poi se necessario, a malincuore, li elimino.
In una ciotola versiamo l’olio, il vino in cui avrete messo a bagno l’anice, e lo zucchero, mescoliamo un pò e poi aggiungiamo la farina, poca per volta, in modo da non creare grumi.
In breve tempo si formerà l’impasto, copritelo con pellicola e lasciatelo riposare per 30 min. Nel frattempo preriscaldiamo il forno a 170 gradi.

Trascorso il tempo di riposo, su una spianatoia iniziamo a fare delle palline del peso di circa 20 gr. con l’indice facciamo un foro nel centro che allargheremo facendo delle ciambelline.
Passatele nello zucchero di canna, sistematele su una teglia con carta oleata e infornate per 25-30 min. circa.

 

 

Benvenuti nelle Marche

La bellezza della Marche è disarmante per la sua semplicità e, nel contempo, per la sua completezza.

Un nome plurale per raccontare un connubio di paesaggi, profumi, colori e identità:

sono l’Italia in una regione;
sono gli chef Michelin e la cucina popolare;
sono i borghi e la movida;
sono lo shopping e l’introspezione;
è Gesù ed è pure Leopardi;
è lo Sferisterio di Macerata e il Summer Jamboree di Senigallia;
è il giallo dei girasoli e il blu profondo del mare;
è il brodetto e i vincisgrassi;
sono le grotte di Frasassi e la baia di Portonovo;
è la bellezza, e la pace;
è il silenzio di una corte e il caos di un porto;
è scappare, e tornare;
è respirare a pieni polmoni la tranquillità.

La nostra regione promuove un’offerta turistica che non conosce limiti temporali e si affida alle proposte artistiche come a quelle naturalistiche sparse lungo tutto il territorio.
Ma c’è un nuovo cuore pulsante nell’economia turistica, l’enogastronomia, e le Marche sanno farsi valere anche in questo campo con un’identità davvero invidiabile.

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