Il presidio del Caffè del Teatro

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Il calice di vino a fine giornata, di quelli accompagnati dal sospirone di stanchezza e sollievo o quello della pausa prima di cena, quando la serata davanti al pc è ancora lunga. Le chiacchierate su problemi da risolvere o quelle frivole da bar, i confronti con gli amici, le risate a squarciagola, il giro che questa volta pago io e il prossimo ci pensi tu.
La certezza di poter passare di la e c’è sempre qualcuno con cui scambiare due parole, il saluto accogliente di Mirko, il proprietario, che senza neanche chiederlo ti prepara un calice di Vigna delle Oche, “il solito”.
Sono sedici anni che questo luogo si prende cura di noi, tanti amici del mio gruppo hanno lavorato dietro questo bancone e tanti barman sono poi diventati amici. Ci si trova sempre li, è l’appuntamento fisso, è quel luogo ormai così parte delle nostre vite, che non c’è neanche bisogno di specificarlo.
Per questo il nostro ritrovarci agli stessi sgabelli di legno accanto all’entrata noi lo chiamiamo Il Presidio: siamo parte dell’arredamento, ci piace dire, e ci piace pensare che la nostra presenza regali un po di colore all’atmosfera. Senza contare poi i compleanni, i capodanni, le vigilie di Natale, i weekend lunghi in cui si decide di restare a casa… sono sempre inaugurati al Caffè del Teatro, in Piazza della Repubblica a Jesi.
Quindi oggi chiudo il becco e apro il mio album dei ricordi, perché ci sono certe cose che solo la fotografia riesce a passare, persino quella dei selfie a tarda ora.

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Bufala&Verdicchio… ed è subito casa!

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I venticinque fedeli lettori de Le Marchese del Gusto oramai lo sanno: non sono la cuoca della ciurma. O meglio: mangio tanto, esploro, faccio tentativi, impiastro mani e faccia senza ritegno ma…no! Non chiedetemi una ricetta con le dosi, non fatemi pesare i cibi o calcolare i tecnicismi degli abbinamenti. Il gioco è comunque facile quando si hanno materie prime eccellenti e si fa presto a dire “E’ pronto in tavola”, soddisfacendo un variegato pantone di palati. Mi piace mangiare, mi piace scoprire, dedico tempo e passione nel trovare i luoghi e le situazioni che più possano far stare bene me, i miei ospiti e anche il vicinato.

Una cosa però è certa: sono un asso nei traslochi! Ad oggi ne conto sulle spalle 15. Credetemi, da tutto s’impara: il primo trasloco, risalente ai 19 anni, è stato travolgente. Il primo corposo, con tanto di mobili, forse è sopraggiunto all’età dei 23, quando, ricordo bene, un carico di furgone era composto da un mobile con qualche bicchiere sopra, tovaglie e maglioni infilati negli angoli e i calici matematicamente già rotti. Il tempo matura gusto e logistica. Ed eccomi qua, a condividere con voi uno dei miei traslochi definitivi, più consapevole, più organizzato, dedicato certamente alla persona più speciale che c’è.

E, tornando alle mie doti di cuoca improvvisata e verace, curiosa e dalle papille sempre più esaltate… non potevo che regalarvi il mio primo pasto qui, nella nuova cuccia che, pur di spaccarmi la schiena, ho deciso di rendere calda in pochissimi giorni.
Torniamo da una settimana di fuoco, io e la mia socia Dorina, fatta di cibo gourmet e conoscenze, di incontri e magiche cene insieme. Ecco perché oggi ho deciso di portare in casa nuova un ingrediente campano, la mozzarella di bufala, e di abbinarla al mio amore ancestrale, Mister Verdicchio.

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Sono stata oculata, stavolta, nella scelta della dimora. Proprio a dieci passi c’è un negozio di prelibatezze più o meno locali, che è diventato il mio spacciatore di fiducia in men che non si dica. Per cui, ecco gli ingredienti per sentirsi subito a proprio agio: dei Tuffoli da urlo, una mozzarella di bufala che ancora muggiva, limone biologico non trattato, alici del Mar Cantabrico e un calice di Superiore a completare il tutto.

Quando le contaminazioni ti fanno sentire a casa, puoi dire di aver raggiunto un bel traguardo…

E con la gioia nel cuore e la pancia piena, vi consiglio un sugo aglio, olio e peperoncino, insaporito dalle alici scaldate a fuoco basso insieme a qualche buccia di limone; vi consiglio di scolare la pasta al dente e finire la cottura saltandola nel miscuglio lì in pentola, dal colore poco invitante, il cui aroma però vi rapirà. Del resto, non sempre la bellezza è visibile agli occhiInfine, per concludere il mio pasto celebrando l’ingrediente della settimana, ho deciso di girare tutto con la signora bufala spezzettata grossolanamente, per scioglierla naturalmente in questo groviglio di piacere.

Questo è il mio personale benvenuto e questa è la casa in cui io e il Marchese iniziamo una nuova entusiasmante avventura. Per ora ricettine sciué sciué, a breve manicaretti!!

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Le Marche a braccia aperte: FILODIVINO

di Letizia Federici

Le Marche sono quel territorio ancora un po’ incompreso, fatto di accoglienza discreta, di eccellenze racchiuse in cantina, di sapori contrastanti dai gustosi abbinamenti. Sono il territorio del mare cristallino e delle spiagge gonfie di ombrelloni, delle colline dolci e poi ispide e rocciose, che portano in montagna; dei laghi ghiacciati e dei caldi campi di grano, dei profumi che accolgono senza invadere l’intimità dei sensi.

Come ogni bellezza, non può che essere ricca di contrasto, sfaccettata e in parte misteriosa.

Abbiamo sempre detto, nel Marchesato, che la differenza arricchisce e permette di scoprire anche nuovi lati del quotidiano… e non parliamo semplicemente di paesaggio.

Credits: Fotogenia
Credits: Fotogenia

Con l’articolo di oggi vogliamo raccontare una realtà a tutti gli effetti marchigiana, plasmata dalle menti creative di quattro soci che, fino qualche anno fa, poco avevano a che fare con la nostra regione. Loro si chiamano Alberto, Gian Mario, Francesco e Paolo, si sono conosciuti in tempi non sospetti lavorando per la stessa azienda nel milanese, che produceva un filo. Si sono trovati, insieme hanno creato un management giovane e brillante, intraprendente e sognatore. Hanno superato diverse battaglie facendo squadra, sono diventati amici veri e si sono scoperti appassionati amatori di vino.

Credits: DauiHappyDrawing per Filodivino
Credits: DauiHappyDrawing
per Filodivino

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Wine goes vegan: un giro tra i vini vegani di Pievalta

di Ramona Ragaini.Ramona con cappello

L’ultima moda nel mondo del vino , oggi, è rappresentata dai vini vegani.

Nella settimana del cibo vegetariano ,quindi, non potevo esimermi dal parlare di questo tema sempre più in voga e sempre più diffuso.

Quindi non più, anzi non solo, vini naturali, biologici e biodinamici ma addirittura vegani!!!

Sono molto scettica e non sapendo molto in materia prendo la macchina e vado dai ragazzi di Pievalta i “pionieri” dell’agricoltura biodinamica ed i primi, nelle Marche, ad aver ottenuto la certificazione “qualità vegetariana vegan” …loro sapranno illuminarmi!

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